Lucy e Psyche alla scoperta delle origini del Sistema Solare

Lucy e Psyche in una rappresentazione artistica - (C) NASA - SwRI and SSL/Peter Rubin

La NASA ha selezionato due missioni che hanno il potenziale di offrire un nuovo punto di vista su una delle epoche più remote della storia del nostro Sistema Solare, meno di 10 milioni di anni dopo la nascita del nostro Sole. Le due sonde, chiamate Lucy e Psyche, sono state scelte da un gruppo di cinque finaliste e potranno passare alla fase di implementazione con una data di lancio fissata rispettivamente nel 2021 e nel 2023.

La missione Lucy

Lucy visiterà un ambiente ricco di possibili destinazioni, quello dei satelliti Troiani di Giove, mentre Psyche studierà un asteroide metallico mai visitato prima. Questa è l’essenza delle missioni del Programma Discovery, andare dove non si è mai stati prima per svolgere ricerche e studi innovativi

ha dichiarato Thomas Zurbuchen, amministratore associato di NASA al Direttorato Missioni Scientifiche a Washington.

La missione Lucy dovrebbe prendere il via nell’ottobre 2021, con un arrivo alla sua prima destinazione nella fascia asteroidale nel 2025. Dal 2027 al 2033 Lucy esplorerà sei satelliti Troiani di Giove. Questi asteroidi sono intrappolati dalla gravità gioviana in sciami che condividono l’orbita del pianeta, uno anteriormente e l’altro posteriormente, e che ruotano attorno al sole con lo stesso periodo orbitale di 12 anni.

Si crede che i Troiani siano i testimoni di un’era molto remota del Sistema Solare che si sono formati molto lontano dall’attuale orbita di Giove.

Si tratta di un’opportunità unica, perché i Troiani sono ciò che rimane della materia primordiale dalla quale si sono formati i pianeti esterni, e nascondono indizi cruciali per decifrare la storia del Sistema Solare. Lucy, proprio come il fossile di ominide da cui prende il nome, rivoluzionerà la comprensione delle nostre origini.

ha dichiarato Harold F. Levison, Principal Investigator della missione Lucy del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado.

Lucy verrà costruita sul successo delle missione NASA New Horizons, montando una versione aggiornata degli strumenti RALPH e LORRI che sono stati alla base del successo dell’esplorazione di Plutone. Molti dei membri della missione Lucy provengono proprio dal team di New Horizons. Lucy si avvantaggerà anche della missione OSIRIS-REx, dalla quale eredita lo strumento OTES oltre ad altri membri del team.

La missione Psyche

La missione Psyche esplorerà uno dei più intriganti obiettivi nella fascia degli asteroidi, un grande asteroide metallico conosciuto come 16 Psyche, che si trova ad una distanza tripla di quella Terra-Sole. L’asteroide ha un diametro di 210 km e diversamente dalla maggior parte degli altri asteroidi composti da ghiaccio o roccia, consiste prevalentemente di ferro e nichel come il nucleo terrestre.

Gli scienziati si chiedono se Psyche non sia il nucleo di un pianeta primordiale, grande ameno quanto Marte, che ha perso il suo rivestimento roccioso in seguito ad una serie di violenti impatti avvenuti miliardi di anni fa.

La missione aiuterà gli studiosi a capire come le varie stratificazioni geologiche dei pianeti si sono formate (nucleo, mantello e crosta) nelle prime fasi della loro storia.

Si tratta di un’opportunità di esplorare un nuovo tipo di corpo celeste, non fatto di roccia o ghiaccio, ma di metallo. 16 Psyche è il solo oggetto del suo genere nel Sistema Solare, ed il solo dei quali gli esseri umani saranno in grado di studiare il nucleo. Esplorando lo spazio esterno impareremo nuove cose sulle profondità dei pianeti.

ha dichiarato il Principal Investigator di Psyche Lindy Elkins-Tanton, dell’Arizona State University di Tempe, Arizona.

Psyche dovrebbe essere lanciata nell’ottobre del 2023 e raggiungerà l’asteroide che porta il suo stesso nome nel 2030, dopo un aver sfruttato l’effetto fionda gravitazionale della Terra nel 2024 e da Marte nel 2025.

Oltre ad aver selezionato le missioni Lucy e Psyche, la NASA ha esteso il finanziamento per il progetto NEOCam (Near Earth Object Camera) per un altro anno. Il telescopio spaziale NEOCam è progettato per tenere sotto controllo le zone dello spazio vicini all’orbita terrestre, dove si trovano gli asteroidi che rappresentano il rischio maggiore per la Terra.

Queste sono le vere missioni di scoperta che si vanno ad integrare nella più ampia strategia NASA di studiare come il Sistema Solare è nato e si è evoluto. Abbiamo esplorato i pianeti rocciosi, i giganti gassosi, e tutta una serie di corpi celesti che orbitano attorno al Sole. Lucy studierà i resti primordiali rimasti nelle zone esterne del Sistema Solare, mentre Psyche osserverà direttamente l’interno di un corpo planetario. Questi ulteriori pezzi del puzzle ci aiuteranno a capire come il Sole e la sua famiglia di pianeti si sono formati, sono cambiati nel tempo e sono diventati ambienti nei quali la vita ha potuto formarsi e sostenersi, e forse come sarà il loro futuro.

ha sostenuto il Direttore delle Scienze Planetarie di NASA, Jim Green.

Il Programma Discovery

Le missioni del Programma Discovery sono spedizioni dal budget relativamente basso, con un limite di spesa massimo fissato in 450 milioni di dollari e gestite dall’Ufficio Missioni Planetarie del Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama, per conto della Divisione di Scienze Planetarie della NASA.

Le singole missioni sono progettate e gestite da un Principal Investigator, che raccoglie attorno a sé un team di scienziati ed ingegneri allo scopo di dare risposta alle grandi domande irrisolte sul Sistema Solare.

Il Programma Discovery include 12 missioni già selezionate in passato, come MESSENGER inviata su Mercurio, o Dawn spedito alla volta degli asteroidi Vesta e Ceres, o la futura InSight Mars Lander che prenderà il via nel 2018. Tutte le informazioni sul Programma Discovery sono disponibili al sito https://discovery.nasa.gov/missions.cfml

Fonte: NASA

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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