È morto John Glenn

Credit: NASA

Si è spento ieri, giovedì 8 dicembre 2016, l’ex-astronauta e senatore americano John Glenn.

Il lancio di Friendship 7 per la missione Mercury-Atlas 6. Credit: NASA

Glenn, che ha servito quattro legislature come senatore del Congresso americano, era uno dei Mercury seven, i primi sette astronauti selezionati dalla NASA. Il suo volo del 20 febbraio 1962 sulla capsula “Friendship 7” (Mercury-Atlas 6) fu il primo volo orbitale di un astronauta effettuato dagli Stati Uniti in risposta ai primi lanci sovietici di Yuri Gagarin e Gherman Titov, avvenuti l’anno precedente.

Tornato nello spazio a 77 anni, il 29 ottobre del 1998 sullo shuttle Discovery, detiene tuttora il record di astronauta più anziano ad essere stato in orbita.

 

Nato il 18 luglio 1921 a Cambridge, in Ohio, dopo aver ottenuto la laurea in ingegneria presso il Muskingum College si arruolò in marina nel 1942. Durante la seconda guerra mondiale fu impiegato come pilota di caccia F-4U presso isole Marshall. Dopo la guerra servì in diversi paesi dell’oriente asiatico per poi tornare in America come istruttore.

Dopo la guerra di Corea, in cui ha pilotato in combattimento su degli F-86 Sabre, tornò nuovamente in America dove frequentò la scuola per pilota collaudatore. Durante gli anni successivi come pilota collaudatore stabilì il record di velocità per un volo transcontinentale, raggiungendo per la prima volta una velocità media supersonica nel suo volo da Los Angeles a New York in sole 3 ore e 23 minuti.

Nell’aprile del 1959 entrò a far parte del primo gruppo di sette astronauti selezionato dall’allora appena nata NASA per essere tra i primi uomini ad andare nello spazio. Il suo volo sulla Friendship 7 fu il terzo di un americano nello spazio, ma per la prima volta, grazie al lanciatore Atlas, la sua Mercury fu in grado di raggiungere la velocità orbitale e compiere 3 orbite della Terra in 4 ore e 55 minuti. I due precedenti lanci americani, infatti, furono i brevi voli suborbitali di Alan Shepard e Gus Grissom su lanciatore Redstone.

John Glenn si rilassa dopo la missione Mercury-Atlas 6. Credit: NASA

Durante il suo storico volo avrebbe dovuto effettuare un breve test di pilotaggio manuale della durata di mezz’ora, ma a causa di un guasto al sistema di guida automatico fu costretto a pilotare manualmente la capsula per buona parte del volo, incluso il rientro. Proprio durante il rientro si presentò il problema più grande: i sensori della capsula segnalarono il possibile distacco prematuro dello scudo termico. Per non rischiare, i tecnici della NASA decisero di non far distaccare il gruppo propulsivo dalla capsula che avrebbe dovuto essere espulso per il rientro. Per fortuna, nonostante il rientro un po’ più movimentato del previsto, lo scudo termico resse e Frienship 7 ammarò nell’Atlantico a 64 km dal punto previsto.

Glenn si ritirò da astronauta nel 1964 e, dopo la promozione al grado di colonnello, anche dalla marina nel 1965. Negli anni successivi cominciò ad essere sempre più attivo in politica, fino alla sua elezione al senato nel 1974. Molto attivo, specialmente durante gli ultimi mandati, nel campo della qualità della vita per gli anziani, fu selezionato per tornare nuovamente nello spazio come payload specialist sulla missione STS-95 per studiare gli effetti dello spazio sulla fisiologia dell’uomo in eta avanzata.

 

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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