ISS Weekly Status Report – 16.2017

ISS, Shuttle, Soyuz ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

17 maggio

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #11 Deploy
Oggi sono stati rilasciati cinque satelliti Cubesats : Phoenix, Xcubesat, Qbee, Altair e SHARC. ALTAIR è un dimostratore tecnologico che implementa un più elevato livello di sicurezza per i sottosistemi critici della linea di prodotti ALTAIR. SHARC (Spacecraft for High Accuracy Radar Calibration) ospita una serie di payload sperimentali, tra cui un transponder in banda C ed un GPS. L’obiettivo primario di SHARC è quello di contribuire alla calibrazione delle installazioni radar del Department of Defense (DoD). I restanti tre Cubesat appartengono alla costellazione QB50 che mira a studiare le superfici superiori dell’atmosfera terrestre nel corso di un arco temporale compreso tra 1 e 2 anni. I satelliti QB50 eseguono misurazioni su una zona poco studiata, e fino a poco tempo fa inaccessibile, dell’atmosfera denominata termosfera. Il progetto analizza costantemente le diverse molecole gassose e le proprietà elettriche della termosfera per comprendere meglio il tempo spaziale e le sue tendenze a lungo termine.

Fluid Shifts
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 50S giunto al traguardo del Flight Day 180 (FD180), dopo aver indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis), ha dato il via oggi alla seconda delle due giornate previste le attività Baseline Imagery dell’esperimento Fluid Shift. Con il supporto degli specialisti di Mosca che hanno fornito assistenza medica da remoto, sono state effettuate le rilevazioni con l’Optical Coherence Tomography (OCT) ed il Distortion Product Otoacoustic Emission (DPOAE) prima di completare il DPOAE test, l’OCT e l’esame tonometrico. Fluid Shifts, esperimento congiunto NASA-Ente Spaziale Russo, indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Veg-03
L’equipaggio ha raccolto alcune foglie di cavolo cinese, attualmente in crescita nella struttura Veggie, per consumarle. L’obiettivo di Veg-03 è dimostrare la possibilità di coltivare, all’interno della struttura Veggie, vegetali nello spazio. Le future missioni di lunga durata richiederanno una fornitura di cibo fresco per integrare la dieta dell’equipaggio, il che significa dover coltivare e far crescere piante e verdura nello spazio. Esperienze precedenti avevano posto l’accento sul miglioramento della produttività in ambienti controllati, ma gli spazi limitati messi a disposizione dallo Space Shuttle e dalla Stazione Spaziale Internazionale avevano reso difficile condurre test di produzione delle colture su larga scala. VEG-03 espande sul nuovo hardware Veggie i concetti che i membri dell’equipaggio utilizzeranno per far crescere cavolo, lattuga ed altre verdure fresche nello spazio. I prossimi esperimenti forniranno anche la possibilità di identificare quali tipi di microrganismi sono presenti nella crescita del cavolo, fornendo dati di riferimento per i futuri sforzi di crescita delle piante di verdura. La coltivazione della verdura servirà anche per valutare l’impatto della crescita delle piante sul morale e sull’umore dell’equipaggio.

OsteoOmics
L’equipaggio ha sostituito i campioni BioCell contenuti nel BioCell Habitat 3, stivando i campioni prelevati nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). La densità ossea degli astronauti diminuisce durante il volo spaziale a causa dell’assenza della gravità che normalmente agisce sulle loro ossa. Lo studio OsteoOmics indaga i meccanismi molecolari che determinano questa perdita di densità ossea esaminando gli osteoblasti, che formano le ossa, e gli osteoclasti che li indeboliscono. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare alla creazione di contromisure più efficaci per prevenire l’indebolimento osseo durante le missioni spaziali ma anche trovare migliori cure per risolvere una vasta gamma di disturbi dell’uomo sulla Terra.

