Deviare un asteroide: NASA vuole provarci.

La sonda DART (credits JHU APL)

La missione DART (Double Asteroid Redirection Test, Test di Deviazione di Doppio Asteroide, ma anche “dardo”) è passata alla fase di design preliminare in seguito all’approvazione del 23 giugno scorso da parte di NASA.
Si tratta della primo esperimento volto a dimostrare la possibilità di deviare la traiettoria di un asteroide colpendolo con un “proiettile”, per evitare potenziali collisioni con la Terra.

Il bersaglio designato è un asteroide che si troverà a passare non lontano dall’orbita terrestre nell’ottobre 2022, e poi di nuovo nel 2024. Si tratta in realtà di un doppo bersaglio, un sistema binario composto da Didymos A (800 mt di diametro) e Didymos B (160 metri); proprio il corpo celeste più piccolo è quello prescelto per condurre l’esperimento.

La composizione interna del corpo principale, infatti, è abbastanza nota, mentre gli scienziati non hanno ancora le idee ben chiare sulla struttura interna degli asteroidi delle dimensioni di Didymos B, che sono anche quelli che provocherebbero danni a livello “regionale” in caso di impatto a terra. Conoscerne la struttura permetterà di valutare l’efficacia del proiettile impiegato. Inoltre, il fatto che Didymos B si trovi in orbita intorno a Didymos A offre due ulteriori vantaggi, ovvero la possibilità di rilevare anche minute variazioni nella sua traiettoria e, soprattutto, la garanzia che la coppia di asteroidi, nel suo complesso, manterrà la propria orbita intorno al Sole senza divenire un potenziale pericolo.

La sonda DART, delle dimesioni di un frigorifero domestico, sarà dotata di un sistema di guida autonomo, ed impatterà Didymos B alla velocità di circa 6 chilometri al secondo. L’urto dovrebbe variare lievemente la velocità dell’asteroide bersaglio, e dunque la sua orbita. Trattandosi di variazioni davvero minuscole è essenziale che l’impatto avvenga alla maggiore distanza possibile da Terra in termini di spazio e di tempo, in modo da permettere alla lieve variazione di rotta di portare il corpo celeste in una nuova orbita più sicura.

Da qualche tempo NASA sta identificando i corpi celesti che potrebbero rappresentare un pericolo. Si stima che il 93% degli asteroidi con diametro di almeno 1000 metri sia già stato osservato. Gli oggetti più piccoli, come Didymos appunto, sono ancora per la gran parte sconosciuti ed anche per questo rappresentano una minaccia tangibile.
La missione DART è gestita dal Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University.

fonte: NASA

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

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