Inmarsat corre ai ripari: firmata opzione con il Proton-M in caso di altri ritardi del Falcon Heavy di SpaceX

Il provider satellitare Inmarsat ha firmato un opzione per uno slot di lancio con il vettore russo Proton-M di International Launch Services (ILS) per la messa in orbita del satellite Europasat/Hellas-sat 3 nel corso del 2017. Secondi i precedenti piani dell’azienda, il satellite sarebbe dovuto essere messo in orbita dal nuovo razzo pesante di SpaceX, il Falcon Heavy (FH), il cui primo lancio, previsto inizialmente nel 2015, è stato più volte ritardato. 

La ricostruzione della vicenda arriva dal sito specializzato americano SpaceNews.com, che ha consultato fonti vicine al dossier.

Se la notizia fosse confermata, Inmarsat sarebbe il secondo operatore a correre ai ripari a causa del ritardo del Falcon Heavy. Il mese scorso, Viasat ha scelto di lanciare il suo Viasat-2 con un Ariane 5 di Arianespace, rimandando l’iniziale prenotazione con il Falcon Heavy a data da destinarsi. In ogni caso, quella di Inmarsat non si tratta almeno per il momento di una cancellazione, ma solo di un piano di riserva nel caso il vettore di SpaceX accumulasse ancora ritardo.

Un Proton-M sulla rampa di lancio di Baikonur; Credits: ILS

Un Proton-M sulla rampa di lancio di Baikonur; Credits: ILS

Lo sviluppo del razzo pesante di SpaceX si era completamente arrestato la scorsa estate subito dopo l’incidente del Falcon 9, che ha di fatto monopolizzato l’attenzione dell’azienda di Elon Musk. Secondo le ultime dichiarazioni del miliardario sudafricano, il nuovo vettore farà il suo esordio entro la fine di quest’estate. Nel suo volo inaugurale, il FH, la cui prima sezione è composta da tre first stage del Falcon 9, porterà in orbita solo un payload dimostrativo.

L’Europasat/Hellas-sat 3 è un satellite per telecomunicazioni dal peso previsto di circa 5,9 tonnellate attualmente in fase di costruzione da parte del gruppo franco-italiano Thales Alenia Space e basato sulla piattaforma SpaceBus 4000.

Il satellite sarà gestito in cooperazione da Inmarsat e Arabsat. Inmarsat, in particolare, utilizzerà il payload in banda S per migliorare la rete europea per l’aviazione commerciale IRIS.

Nel caso il FH dovesse ritardare ancora, non è chiaro se SpaceX possa comunque fornire ad Inmarsat un volo di back-up con il Falcon 9 Full Trust. Nel corso dell’ultima missione il razzo di SpaceX ha messo in orbita il payload più pesante mai trasportato, il SES-9, di 5,3 tonnellate.

Secondo SpaceNews.com la massa del SES-9 rappresenta di fatto il limite di capacità del Falcon 9 in orbita di trasferimento geostazionario (GTO). Allo stesso tempo però, bisogna ricordare che il profilo missione del SES-9 – trasportato più in alto per diminuire l’ascesa del satellite verso la sua posizione finale e recuperare i ritardi degli ultimi mesi – può essere considerato un unicum, ed è possibile che il Falcon 9 riesca, in una missione standard, a trasportare un satellite pesante come l’Europasat/Hellas-sat 3.

In ogni caso l’azienda di Elon Musk continua ad avere diversi problemi nella gestione dei lanci del 2016: oltre ai ritardi del FH, è ormai confermato che la missione Amos-6, inizialmente prevista è maggio, è stata spostata tra luglio e settembre.

E non solo, perché i continui inconvenienti di SpaceX stanno favorendo anche i diretti concorrenti. Al di là dell’Ariane 5, che continua ad essere il leader nel settore nei lanci più pesanti in orbita GTO, i ritardi accumulati dall’azienda americana hanno fatto rientrare in corsa proprio il Proton-M di ILS, che dopo i problemi di affidabilità degli anni scorsi sembra aver ritrovato la fiducia dei clienti.

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