Genes in Space 2
L’equipaggio ha completato oggi una sessione dell’esperimento Genes in Space 2, prelevando un campione dal General Laboratory Active Cryogenic ISS Experiment Refrigerator (GLACIER) per inserirlo nel miniature Polymerase Chain Reaction (miniPCR) e successivamente riporlo nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). Genes in Space, esperimento vincitore di un secondo concorso per studenti, intende verificare se la Polymerase Chain Reaction (PCR) potrà essere utilizzata per studiare le alterazioni del DNA a bordo della ISS. Il volo spaziale provoca numerose alterazioni al corpo umano ed al DNA oltre che indebolire il sistema immunitario. Capire se e come questi due processi sono legati è importante per la prevenzione della salute dell’equipaggio, ma la tecnologia che permette di monitorare questi cambiamenti del DNA è relativamente giovane e non è mai stata applicata nello spazio.

Pressurized Mating Adapter (PMA) 3 Ingress
Dopo aver completato con successo i controlli di tenuta, l’equipaggio ha aperto il portello che divide il Node 2 dal PMA 3 in preparazione dell’ormai imminente ingresso nel modulo. Successivamente l’equipaggio ha provveduto alla rimozione del Common Berthing Mechanism Center (CBM) Disc Cover, del Controller Panel Assemblies (CPA) e della Centerline Berthing Camera System (CBCS) che erano stati utilizzati durante il trasferimento di PMA 3 dal Node 3 Port al Node 2 Zenith.

ISS Reboost
E’ in programma per oggi pomeriggio un reboost della ISS (innalzamento dell’orbita) mediante l’accensione dei propulsori principali del Service Module. Lo scopo di questo reboost è quello di creare le migliori condizioni per la partenza della Soyuz 49S, in programma il 2 giugno, e per l’arrivo del cargo Progress 67P previsto per il 14 giugno.

 

18 maggio

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #11 Deploy
Gli ultimi sei satelliti CubeSat, contenuti nel distributore NRCSD #11, sono stati rilasciati oggi: Aerosat, Link, CSUNSat, UpSat, SpaceCube e Hoopoe. CSUNSAT è stato sviluppato presso la California State University Northridge (CSUN) in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (JPL). Viene utilizzato per convalidare nello spazio un nuovo sistema di stoccaggio a freddo a basso assorbimento di energia. I restanti satelliti appartengono alla costellazione QB50 che mira a studiare le superfici superiori dell’atmosfera terrestre nel corso di un arco temporale compreso tra 1 e 2 anni. I satelliti QB50 eseguono misurazioni su una zona poco studiata, e fino a poco tempo fa inaccessibile, dell’atmosfera denominata termosfera. Il progetto analizza costantemente le diverse molecole gassose e le proprietà elettriche della termosfera per comprendere meglio il tempo spaziale e le sue tendenze a lungo termine.

Sprint Ultrasound 2 Operations
L’equipaggio ha configurato la videocamera e la fotocamera e, dopo aver indossato gli elettrodi per l’elettrocardiogramma e sotto il monitoraggio di un cardiofrequenzimetro, ha svolto la sessione di allenamento SPRINT utilizzando il Portable Pulmonary Function System (PPFS) per monitorare i livelli di ossigeno – Volume of Oxygen (VO2) – nel corso degli esercizi svolti sul Cycle Ergometer with Vibration Isolation and Stabilization (CEVIS). Lo studio chiamato Integrated Resistance and Aerobic Training Study (Sprint), valuta il metodo di allenamento ad alta intensità e bassi carichi previsto per minimizzare la perdita di funzione cardiovascolare e di massa muscolare negli astronauti impegnati in missioni di lunga durata.

