Missione VITA: Paolo Nespoli parla con la TV tedesca

Lo scorso 18 agosto 2017 il nostro connazionale Paolo Nespoli ha partecipato ad una “in-flight call” con la TV pubblica tedesca durante la quale ha risposto a varie domande e mostrato alcune delle dotazioni di sicurezza della ISS raramente viste in precedenti filmati.

La redazione di AstronautiCAST ha tradotto e trascritto l’intervista, che oggi riproponiamo qui per i lettori del nostro blog.

ZDF: Buongiorno Raumstation! Bene, e ora speriamo di essere collegati con la ISS. Buongiorno signor Nespoli!

Paolo: Buongiorno, Guten Tag!

ZDF:  Bene, serve tempo… serve tempo perché il segnale arrivi dalla ISS, perché prima passa da Houston, poi va a un satellite, e da lì arriva a Magonza in Germania, ma la sentiamo bene. Questa è la sua terza volta sulla ISS. E’ ancora affascinante come la prima?

Paolo: Oh sì, il mio primo volo è stato su uno Space Shuttle, un volo di breve durata per costruire la Stazione Spaziale. Il secondo è stato di lunga durata, cinqe mesi e mezzo o sei, e ora ho altri quattro mesi e mezzo, cinque mesi quassù sulla Stazione. E’ incredibile, questa casa laboratorio è assolutamente incredibile, perché… perché la situazione qui attorno è incredibile, e anche perché… in effetti è per il lavoro che facciamo quassù.
E come potete vedere il laboratorio qui è pieno di attrezzatura, roba da non credere. E’ semplicemente grandioso essere qui a vivere e lavorare.

ZDF: Ora lei si trova nel modulo Columbus, dove sembra che la Terra le si stia avvicinando [Paolo sta giocando con un pallone gonfiabile a forma di globo terrestre, ndr] In questo modulo si trovano i vari esperimenti che state conducendo. Potrebbe spiegarci esattamente di cosa vi state occupando?

Paolo: Sì, questo è uno dei tre grandi laboratori che abbiamo sulla Stazione Spaziale. C’è un laboratorio americano,
un laboratorio giapponese e uno europeo. E’ configurato in modo che su ogni lato del modulo ci sia un armadio. All’interno di armadi come questo, sul soffitto, ci sono diversi contenitori, ma ce ne sono altri che sono delle postazioni attrezzate, con le quali possiamo fare scienza. Ciascuno di questi moduli è dedicato ad una particolare branca della scienza. Qui abbiamo il laboratorio biologico Biolab, poi abbiamo lo European Physiology Module, poi c’è la Human Resarch Facility, e così via. Possiamo fare metallurgia, possiamo fare ogni tipo di esperimento qui. E’ vermente incredibile.

ZDF: Se dovesse scegliere uno degli esperimenti della missione VITA, che riguardi le scienze della vita, quale trova più affascinante, quale le interessa di più?

Paolo: Si tratta di una domanda difficile, perché qui ci sono così tante cose differenti che stiamo portando avanti. Io sono… in sostanza sono un ingegnere e quindi mi intendo soprattutto di cose che hanno a che fare con la tecnologia. Per esempio questo è un esperimento che stiamo preparando. Si
tratta di una specie di armatura, uno scudo. Stiamo cercando di capire come uno scudo portatile riesca a fermare le radiazioni cosmiche più dannose. Ce ne occuperemo nei prossimi giorni. Ma qui sotto, non so se riuscite a vederlo, c’è una scatola che contiene 16 campioni. Sono arrivati giusto due giorni fa dalla Terra e sono tutte delle colture di cellule. Ci sono talmente tante cose qui dentro, ci sono cellule che devono essere riprogrammate. Trovo affascinante leggere le descrizioni degli esperimenti, e certo non li capisco tutti. Alla fine sono qui solo per eseguire gli esperimenti. Io non sono io lo sperimentatore. Gli sperimentatori si trovano a terra, sono gli scienziati nei centri di ricerca a terra, che si inventano cose davvero pazzesche, il che è ancora una volta qualcosa di davvero affascinante.

ZDF: Ebbene, non è solo lei ad essere affascinato, ma ancor più di noi Hollywood è stregata dalla ISS. C’è un film dove la ISS viene colpita da detriti spaziali e viene distrutta. Pensate mai a cose di questo tipo?

Paolo: Beh certo, si tratta di una cosa possibile. In effetti abbiamo tre principali tipi di anomalie, di eventi catastrofici…Sulla Stazione possono capitare tre anomalie principali che sono: essere colpiti da qualcosa, avere
una perdita d’aria o un incendio a bordo, o venire contaminati da sostanze fortemente tossiche. Questi sono i tre eventi principali. Ma ogni giorno abbiamo pronte delle procedure, abbiamo dei sensori, abbiamo ogni sorta di
attrezzatura per reagire a queste emergenze. In effetti ecco, prendo una delle nostre maschere… Come potete vedere abbiamo ovunque delle attrezzature che servono ad aiutarci a superare le situazioni di emergenza. Non sono preoccupato. Voglio dire, mi sento preparato, sento che abbiamo l’attrezzatura giusta e l’addestramento giusto. Certamente se venissimo colpiti allo stesso modo di un film di Hollywood non avremmo molte chance, ma se pensate che la Stazione Spaziale si trova nello spazio da 15 anni e non ha mai sofferto impatti o problemi seri penso che le situazioni estreme che abbiamo visto nei film siano un pò delle esagerazioni.

ZDF: Dunque, lunedì ci sarà un’eclisse solare negli Stati Uniti. Voi come la osserverete?

Paolo: Oh, sarà una cosa davvero interessante. Non ho mai visto un’eclisse solare dallo spazio e non vedo l’ora di poterla osservare. Ho visto solo fotografie scattate da altri astronauti. Avremo la possibilità di osservarla nel corso di tre orbite, perché ruotiamo molto velocemente attorno alla Terra e quindi la vedremo per tre volte sopra gli Stati Uniti. Sfortunatamente sarà un pò distante dalla nostra posizione, ma stiamo pianificando di catturarla, di registrarla, di guardarla con i nostri occhi ma anche di usare gli strumenti di cui disponiamo per trasmettere immagini verso terra. E abbiamo una strategia piuttosto elaborata per sfruttare tutti i passaggi e assicurarci di catturare questo eccezionale evento.

ZDF: Beh, la ringraziamo moltissimo sig. Nespoli per questa intervista dalla ISS, e le auguriamo tanta salute e buona permanenza lassù. Grazie!

Paolo: Di nulla, di nulla. Ed ecco, vi dedico una capriola in segno di saluto, solo per dimostrarvi la microgravità. Certo, si tratta di una cosa semplice, ma ci aiuta a capire… aiuta a comprendere cosa sia questo posto fuori dal mondo dove le leggi della gravità non si applicano e quindi si possono fare innumerevoli cose, e sono davvero grato all’Agenzia Spaziale Europea, all’Agenzia Spaziale Italiana, a tutte le agenzie spaziali del mondo che hanno costruito questo incredibile laboratorio. Penso sia davvero una grande risorsa. Ci rivediamo sulla Terra tra qualche mese. Ciao!

Houston: Stazione, qui Houston ACR. L’evento si conclude qui. Ringraziamo tutti i partecipanti presso l’Agenzia Spaziale Europea. Riprendiamo ora con i normali contatti audio operativi.

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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