ESA, al via SpaceRider e Vega Evolution

L’Agenzia Spaziale Europea ha dato ufficialmente il via allo sviluppo del nuovo spazioplano automatico riutilizzabile, direttamente derivato dall’IXV (Intermediate Experimental Vehicle) e dell’evoluzione del lanciatore leggero Vega. Una grande sfida per l’industria aerospaziale italiana impegnata come capocommessa in entrambi i progetti.

Lo scorso giovedì 30 novembre, presso la sede di Parigi, il Direttore ESA dei Trasporti Spaziali Daniel Neuenschwander ha siglato un accordo con il vice Presidente Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space Italia (TAS-I) Walter Cugno e con il Direttore Generale di European Launch Vehicle (ELV) Andrea Preve.

In particolare TAS-I, avvalendosi del contributo del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), si occuperà dello sviluppo del modulo di rientro del mini shuttle SpaceRider, mentre ELV, una joint venture controllata al 70% da Avio s.p.a. ed al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), fornirà il modulo di servizio.
Contemporaneamente ELV si occuperà anche dello sviluppo dell’ultima versione Evolution del vettore Vega, che entrerà in servizio a partire dal 2025.

L’Amministratore Delegato di Avio Giulio Ranzo ha così commentato: “la firma di questi importanti contratti, in un anno fondamentale per la nostra crescita, culminato con la quotazione in Borsa, rafforza la posizione di Avio come player di riferimento nel mercato dei lanciatori spaziali. I recenti successi di Ariane 5 e di Vega, che poche settimane fa ha registrato il record di 11 voli consecutivi di successo, il contratto di sviluppo di Vega-C, oramai in fase avanzata con i test dei motori P120 e Zefiro 40, confermano, tra l’altro, le grandi competenze e l’affidabilità della nostra azienda e dei principali partner europei nel mercato mondiale dello spazio”.

Il Vega-E sarà l’evoluzione criogenica del piccolo ma potente vettore Vega, sviluppato principalmente in Italia, che dal volo inaugurale del febbraio 2012 ha fin’ora compiuto 11 lanci tutti coronati da successo.
Per il 2019 è già previsto il debutto del più potente Vega-C, con un propulsore P120C per il primo stadio (una versione maggiorata del P80 del Vega attuale), un propulsore Zefiro 40 per il secondo stadio, uno Zefiro 9 per il terzo e l’AVUM+ (che ha il 20% di propellente in più rispetto all’AVUM attuale) per il quarto stadio.
Il successivo Vega-E si distinguerà dalla versione C per la presenza di un upper stage criogenico con propulsore russo LM10-Mira alimentato ad ossigeno e metano liquidi, che andrà a sostituire il terzo stadio Zefiro 9 ed il quarto AVUM+, garantendo le stesse prestazioni ma a costi nettamente inferiori.
Con l’entrata in servizio del Vega-E l’Europa disporrà di una famiglia di lanciatori flessibili ed economici per la messa in orbita di carichi compresi tra i 200 ed i 2500 kg.

La navetta riutilizzabile SpaceRider verrà sviluppata a partire dall’esperienza fatta con il prototipo IXV, che nel febbraio 2015 ha compiuto un volo parabolico rientrando integro nell’Oceano Pacifico.
Il sistema automatico SpaceRider verrà lanciato da un vettore Vega-C e si comporrà di due elementi, il modulo di rientro ed un modulo di servizio AOM (Avum Orbital Module) derivato dall’AVUM, il quarto stadio a propellenti liquidi di Vega, che verrà separato prima del rientro in atmosfera e che sarà quindi a perdere.
Lo SpaceRider garantirà un regolare accesso e ritorno dall’orbita bassa terrestre con missioni della durata massima di due mesi, trasportando payload commerciali per esperimenti in microgravità, dimostratori tecnologici, studio delle radiazioni, monitoraggio della Terra ed altro. Di particolare interesse sarà la capacità di avvicinarsi alla ISS, recuperare eventuali payloads montati esternamente o consegnati dal braccio robotico della stazione e riportarli a terra.
La cargo bay avrà un volume di 0,8 m3 e potrà ospitare payload di massa non superiore agli 800 kg.

Partendo dallo spazioporto di Kourou nella Guiana francese a bordo di un Vega-C, dopo aver svolto la missione orbitale, rientrerà in atmosfera per effettuare un atterraggio planato su una pista aeroportuale, per esempio Santa Maria nelle Azzorre.
Il turn around dichiarato, necessario per ricondizionare la navicella per una nuova missione, sarà di soli 4 mesi.
Il programma di sviluppo proseguirà ora con la Preliminary Design Review, da completarsi nel 2018 e la Critical Design Review nel 2019.

Durante il I° SpaceRider User Day, tenutosi lo scorso 17 novembre a Darmstadt, sono stati presentati alcuni possibili utilizzi della futura navetta europea, con presentazioni da parte di numerose università, enti di ricerca ed industria.
Per l’Italia erano presenti il CNR, Leonardo s.p.a. e le università di Roma, Torino e Milano

Il Presidente dell’ASI, Roberto Battiston, si è detto particolarmente contento per la firma di questo contratto che vede impegnata gran parte della straordinaria filiera industriale italiana e rappresenta il punto di arrivo di una strategia messa in campo nel corso dei Consigli Ministeriali ESA del 2014 e del 2016. “Lo sviluppo di Space Rider rappresenta una grande opportunità per l’ESA e per la Strategia Europea Spaziale. Space Rider deriva da due grandi successi dell’ESA basati sul contributo determinante dell’industria italiana, il lanciatore VEGA con il motore AVUM e la navetta IXV, che ha compiuto con successo nel 2015 il primo lancio con reingresso atmosferico e ammaraggio. Lo Spacerider potrà operare nello spazio per vari mesi, realizzando esperimenti con strumentazione che potrà poi tornare a terra, aprendo anche la strada alla costruzione di materiali in condizioni di microgravità e segnando l’inizio dell’industria europea 5.0 nello spazio, con potenziali importanti ritorni economici”.

Fonte e foto credit: ESA, ASI, Avio

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi ed il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna.
Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 ed il 2013.

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