Fluid Shifts
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 49S, dopo aver indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis) ed essersi trasferito nel segmento russo della ISS, ha dato il via oggi alla prima delle due giornate previste per le attività Baseline Imagery dell’esperimento Fluid Shift. Con il supporto degli specialisti di Mosca che hanno fornito assistenza medica da remoto, sono state effettuate le rilevazioni con l’Optical Coherence Tomography (OCT), il Distortion Product Otoacoustic Emission (DPOAE) ed il Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), prima di completare il DPOAE test, l’OCT e l’esame tonometrico. Fluid Shifts, esperimento congiunto NASA-Ente Spaziale Russo, indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Biolab
E’ stata sostituita oggi la cinghia della Biolab Centrifuge. Il 4 agosto 2016 l’equipaggio aveva notato che la centrifuga non ruotava a causa del non corretto allineamento della cinghia al rotore. Il BioLab è un impianto di ricerca multiuso situato in Columbus. Viene utilizzato per eseguire esperimenti di biologia spaziale su microrganismi, cellule, colture tessutali, piccole piante e piccoli invertebrati.

OsteoOmics
L’equipaggio ha sostituito i campioni BioCell contenuti nel BioCell Habitat 4, stivando i campioni prelevati nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). La densità ossea degli astronauti diminuisce durante il volo spaziale a causa dell’assenza della gravità che normalmente agisce sulle loro ossa. Lo studio OsteoOmics indaga i meccanismi molecolari che determinano questa perdita di densità ossea esaminando gli osteoblasti, che formano le ossa, e gli osteoclasti che li indeboliscono. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare alla creazione di contromisure più efficaci per prevenire l’indebolimento osseo durante le missioni spaziali ma anche trovare migliori cure per risolvere una vasta gamma di disturbi dell’uomo sulla Terra.

Service and Cooling Umbilical (SCU) Remove & Replace (R&R)
Nel corso dei preparativi immediatamente precedenti l’attività extraveicolare della scorsa settimana, durante la fase denominata In-Suit Light Exercise (ISLE) Prebreathe, era stata notata una perdita di acqua fuoriuscire dal Service and Cooling Umbilical (SCU) della EMU di Fischer. Oggi l’equipaggio ha sostituito lo SCU difettoso, ha spurgato l’aria presente nel circuito dell’acqua ed ha riempito i serbatoi. Lo SCU difettoso verrà inviato a Terra per le opportune analisi.

 

19 maggio

Fluid Shifts
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 50S, dopo aver indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis) ed essersi trasferito nel segmento russo della ISS, ha dato il via oggi alle attività Baseline Imagery dell’esperimento Fluid Shift. Con il supporto degli specialisti di Mosca che hanno fornito assistenza medica da remoto, sono state effettuate le rilevazioni con l’Optical Coherence Tomography (OCT), il Distortion Product Otoacoustic Emission (DPOAE) ed il Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), prima di completare il DPOAE test, l’OCT e l’esame tonometrico. Fluid Shifts, esperimento congiunto NASA-Ente Spaziale Russo, indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

NeuroMapping
L’equipaggio ha configurato gli strumenti NeuroMapping prima di eseguire l’esperimento con il corpo in un primo momento in configurazione “strapped in” e successivamente ”free floating”. Neuromapping intende indagare se i voli spaziali di lunga durata provocano alterazioni al cervello, sia a livello di struttura che di funzioni, come ad esempio il controllo motorio ed il multi-tasking, nonché misurare il tempo di pieno recupero da queste eventuali sofferenze. Precedenti ricerche ed aneddoti, raccontati da astronauti al ritorno da un volo spaziale di lunga durata, suggeriscono che il controllo del movimento ed alcuni aspetti cognitivi subiscono alterazioni dopo aver vissuto a lungo in microgravità. L’indagine NeuroMapping utilizza la risonanza magnetica cerebrale strutturale e funzionale (MRI and FMRI) per valutare gli eventuali impatti sui membri di un equipaggio dopo una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Pressurized Mating Adapter (PMA) 3 Operations
Al termine delle attività effettuate questa settimana, l’equipaggio ha riposto la strumentazione utilizzata ed installato una rete di ritenzione per ancorare l’Androgynous Peripheral Assembly System (APAS). L’equipaggio ha successivamente chiuso il portello di PMA 3.

