Dalla Terra a Plutone in 85 anni

L'ultima immagine di Plutone trasmessa da New Horizons prima del massimo avvicinamento. Credit: NASA
L'ultima immagine di Plutone trasmessa da New Horizons prima del massimo avvicinamento. Credit: NASA

Alle 13.49 ora italiana del 14 luglio 2015 la sonda spaziale automatica New Horizons della NASA ha sorvolato Plutone, l’ultimo mondo principale del Sistema Solare classico ancora inesplorato, 85 anni dopo la scoperta.

Per la prima volta un oggetto costruito dall’uomo si è avvicinato a questo corpo celeste lontano raccogliendo dati scientifici ed eseguendo riprese fotografiche. In attesa di vedere le prime immagini ravvicinate e conoscere i risultati iniziali celebriamo questa impresa storica presentando gli strumenti che hanno permesso di scoprire ed esplorare Plutone.

Il telescopio che ha scoperto Plutone

Il telescopio dell'Osservatorio Lowell con cui fu scoperto Plutone. Credit: Pretzelpaws, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Il telescopio dell’Osservatorio Lowell con cui fu scoperto Plutone. Credit: Pretzelpaws, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

L’astronomo americano Clyde Tombaugh scoprì Plutone il 18 febbraio 1930 utilizzando l’astrografo da 13″ dell’Osservatorio Lowell a Flagstaff, in Arizona. È un telescopio fotografico con un obiettivo da 13” di diametro, circa 33cm, costituito da un sistema di 3 lenti con un rapporto focale f/5,3 e una lunghezza focale di 1,75m. Per le riprese fotografiche Tombaugh utilizzava lastre di vetro da 14”x17”, 35,6x43cm.

La sonda spaziale che l’ha esplorato

La sonda New Horizons viene al Kennedy Space Center durante la preparazione al lancio. Credit: NASA

La sonda New Horizons viene al Kennedy Space Center durante la preparazione al lancio. Credit: NASA

La sonda spaziale interplanetaria New Horizons della NASA è stata realizzata dall’Applied Physics Laboratory e il Southwest Research Institute. Lanciata dal complesso 41 della base USAF di Cape Canaveral, in Florida, il 19 gennaio 2006, ha raggiunto Plutone dopo circa nove anni e mezzo di viaggio.

New Horizons aveva una massa al lancio di 478 kg. Dispone di 7 strumenti scientifici per lo studio del sistema di Plutone, che saranno utilizzati anche per l’esplorazione di altri oggetti della fascia di Kuiper nei prossimi anni.

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Paolo Amoroso

Si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Attualmente collabora con il Planetario di Milano e fino al 2012 ha lavorato per il Museo Astronomico di Brera. Si interessa di astronomia, astronautica ed esplorazione dello spazio, scienza, Google, editoria digitale e tecnologie informatiche. È nel Direttivo dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA), per la quale svolge diverse attività fra cui la co-conduzione del podcast AstronautiCAST.

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  • tommaso gaetani

    evvai e arrivato il segnale di conferma da new horizons!! da domani foto da paura per tutti!!!!
    grandi ragazzi che fate un ottimo servizio di divulgazione scentifica!!!!