Un equipaggio umano per il volo inaugurale di SLS?

La NASA è al lavoro su uno studio di fattibilità per il volo di astronauti nel lancio inaugurale dello Space Launch System in agenda nel 2018. Se mai dovesse avverarsi, la prima missione di SLS potrebbe essere intitolata a Gene Cernan.

Passi avanti per SLS?

Il lancio di SLS con modulo Orion. Crediti: NASA / MSFC.

Secondo quando sapevamo sino a questa settimana, la Exploration Mission 1 (EM-1) del nuovo vettore della NASA, SLS,  era  prevista senza equipaggio a bordo: quest’ultimo avrebbe invece volato nella seconda missione,  la EM-2, in programma per il 2021. Questo appariva del tutto comprensibile, pensando che SLS non è mai stato lanciato e la capsula Orion è stata testata con la missione ETF-1 nel dicembre 2014 su un Delta IV. Oltre a ciò, in una valutazione del 2015 denominata Key Decision Point C,  compariva il 70 per cento di possibilità che EM-2 potesse partire entro e non oltre l’aprile del 2023. Tempi quindi decisamente molto lunghi per una missione con equipaggio. Eppure questa settimana la NASA ha spiazzato tutti con la dichiarazione dell’amministratore ad interim, Robert Lighfoot che in un discorso alla conferenza dei fornitori e costruttori di SLS e Orion, ha detto di aver istruito l’amministratore associato Bill Gerstenmaier a procedere con uno studio di fattibilità intorno ad un equipaggio umano sul volo EM-1. Il portavoce della NASA Bob Jacobs ha dichiarato in una nota a SpaceNews che «lo studio esaminerà le opportunità di accelerare la presenza di un equipaggio a bordo di Orion/SLS e valuterà cosa sia necessario per compiere questo primo passo che spingerà l’umanità un passo in avanti nell’esplorazione dello spazio».

Robert Lighfoot ha aggiunto però che la valutazione potrà implicare uno slittamento in avanti della data originale di EM-1, sin ora prevista per il 2018. Le sfide che contraddistinguono questo lancio anticipato sono infatti decisamente notevoli. Riguardano sia il sistema di lancio sia la capsula Orion che per il suo primo volo non era prevista essere dotata di alcun sistema di supporto vitale per gli astronauti. La Lockeed Martin, primo fornitore/costruttore di Orion, ha espresso la volontà di sostenere la NASA durante questo studio di fattibilità e si è detta disponibile ad accelerare il miglioramento dei sistemi per l’equipaggio e pronta ad affrontare le sfide tecniche che si presenteranno.

EM-1 utilizzerà una versione dell’SLS con uno stadio finale derivato dal Delta IV, conosciuto come Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS). La NASA ha intenzione di sostituirlo nelle missioni successive con il più potente Exploration Upper Stage (EUS), adatto a supportare missioni umane e ovviamente la massa del sistema di supporto vitale. Ora, l’attività di adattamento dell’ICPS alle missioni umane è stato interrotto lo scorso anno, a seguito di una direttiva del Congresso che ha spinto la NASA ad accelerare lo sviluppo del sistema EUS, finanziandolo ulteriormente, per far renderlo utilizzabile nella missione EM-2. Scenario alquanto complicato, dunque, che preluderebbe ad una sorta di accorpamento di EM-1 ed EM-2 con data di lancio a questo punto realisticamente posizionata tra 2019 e 2020. Sarebbe prima della data prevista per l’originale EM-2 e non molto dopo la data di lancia della EM-1.

L’ultimo passo sulla Luna e il primo nuovo passo per la Luna

Gene Cernan, ultimo uomo a camminare sulla Luna

Quasi contemporaneamente alla notizia della possibile presenza di equipaggio umano sul volo inaugurale di SLS, è partita una risoluzione della camera dei rappresentanti statunitense per intitolare la missione al capitano Gene Cernan, ultimo uomo a camminare sulla Luna e scomparso il 16 gennaio scorso. La risoluzione è stata presentata dai deputati Robert Aderholt, John Culberson e Lamar Smith, tutti repubblicani. C’è stata un po’ di confusione sulla reale intenzione dei politici, ovvero se intendessero proporre l’intitolazione a Cernan per il veicolo SLS o alla sola prima missione. Il testo della risoluzione menziona sia che è intenzione del congresso intitolare a Cernan la prima missione dell’SLS, ma anche che lo stesso SLS dovrebbe chiamarsi “Cernan-1”. Emily Taylor, portavoce del deputato Culberson, ha poi chiarito che si tratta della sola prima missione EM-1.

Al di là della chiarezza di fondo, la risoluzione ricorda che dopo più di sei anni dall’approvazione della legge che ratificò la costruzione di un vettore di lancio pesante, il nome SLS non è mai cambiato, né di meglio è mai stato trovato. Vero che lo Space Shuttle ha vissuto tutta la sua vita utile (ben trent’anni di attività intervallata da lunghe fermate) con un nome effettivamente generico e assolutamente non inspirational. Ma se almeno il vettore Ares del programma Constellation aveva acquisito un titolo, ad oggi SLS è ancora alla ricerca di un nome nel tormentato passaggio di amministrazione NASA, con un tentativo ora quasi imitativo alle spalle di Blue Origin e dei suoi New Shepard e New Glenn. Sia lo studio commissionato che la risoluzione parlamentare riflettono la complessità della situazione in un periodo di transizione in cui la stessa Casa Bianca non ha ancora espresso alcuna linea chiara sull’evoluzione del programma spaziale: tra minacce di ridurre pesantemente il budget per le osservazioni climatico-geologiche e idee di ritorno a breve sulla Luna mentre gli echi del Journey to Mars non si sono ancora spenti, lo stesso amministratore ad interim Lightfoot ha espresso notevoli preoccupazioni sul focus dell’agenzia e se il team di transizione dell’amministrazione Trump, fa sapere sempre Lightfoot, considera una priorità la NASA, trovare un vero nord non sarà semplice per il programma spaziale americano.

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Massimo Orgiazzi

Appassionato di astronomia, astronautica e scienza, nella vita è ingegnere. Ha scritto narrativa, poesia e critica letteraria, ha una passione per il cinema e organizza rassegne cineforum. Twitta in inglese di spazio e scienza con l'handle @Rainmaker1973

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