Extravehicular Mobility Unit (EMU) Operations
L’equipaggio ha eseguito la consueta manutenzione post EVA alle EMU utilizzate nel corso dell’ultima attività extraveicolare. E’ stato effettuato il lavaggio e la pulizia dei circuiti di raffreddamento delle EMu e dell’Airlock. E’ stato prelevato un campione d’acqua per i test di conducibilità elettrica.

Control Moment Gyroscope (CMG)
I Ground Controller hanno completato con successo la manutenzione quinquennale dei CMG gimbal installati su CMG3 e CMG4. La manutenzione prevede una rotazione completa di 360 gradi dei giunti per permettere una redistribuzione del lubrificante su tutti i denti degli ingranaggi.

 

22 maggio

External (EXT) Multiplexer/Demultiplexer (MDM)-1 Failure
Sabato scorso l’EXT MDM-1 ha subito un guasto. I tentativi di ripristino effettuati dagli specialisti a Terra non hanno avuto successo. I Ground team hanno configurato l’EXT MDM-2 nel ruolo primario e calibrato i sistemi per gestire una soglia di carico elettrico più elevata rispetto allo standard. In una riunione dedicata alla analisi del problema è stato deciso di effettuare una attività extraveicolare (EVA) per sostituire l’unità guasta. Gli specialisti a Terra hanno richiesto di effettuare una EVA domani, 23 maggio. Oggi l’equipaggio si è adoperato nella configurazione degli strumenti, la predisposizione delle EMU che verranno utilizzate dall’equipaggio e la predisposizione dell’Airlock.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
Ieri i Robotics Ground Controller hanno alimentato MSS e manovrato lo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) per eseguire, con la P1 Upper Outboard (UPOB) External High Definition Camera (EHDC), una ispezione video dei cavi del Latching End Effector B (LEE-B). Al termine della verifica, SSRMS è stato guidato in una posizione di parcheggio. Si sarebbe dovuto intervenire nel trasferimento di SSRMS sul Node 2 PDGF, ma è stato deciso di posticipare tale attività a dopo l’EVA pianificata per la sostituzione dell’External Multiplexer/Demultiplexer 1 (EXT-MDM 1) guasto.

Radiation Dosimetry Inside ISS-Neutron (RaDI-N)
L’equipaggio USOS ha ricevuto da un membro dell’equipaggio russo 8 rilevatori Bubble Space da distribuire nel Node 3. L’obiettivo dell’esperimento Radi-N2 della Canadian Space Agency (CSA) è quello di caratterizzare la radiazione di neutroni sulla ISS. I risultati di questa indagine saranno utilizzati per definire i rischi per la salute dei membri dell’equipaggio della ISS e per sviluppare misure di protezione avanzate per i voli spaziali del futuro.

Grip Commissioning
L’equipaggio ha messo a punto la strumentazione Grip nella navata centrale del modulo Columbus. Con il sostegno di un secondo membro dell’equipaggio, è stata fissata una sedia su un binario ed il primo membro dell’equipaggio ha eseguito le operazioni di messa in servizio di questa configurazione. L’indagine Grip intende dimostrare come il sistema nervoso tiene conto delle forze gravitazionali e dell’inerzia quando si manipolano oggetti. I risultati di questo esperimento potranno fornire approfondimenti sui possibili pericoli che gli astronauti corrono quando manipolano oggetti in ambienti gravitazionali differenti, nonché fornire un aiuto nella progettazione di nuove interfacce da utilizzare in ambienti diversi da quelli terrestri.

 

23 maggio

External (EXT) Multiplexer/Demultiplexer (MDM)-1 R&R Extravehicular Activity (EVA)
Con il supporto di Thomas Pesquet, Peggy Whitson (EV1) e Jack Fischer (EV2) hanno effettuato oggi una EVA, della durata di 2 ore e 46 minuti, per sostituire l’EXT MDM-1 che si era guastato lo scorso 20 maggio. Mentre Whitson ha eseguito la sostituzione dell’EXT MDM, Fischer ha installato le antenne del Lab Nadir External Wireless Communications (EWC), attività che non era stata completata durante la precedente attività extraveicolare.

