Il programma Dream Chaser for European Utilization prende il volo con un memorandum d’intesa

Elaborazione artistica del Dream Chaser in orbita Fonte: SNC
Elaborazione artistica del Dream Chaser in orbita Fonte: SNC

Abbiamo parlato diverse volte del grande interesse europeo per lo sviluppo e l’utilizzo di quello che viene definito Space Utility Vehicle (SUV), ovvero il Dream Chaser della statunitense Sierra Nevada Corporation (SNC). Interesse testimoniato dai programmi di studio intrapresi dall’agenzia spaziale tedesca DLR sia nel 2013 che nel 2015. La navetta, che è stata selezionata anche da NASA per fornire servizi di trasporto merci da e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nell’ambito del programma Commercial Resupply Service 2 (CRS2), attualmente è l’unico mezzo che può trasportare materiale pressurizzato e non verso la LEO e che ne consenta un rientro controllato con atterraggio in aeroporti certificati grazie alla sua configurazione a corpo portante.

Nel marzo 2015 poi l’Agenzia Spaziale Europea ha emesso una richiesta di proposte (Call for Ideas, CFI) per collaborazioni strategiche con il settore privato nel campo dell’esplorazione spaziale. In risposta OHB System AG, Sierra Nevada Corporation (SNC) e Telespazio SpA si sono riunite per creare e proporre il programma denominato Dream Chaser For European Utilization (DC4EU). Fra le 60 proposte pervenute, l’ESA ha quindi selezionato anche questo programma da avviare alla fase pilota di implementazione e le 3 aziende si sono ritrovate recentemente per la firma di un memorandum di intesa nell’ambito del quale verrà valutata la fattibilità e fruibilità commerciale del programma nel fornire al vecchio continente un accesso economico e indipendente all’orbita bassa terrestre (LEO).

Il Dream Chaser in configurazione cargo Credits: SNC

Il Dream Chaser in configurazione cargo
Credits: SNC

Mark Sirangelo, Vice Presidente di SNC per l’area Sistemi Spaziali, ha voluto ricordare le caratteristiche uniche del mezzo: “Il SUV Dream Chaser è l’unico mezzo spaziale riutilizzabile a corpo portante, con la possibilità di atterrare su una pista commerciale ovunque nel mondo, offrendo un servizio di trasporto verso lo spazio sicuro, economico, flessibile e affidabile. E questo è esattamente quello che il nostro team industriale sta offrendo all’Europa in questa la fase di transizione dalla ISS.”

Degli 8 programmi selezionati da ESA per iniziare la fase di implementazione nel 2016, questo offre i maggiori vantaggi consentendo oltre all’accesso alla LEO, eventualmente anche con un lanciatore europeo vista la compatibilità con il futuro Ariane 6, anche la possibilità di accesso pressoché immediato al carico garantita dalla caratteristica del Dream Chaser di poter atterrare ovunque nel mondo.

“Le collaborazioni commerciali sono un elemento nuovo del Programma di Esplorazione Spaziale di ESA. Aprono l’esplorazione dello spazio alle iniziative guidate dal settore privato e offrono eccitanti opportunità sia facendo avanzare l’implementazione degli obiettivi strategici di ESA nell’esplorazione dello spazio in modo nuovo, sia allargando la comunità di persone coinvolte e attivamente impegnate nell’esplorare lo spazio,” ha detto David Parker, direttore di ESA per il Volo Spaziale Umano e l’Esplorazione Robotica.

Il dr. Fritz Merkle, capo dell’Ufficio Marketing e membro del Consiglio Direttivo del OHB Group ha messo in evidenza un altro aspetto cruciale delle future missioni, “Un obiettivo nazionale e internazionale è un utilizzo continuato di infrastrutture abitate nello spazio oltre la fine del programma ISS con un aumento dell’efficienza dei costi e della reattività agli interessi di utilizzazione.”

Giuseppe Aridon, vice presidente per la Strategia e il Marketing di Telespazio ha ulteriormente precisato: “DC4EU potrebbe rappresentare una preziosa piattaforma per avere un accesso europeo indipendente alla LEO attraverso un variante dedicata del Dream Chaser. Siamo disposti a esplorare il potenziale di questa promettente soluzione che potrebbe essere uno degli elementi principali per la costruzione del futuro ecosistema europeo di missioni di servizio in LEO che vedrà il Dream Chaser operare accanto ad altri mezzi e infrastrutture europei nella prima di una serie di collaborazioni transatlantiche sul campo con una prospettiva veramente globale!”

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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