La NASA estenderà fino al 2017 l’attuale programma di rifornimento CRS

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Il contratto di rifornimento della ISS (International Space Station), chiamato Commercial Resupply Services (CRS), ad opera di compagnie private è stato siglato nel dicembre 2008 fra NASA e le aziende americane Orbital Sciences (ora Orbital ATK) e SpaceX. Quest’ultima ha ricevuto 1,6 miliardi di dollari per effettuare 12 missioni di rifornimento entro la fine del 2016, mentre Orbital ne ha ricevuti 1,9 miliardi per 8 missioni anche in questo caso da effettuarsi entro il 2016.

Per portare i rifornimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, Orbital utilizza la propria navicella Cygnus lanciata con il razzo Antares, anch’esso di propria costruzione. Anche SpaceX fa tutto in casa, lanciando con il proprio Falcon 9 la navicella Dragon.

Le missioni CRS sono state inaugurate nell’ottobre 2012 da SpaceX che a tutt’oggi ha completato con successo cinque voli di rifornimento con un sesto previsto per il mese prossimo. Per quanto riguarda invece Orbital ha debuttato nel gennaio 2014 ed al momento ha all’attivo solo due missioni, con una terza che è terminata con la distruzione del carico pochi secondi dopo il lancio (nell’ottobre 2014) a seguito di un problema con il razzo Antares.

La Dragon CRS-5 che è rimasta attraccata alla ISS  fra gennaio e febbraio di quest'anno. Credit: SpaceX

La Dragon CRS-5 che è rimasta attraccata alla ISS fra gennaio e febbraio di quest’anno. Credit: SpaceX

La dodicesima missione di rifornimento da parte di SpaceX è prevista per agosto 2016, mentre l’ultima di Orbital per ottobre 2016. A causa della perdita di Cygnus CRS-3 le missioni effettuate da Orbital alla fine del contratto saranno però sette, con quella mancante compensata da un maggior carico di materiale imbarcato sugli ultimi cinque voli. Almeno il primo di questi verrà inoltre effettuato utilizzando il razzo Atlas V di ULA (United Launch Alliance) in attesa che il razzo Antares ritorni a volare.

Dal momento che la NASA ha esteso l’utilizzo della ISS fin oltre il 2020 saranno naturalmente necessari altri voli di rifornimento. A questo proposito l’agenzia spaziale americana ha annunciato (nel febbraio 2014) i requisiti per assicurarsi il successivo contratto chiamato CRS2, al quale concorrono entrambe le aziende già impegnate nel CRS oltre a Sierra Nevada Corporation che propone una versione cargo del proprio Dream Chaser e Boeing che mette sul piatto una versione cargo della CST-100.

La Cygnus CRS-2 che ha effettuato la sua missione di rifornimento fra luglio e agosto dello scorso anno. Credit: NASA

La Cygnus CRS-2 che ha effettuato la sua missione di rifornimento fra luglio e agosto dello scorso anno. Credit: NASA

La nomina dei vincitori di questo secondo contratto, che prevede la copertura dei rifornimenti per il periodo 2017-2024, è attesa per il prossimo giugno ma con tutta probabilità ci sarà uno slittamento, se non nella scelta dei vincitori almeno nell’inizio dei voli.

Sebbene non ci sia ancora l’ufficialità, pare infatti che i rifornimenti per l’anno 2017 saranno coperti tramite l’estensione dell’attuale programma CRS, assegnando un’ulteriore missione ad Orbital ATK e ben tre ulteriori missioni a SpaceX. Le tre missioni della Dragon sarebbero già pianificate per i mesi di febbraio, aprile e agosto, mentre quella di Cygnus per il mese di giugno.

Fonte: NASASpaceflight.com

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Paolo Baldo

Sono nato a Trento, dove vivo e lavoro. Fra i miei molti interessi l'astronautica occupa un posto privilegiato. La mia passione mi ha portato ad incontrare molti astronauti (di tutti i programmi spaziali occidentali, dal Mercury all'ISS) in svariati eventi pubblici.

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