Solar Array Battery 3A1 Temperatures
Lo scorso 22 maggio 2017, a causa di un High Beta Angle, le temperature medie della batteria 3A1 hanno superato il valore di 25° C per tre orbite consecutive, con un picco massimo di temperatura pari a 25,6° C. Applicando il rigido protocollo di sicurezza, i Ground Controller hanno spento il convertitore Battery Charge Discharge Unit (BCDU) 3A1 ed aperto il Fault Isolator (FI). Non vi è alcun impatto sui carichi a valle anche con questa configurazione attiva.

 

24 maggio

OsteoOmics
L’equipaggio ha sostituito i campioni BioCell contenuti nel BioCell Habitat 1, stivando i campioni prelevati nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). La densità ossea degli astronauti diminuisce durante il volo spaziale a causa dell’assenza della gravità che normalmente agisce sulle loro ossa. Lo studio OsteoOmics indaga i meccanismi molecolari che determinano questa perdita di densità ossea esaminando gli osteoblasti, che formano le ossa, e gli osteoclasti che li indeboliscono. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare alla creazione di contromisure più efficaci per prevenire l’indebolimento osseo durante le missioni spaziali ma anche trovare migliori cure per risolvere una vasta gamma di disturbi dell’uomo sulla Terra.

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #12
L’equipaggio ha trasferito all’interno dell’Airlock la JEM (Japanese Experiment Module) Airlock (JEMAL) Slide Table (ST), per sostituire l’NRCSD #11 Quad deployer vuoto con il nuovo NRCSD #12. Queste attività serviranno a predisporre un nuovo rilascio di satelliti CubeSats, in programma nei prossimi due giorni.

Grip Commissioning
Nell’ambito della messa in servizio della strumentazione Grip, un membro dell’equipaggio ha svolto alcune attività in posizione supina. L’indagine Grip intende dimostrare come il sistema nervoso tiene conto delle forze gravitazionali e dell’inerzia quando si manipolano oggetti. I risultati di questo esperimento potranno fornire approfondimenti sui possibili pericoli che gli astronauti corrono quando manipolano oggetti in ambienti gravitazionali differenti, nonchè fornire un aiuto nella progettazione di nuove interfacce da utilizzare in ambienti diversi da quelli terrestri.

Fine Motor Skills
L’equipaggio ha effettuato questa mattina una nuova sessione dell’esperimento Fine Motor Skills. Questo test viene effettuato ogni 5 giorni durante i primi tre mesi a bordo della ISS, mentre la periodicità viene portata ad una volta ogni 14 giorni per i periodi successivi. In questo esperimento i membri dell’equipaggio eseguono una serie di attività interattive su una tavoletta touchscreen. Questa è la prima indagine che abbina le capacità motorie ad una lunga esposizione alla microgravità, analizzando le diverse fasi di adattamento alla microgravità di un volo spaziale ed il recupero sensomotorio, una volta tornati alla gravità terrestre.

On-Board Training (OBT) Dragon Rendezvous Review
L’equipaggio ha effettuato una sessione di addestramento per ripassare le procedure nominali di avvicinamento ed attracco del cargo Dragon della missione SpaceX-11, il cui lancio è previsto per il 1 giugno, e con attracco alla ISS il 4 giugno.

 

25 maggio

Grasp Commissioning
Per completare la messa in servizio della strumentazione dell’esperimento Grasp, Pesquet ha eseguito alcuni esercizi in posizione seduta. Grasp intende fornire un’idea di come il sistema nervoso centrale integra le informazioni provenienti da diverse modalità sensoriali per coordinare i movimenti della mano nell’interazione con gli oggetti presenti nell’ambiente. Effettuati sull’ISS, in combinazione con una serie di esperimenti eseguiti anche a Terra, Grasp esplora l’interazione di tutti i vari suggerimenti sensoriali.

