Sierra Nevada prepara la nuova campagna di volo del Dream Chaser

Tecnici di Sierra Nevada Corporation al lavoro sull'ETA del Dream Chaser. Credits: Sierra Nevada Corporation
Tecnici di Sierra Nevada Corporation al lavoro sull'ETA del Dream Chaser. Credits: Sierra Nevada Corporation

Durante l’International Symposium for Commercial and Personal Spaceflight (ISPCS) recentemente svoltosi Las Cruces in New Mexico, il corporate vice president della divisione Space System di Sierra Nevada Corporation (SNC), Mark Sirangelo, ha fatto un po’ il punto sul programma Dream Chaser annunciando delle significative migliorie ai due veicoli attualmente in preparazione: l’atmospheric engineering test article (ETA) destinato ai voli atmosferici e l’advanced composite orbital vehicle progettato per i voli orbitali.

Nel fornire aggiornamenti sul sistema nato per il programma CCDev di NASA, Sirangelo ha dichiarato che “il team di SNC sta preparando il veicolo ETA per iniziare la seconda fase dei test atmosferici all’inizio del prossimo anno e il nostro partner strategico, Lockheed Martin, sta sviluppando le migliori tecniche nella lavorazione dei compositi per la costruzione del primo Dream Chaser orbitale.” Ha aggiunto inoltre che i due programmi stanno procedendo in simultanea e che i progressi fatti fino a questo momento sono soddisfacenti.

Il Dream Chaser durante le fasi di atterraggio. Credits: Sierra Nevada Corp.

Il Dream Chaser durante le fasi di atterraggio. Credits: Sierra Nevada Corp.

Dopo l’unico test in volo libero della fase uno in cui il Dream Chaser ETA ha fornito tutti i dati necessari sulla traiettoria di volo del profilo, SNC ha apportato dei significativi miglioramenti alla struttura e ai sistemi del mezzo comprese delle modifiche alle ali in composito e allo scudo termico. Gli investimenti di SNC si sono concentrati molto anche sullo sviluppo del sistema di navigazione e controllo, dell’avionica orbitale e del software di volo. Durante questi lavori l’azienda ha anche impiegato molti nuovi processi che verranno tutti utilizzati anche nel veicolo destinato ai voli orbitali. Altra modifica ha riguardato un nuovo tipo di protezione termica (TPS) annunciato in giugno, i nuovi materiali sono stati installati sul pattino del prototipo ETA così da eseguire dei test avanzati in questa importante zona.

“Attualmente il calendario prevede l’arrivo del Dream Chaser ETA all’ Armstrong Flight Research Center (l’attuale nome del centro di ricerche situato all’interno della Edwards Air Force Base in California e il cui precedente nome era Dryden Flight Research Center) all’inizio del 2016 per iniziare la seconda fase dei test atmosferici.” Questi voli fanno ancora parte del Commercial Crew Integrated Capability (CCiCap) terza e penultima fase del programma con cui NASA ha finanziato lo sviluppo di sistemi privati adibiti al lancio in orbita di astronauti. Com’è noto, Sierra Nevada non è stata selezionata per l’ultima fase (quella di fornitura vera e propria) ma deve comunque portare avanti queste attività già concordate e intende sfruttarle per partecipare alla prossima fornitura di servizi cargo con il programma Dream Chaser Cargo System.

Secondo le parole di Sirangelo, SNC sta avanzando significativamente anche nella costruzione del primo Dream Chaser destinato al volo orbitale e che è costruito dalla Lockheed Martin. Per portare a termine questo compito Lockheed Martin sta sfruttando le migliori procedure nella lavorazione dei compositi sviluppate dagli Skunk Works, la sua divisione per i programmi avanzati, ma anche la grande esperienza nella produzione e assemblaggio sviluppate nell’ambito del programma F-35 Lightning II. L’azienda ha recentemente completato l’assemblaggio della cabina orbitale del Dream Chaser, raggiungendo quindi una significativa tappa nella costruzione del veicolo. La cabina della navetta rappresenta la più grande struttura monolitica ad alta temperatura mai costruita presso la U.S. Air Force Plant 4. L’assemblaggio ha utilizzato dei giunti di tessuto tridimensionali per integrare la struttura interna con le placche al carbonio del rivestimento esterno in un’unica operazione di fusione, questo comporta che pressoché tutti gli elementi di giunzione in questa parte così critica siano eliminati. Questo approccio alla progettazione e produzione è lo stato dell’arte e risulta essere una soluzione di progetto estremamente efficiente ed economica.

Una raffigurazione del DC cargo attraccato all'ISS (fonte: SNC)

Una raffigurazione del DC cargo attraccato all’ISS (fonte: SNC)

“Una volta completato, il veicolo orbitale Dream Chaser sarà la più avanzata struttura in composito mai costruita. Ci auguriamo che il Dream Chaser diventi il leader mondiale in questo ambito e puntiamo diritti al suo primo volo orbitale,” ha detto Sirangelo.

Dopo il pensionamento delle navette del programma STS, il Dream Chaser di SNC è rimasto nel mondo l’unico mezzo spaziale riusabile dotato di corpo portante che permetta lo svolgimento di uno svariato numero di missioni e con la capacità di atterraggio convenzionale. Nelle parole di Sierra Nevada il Dream Chaser è un sistema sicuro, economico, flessibile e affidabile con possibilità di missioni sia cargo che abitate verso l’orbita bassa terrestre come la Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: Sierra Nevada Corp.

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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