La Orbital ATK prosegue lo sviluppo del programma per il Next Generation Launch Vehicle

Un rendering artistico del Next Generation Launch System della Orbital ATK sulla rampa 39B del Kennedy Space Center della NASA. (C) Orbital ATK.

Prosegue la partnership con l’USAF Per la realizzazione di nuovi lanciatori di medie e grosse capacità, utilizzando la solida tecnologia della compagnia privata statunitense.

Nei giorni scorsi la compagnia spaziale americana Orbital ATK ha reso noti i suoi importanti progressi compiuti negli ultimi 18 mesi nello sviluppo delle tecnologie inerenti la realizzazione di lanciatori a propellente solido di medie e grosse dimensioni. Tramite la combinazione di investimenti interni e di finanziamenti governativi provenienti dal contratto con l’U.S. Air Force siglato alla fine del 2015 per un ammontare complessivo di oltre 200 milioni di Dollari, il Flight Systems Group dell’azienda di Dulles ha recentemente completato le revisioni progettuali, gli aggiornamenti delle infrastrutture e la fabbricazione delle varie attrezzature, dando inizio alla fase iniziale della produzione e dello sviluppo dell’hardware per il suo progetto Next Generation Launch (NGL).

Il sistema di vettori modulari della famiglia NGL sarà in grado di lanciare un’ampia varietà di payload classificati e non che, date le dimensioni, non potrebbero essere altrimenti lanciati con i vettori della flotta aziendale composta dai razzi Pegasus, Minotaur ed Antares. I veicoli del progetto NGL potranno essere lanciati sia dalla costa atlantica che da quella pacifica degli Stati Uniti, ed avranno in comune con con gli altri vettori della compagnia i sistemi propulsivi, quelli strutturali e le avioniche. Inoltre, utilizzeranno vari sottosistemi provenienti da altri programmi aziendali come quelli dei sistemi missilistici di intercettazione per la difesa, quelli dei veicoli target e dei sistemi missilistici strategici. Il progetto NGL quindi non nasce totalmente sulla carta in quanto esistono già impiegati tecnici capaci, strutture produttive collaudate e accordi con i vari fornitori.

Attraverso la comunanza di hardware e i normali processi legati alle economie di scala, il nuovo sistema di lancio proposto dalla Orbital ATK sarà in grado di ridurre il costo degli altri programmi missilistici governativi gestiti dall’USAF, dall’US Navy, dalla NASA e dalla Missile Defense Agency, facendo risparmiare fino a 600 milioni di USD ai contribuenti americani su un periodo di dieci anni.

Orbital ATK attualmente ha diverse centinaia di ingegneri e di tecnici al lavoro nel programma, il quale nei mesi scorsi ha raggiunto numerosi traguardi, incluso il

Orbital ATK ha completato la costruzione di un’evoluzione dell’alloggiamento del propulsore in materiale composito. (C) Orbital ATK

completamento di diverse Critical Design Reviews dei progetti preliminari del primo e del secondo stadio, la progettazione preliminare del veicolo completo e delle infrastrutture al suolo. Inoltre è stato completamente ristrutturato lo stabile produttivo con l’installazione delle varie attrezzature necessarie. Sono infine stati già costruiti i primi prototipi di motore da sottoporre a test.

La compagnia ha un accordo con la NASA per l’utilizzo delle strutture di lancio del Kennedy Space Center e sta lavorando sulla logistica relativa alle installazioni della costa occidentale.

Il prossimo step del programma è previsto quando l’USAF assegnerà agli inizi del 2018 i contratti denominati Launch Services Agreements, che dovrebbero implicare lo sviluppo completo del veicolo e del sito di lancio. I lavori coinvolgeranno i siti dell’azienda di Promontory and Magna, Utah; Iuka, Mississippi; Chandler, Arizona; e del Kennedy Space Center in Florida.

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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