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #12 Deploy
L’NRCSD #12 contiene 17 satelliti Cubesats. Nove CubeSats sono stati rilasciati con successo oggi. I restanti 8 saranno rilasciati nel corso della notte e domani. Tutti questi 17 satelliti appartengono alla costellazione QB50 che mira a studiare le superfici superiori dell’atmosfera terrestre nel corso di un arco temporale compreso tra 1 e 2 anni. I satelliti QB50 eseguono misurazioni su una zona poco studiata, e fino a poco tempo fa inaccessibile, dell’atmosfera denominata termosfera. Il progetto analizza costantemente le diverse molecole gassose e le proprietà elettriche della termosfera per comprendere meglio il tempo spaziale e le sue tendenze a lungo termine.

OsteoOmics
L’equipaggio ha fissato oggi i BioCell contenuti in due BioCell Habitat e stivato i campioni prelevati nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). Questa è la quarta ed ultima settimana prevista per le operazioni OsteoOmics. La densità ossea degli astronauti diminuisce durante il volo spaziale a causa dell’assenza della gravità che normalmente agisce sulle loro ossa. Lo studio OsteoOmics indaga i meccanismi molecolari che determinano questa perdita di densità ossea esaminando gli osteoblasti, che formano le ossa, e gli osteoclasti che li indeboliscono. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare alla creazione di contromisure più efficaci per prevenire l’indebolimento osseo durante le missioni spaziali ma anche trovare migliori cure per risolvere una vasta gamma di disturbi dell’uomo sulla Terra.

Body Measures
Questa mattina, un membro della Soyuz 50S giunto al traguardo del Flight Day 184 (FD184), ha effettuato la sessione Body Measures. L’equipaggio ha configurato le fotocamere e le videocamere per l’acquisizione di immagini e video della postura. La NASA non dispone ancora di una sufficiente raccolta di dati antropometrici (misure del corpo) necessari per valutare gli impatti sulle dimensioni e sulle forme che subiscono i corpi degli astronauti in orbita. L’obiettivo di questo studio è la comprensione dell’entità e della variabilità dei cambiamenti morfologici, nonché analizzare gli spostamenti dei liquidi all’interno del corpo umano. Questo studio raccoglie i dati antropometrici mediante acquisizione di foto e video e la misurazione con un metro a nastro dell’altezza e di tutti i dati dei segmenti corporei (petto, vita, fianchi, braccia, gambe, etc) degli astronauti in condizioni di pre-volo, in volo e post-volo. Questo studio è importante per predeterminare i cambiamenti che possono verificarsi durante il volo spaziale in missioni di lunga durata e per essere in grado di gestire le modifiche all’abbigliamento, alle postazioni di lavoro, etc.

Robotics On-Board Trainer (RoBOT)
L’equipaggio ha effettuato una nuova sessione di addestramento per migliorare la propria familiarizzazione con le procedure di avvicinamento ed attracco del cargo Dragon, il cui arrivo è attualmente in programma per il 4 giugno.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
Ieri sera i Robotics Ground Controller hanno alimentato MSS per trasferire lo Space Station Robotic Manipulator System (SSRMS) dal Mobile Base System (MBS) Power and Data Grapple Fixture (PDGF) 4 al Node2 PDGF. Infine hanno traslato il Mobile Transporter (MT) dal WorkSite 6 (WS6) al WS4. MSS è ora attivo con la configurazione prevista per supportare l’SpX-11 Crew Offset Grapple di domani.

Remote Power Control Module (RPCM) N21B4A_B Trip
Questa notte si è bloccato il Remote Power Controller (RPC) 2 posto sull’RPCM N21B4A_B. Questo RPC fornisce energia elettrica al Node 2 Starboard Audio Terminal Unit (ATU) 1. Un ATU secondario è in funzione per fornire il servizio di allarmi sonori in caso di situazioni di pericolo. Una prima analisi non è stata in grado di identificare la causa del blocco. Oggi, i Ground team hanno tentato invano di riavviare l’RPC bloccato. Sono ancora in corso le decisioni sui prossimi passi da effettuare per risolvere il problema.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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