SpaceX lancia Thaicom-8 e recupera ancora il primo stadio

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Nuovo spettacolare doppio colpo per SpaceX, che poco fa ha lanciato con successo il satellite per telecomunicazioni Thaicom-8. Non solo infatti il lanciatore Falcon 9 ha portato in orbita il carico pagante, ma è anche riuscito il recupero del primo stadio che è atterrato con precisione sulla piattaforma oceanica “Of Course I Still Love You”.

Si è trattato del sesto lancio nel giro di 158 giorni, un nuovo record per SpaceX. Il precedente era di sei lanci in 169 giorni e con il sesto peraltro non riuscito (CRS-7).

Il payload di questa missione è THAICOM 8, un satellite commerciale per telecomunicazioni costruito da Orbital ATK, che garantirà collegamenti in banda Ku sopra l’Asia meridionale ed il sudest asiatico. Il satellite sarà inserito in un’orbita di trasferimento supersincrona, che sarà progressivamente portata a 35.800 km di quota, in orbita geostazionaria. THAICOM 8 è il quinto satellite della costellazione Thaicom, che opera alla longitudine di 78.5 gradi est. Il veicolo spaziale pesa circa 3.000 kg e ha una vita utile prevista di 15 anni.

Ottime le condizioni meteo al momento della partenza, anche se inizialmente erano date GO solo al 40%. Grazie ad un cielo praticamente sgombro da nubi, la diretta delle fasi di ascesa ha regalato immagini di rara limpidezza e davvero spettacolari, restituendo dettagli raramente osservati nelle precedenti occasioni.

I nove motori Merlin 1D del Falcon 9 in azione

I nove motori Merlin 1D del Falcon 9 in azione

A tutto beneficio delle pubbliche relazioni e delle folte schiere di appassionati, i tecnici di SpaceX hanno anche montato a sorpresa una rocketcam sul primo stadio del Falcon, che ha consentito di seguire per lunghissimi tratti, e in diretta, la traiettoria di discesa del vettore verso la piattaforma oceanica OCISLY.

Il sistema RCS del primo stadio del Falcon 9 guida il perfetto posizionamento in previsione del "re-entry burn"

Il sistema RCS del primo stadio del Falcon 9 guida il perfetto posizionamento in previsione del “re-entry burn”

Per la prima volta si è anche assistito all’accensione del motore centrale Merlin 1D, che ha rallentato il primo stadio fino al punto di atterraggio.

L'accensione del Merlin 1D in posizione centrale, per frenare la corsa verso OCISLY

L’accensione del Merlin 1D in posizione centrale, per frenare la corsa verso OCISLY

Poco più di otto minuti dopo che il Falcon aveva lasciato le coste della Florida, SpaceX ha confermato tramite il suo account Twitter quello che tutti avevano potuto constatare dal vivo grazie alle immagini in arrivo dall’oceano, e cioè che Falcon aveva fatto ritorno a terra con successo.

 

Il "touchdown" di Falcon su OCISLY

Il momento del “touchdown” di Falcon su OCISLY

Ecco il fantastico video girato in soggettiva dalla telecamera del primo stadio, rilasciato nel corso della notte.

Il “touchdown” non è stato però completamente da manuale: pare che la velocità a cui è avvenuto l’impatto con la chiatta OCISLY sia stata vicinissima ai limiti strutturali dei sistemi di ammortizzazione del razzo, secondo il tweet di Elon Musk. E’ probabile quindi che nei prossimi giorni sapremo se lo stadio sarà considerato adatto al riutilizzo o se si sono prodotti danni strutturali indesiderati.

Immagine in evidenza e video (C) SpaceX

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. Marco Casolino ha detto:

    commovente….

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