Drop test per la Boeing Starliner

Un simulacro della capsula manned, che il colosso di Seattle sta sviluppando per l’invio di equipaggi verso la ISS secondo il NASA Commercial Crew Program, è stato recentemente sottoposto a dei test di atterraggio per simulare le condizioni che la navicella e l’equipaggio a bordo affronteranno nelle ultimissime fasi del rientro a terra.

Questa nuova campagna di test , svoltasi presso il NASA Langley’s Landing and Impact Research Facility in Virginia, si è concentrata sulla qualificazione dei grossi airbag che consentiranno alla capsula un atterraggio morbido al suolo.
Infatti a differenza della Dragon 2 di SpaceX e dalla Orion di Lockheed Martin, la Starliner è stata progettata per un rientro nominale al suolo, relegando il classico splash-down nell’oceano alle sole situazioni di emergenza.
In oltre 20 test di atterraggio i tecnici hanno potuto verificare la stabilità del veicolo, modificando successivamente velocità e l’angolo di impatto per spingersi sempre più verso situazioni limite.
All’interno della capsula, sui seggiolini per l’equipaggio, erano presenti alcuni test dummies molto sofisticati per la raccolta di dati sulle accelerazioni subite dalla testa, collo e zone lombari.

Gli airbag sono realizzati dalla ILC Dover, già fornitrice di tutte le tute spaziali NASA dal programma Apollo in poi, sono gonfiati con una miscela di azoto ed ossigeno ed hanno un sistema attivo di espulsione dei gas al momento dell’impatto. Ciascun airbag è composto da una sacca esterna ed una interna, quella esterna di sgonfia toccando il suolo per assorbire l’urto, mentre quella interna rimane gonfia per stabilizzare la capsula.
Durante il rientro da una missione, mentre la capsula si trova già nella fase di discesa frenata dai paracadute, ad un’altezza di 1500m verrà espulso lo scudo termico non più necessario e verranno gonfiati gli airbag, sei nominali disposti a corona lungo la circonferenza inferiore ed un settimo centrale il cui utilizzo è previsto solamente nei casi di rientro in acqua.

La capsula Starliner è progettata per essere riutilizzata almeno dieci volte, potrà ospitare fino a sette astronauti, anche se per le missioni NASA verso la ISS l’equipaggio sarà composto da quattro membri e potrà essere lanciata dai vettori Atlas V, Delta IV, Falcon 9 ed il futuro Vulcan.
La prima missione senza equipaggio, ampiamente posticipata nel corso degli ultimi anni, è attualmente prevista per l’autunno 2018 mentre la prima con equipaggio, un astronauta NASA ed un pilota Boeing, è prevista per la fine 2018 o inizio 2019.

 

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi ed il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna.
Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 ed il 2013.

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