SpaceX sfida l’uragano Irma con il lancio dello spazio-plano X-37B

Proprio poche ore prima della chiusura del Kennedy Space Center per il previsto arrivo dell’uragano Irma, SpaceX ha lanciato con successo il primo spazio-plano X-37B che raggiunge lo spazio con un Falcon 9.

Bruciando una miscela di kerosene e ossigeno liquido, un Falcon 9 della SpaceX è stato lanciato ieri alle 10.00 ora locale (16.00 ora italiana) dalla rampa A del complesso 39 presso il Kennedy Space Center. Come avevamo visto il 9 giugno scorso, a seguito della decisione dell’aeronautica militare statunitense, a bordo c’era il primo esemplare di X-37B a volare con l’azienda di Elon Musk, che sigla così con successo la tredicesima missione del 2017, un anno super pieno e a livello record per la SpaceX.

La finestra di lancio di ieri era con buona probabilità l’unica disponibile prima che le squadre del centro spaziale fossero obbligate a ritirare in posizione sicura razzo e carico utile prima del temuto arrivo dell’uragano di categoria 5 Irma.

Dopo aver preso la direzione nord est dallo spazioporto della Florida, il primo stadio del Falcon 9 ha avuto una regolare separazione ed ha cominciato il rientro dopo circa due minuti e mezzo dal lancio. Lo stadio superiore ha regolarmente acceso nei tempi prestabiliti il motore Merlin, equipaggiato con ugelli ottimizzati per la propulsione nel vuoto dello spazio. A differenza di altri webcast di SpaceX e come già successo per missioni classificate, anche per il lancio dell’X-37B, la diretta sul secondo stadio è stata sospesa a questo punto, lasciando spazio alla cronaca del solo rientro del primo stadio. Appena dopo è stato quindi possibile assistere in diretta all’«entry burn», ovvero l’accensione dei motori Merlin 1D per il rientro controllato del primo stadio verso la zona di atterraggio 1 della SpaceX. Le griglie di stabilizzazione si sono aperte per agevolare la guida aerodinamica del booster attraverso gli strati di atmosfera via via sempre più densi. Dopo un paio di minuti è stata poi la volta dell’accensione di atterraggio, durante la quale i motori rimangono in funzione sino a che il vettore non tocca terra e così è avvenuto puntualmente come atteso circa 9 minuti dopo il lancio, presso la cosiddetta «Landing Zone 1», un’area equipaggiata con zona di atterraggio e situata a circa 15 km a sud dalla rampa 39A.

Come previsto, SpaceX intende ispezionare, ricondizionare e riutilizzare il primo stadio del Falcon 9 per future missioni. L’azienda ha ora collezionato 16 rientri e atterraggi riusciti del primo stadio negli ultimi due anni, cosa che come sappiamo ha contribuito e dovrebbe sempre più a ridurre i costi operativi di lancio della SpaceX.

Una delle foto ufficiali dell’atterraggio del primo stadio del Falcon 9. Fonte: SpaceX

Nel frattempo il secondo stadio del Falcon 9 ha apparentemente completato l’immissione in orbita del carico utile senza problemi e sia l’aeronautica militare che la Boeing, azienda costruttrice dell’X-37B, hanno rilasciato dichiarazioni relative ad un lancio riuscito.

Questo lancio è il quinto per gli spazio-plani X-37B. Il veicolo è di dimensioni relativamente contenute, in lunghezza pari a circa un quarto di quella dello Space Shuttle. Le prime quattro missioni erano state condotte utilizzando come lanciatore l’Atlas V della United Launch Alliance. Il volo più recente dell’X-37B, denominato OTV-4, si è concluso dopo 718 giorni in orbita, il 7 maggio scorso, con il primo atterraggio dello spazio plano sulla pista che fu dello Shuttle al Kennedy Space Center. Le precedenti tre missioni, invece, avevano visto la loro conclusione presso la base della US Air Force a Vandenberg, in California. Dopo che la Boeing e l’aeronautica hanno riqualificato due hangar del programma Shuttle al Kennedy Space Center, la base dell’X-37B è stata spostata in Florida.

Come atteso non sono stati rilasciati dettagli in merito ai parametri orbitali della missione, ma le note diramate dall’aeronautica in materia di sicurezza a beneficio dei piloti dei marines per eventuali operazioni di recupero, fanno pensare che il veicolo sia stato rilasciato in un’orbita inclinata tra i 40 a i 65 gradi sull’equatore. In effetti la US Air Force aveva anticipato che per la missione OTV-5 sarebbe stata destinata ad un’orbita con inclinazione superiore rispetto alle precedenti. Siccome le quattro missioni dalla OTV-1 alla OTV-4 avevano volato tra i 38° e i 43.5°, il conto ha perfettamente senso.

Una rappresentazione artistica dell’X-37B in orbita. Fonte: Boeing

La missione OTV-5 raccoglie una serie di primati per l’X-37B. Il veicolo testa elettronica sperimentale sviluppata per lunghe durate di volo nello spazio. Verranno anche testate tre tipologie di condotti di calore oscillanti, con tecnologia più leggera e molto più competitiva in termini di costo di realizzazione, indirizzate ad ottimizzare la temperatura interna dell’avionica entro i margini di sicurezza con minimo dispendio energetico. I tre obiettivi scientifici primari, inoltre, sono la misurazione della performance termica iniziale in orbita, quella della performance termica di lunga durata e la valutazione del degrado della vita media della componentistica.

Come già accaduto in precedenza, l’X-37B potrebbe rimanere in orbita per mesi o addirittura per anni. Un pannello solare estraibile genera infatti elettricità per lo spazio-plano, che non necessita di idraulica per le proprie superfici aerodinamiche, a differenza degli Space Shuttle, le cui missioni erano anche per questo limitate ad un numero limitato di settimane.

Non è noto quale dei due X-37B è stato usato per la missione OTV-5. Almeno un’altra missione, la OTV-6, è nei programmi della US Air Force ed avverrà con un Atlas V nel 2019. Nel frattempo SpaceX si sta preparando per altri lanci  nel mese di Ottobre. Il lancio di un satellite per telecomunicazioni per SES ed Echostar è pianificato per il 2 ottobre dalla rampa 39A e avrà come propulsore principale un booster del primo stadio precedentemente utilizzato. Il satellite SES 11 / Echostar 105 è già stato consegnato presso Cape Canaveral dalla Airbus Defense di Tolosa. La data del lancio potrà subire delle variazioni in funzione dell’impatto che l’uragano Irma avrà sulla Space Coast. Un altro Falcon 9 dovrebbe essere lanciato il 4 ottobre dalla Air Force Base di Vandenberg in California il 4 ottobre con un batch di dieci satelliti Iridium Next. Un satellite per comunicazioni televisive sud coreane (Koreasat 5) è poi il terzo nel programma di lancio SpaceX e dovrebbe avvenire a metà ottobre dalla rampa 39A del Kennedy Space Center.

 

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Massimo Orgiazzi

Appassionato di astronomia, astronautica e scienza, nella vita è ingegnere. Ha scritto narrativa, poesia e critica letteraria, ha una passione per il cinema e organizza rassegne cineforum. Twitta in inglese di spazio e scienza con l'handle @Rainmaker1973

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