Rosetta riprende la sua missione scientifica

Artist view of ESA's Rosetta cometary probe. Credit: ESA - J. Huart
Artist view of ESA's Rosetta cometary probe. Credit: ESA - J. Huart

Con il completamento della missione del lander Philae, la sonda Rosetta potrà ora continuare la propria straordinaria missione di esplorazione in orbita intorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, mentre la cometa si avvicinerà durante il prossimo anno sempre di più al Sole.

La sonda dell’agenzia spaziale europea (ESA) ha rilasciato il piccolo lander Philae il 12 novembre scorso dando il via ad un’avventura straordinaria con un rocambolesco atterraggio sulla superficie della cometa. La missione pianificata di Philae si è conclusa dopo 64 ore, quando le batterie si sono esaurite, non prima di aver trasmesso un set completo di dati che sono in questi giorni sotto analisi da parte di scienziati da tutta Europa.

La missione di Rosetta è comunque ben lontana dalla conclusione e la sonda è in condizioni eccellenti. “Con il completamento della missione del lander, Rosetta riprenderà le proprie osservazioni scientifiche di routine ed entrerà nella cosiddetta “fase di accompagnamento della cometa”, ha dichiarato il direttore di volo Andrea Accomazzo. “Quesa fase di raccolta dati ci porterà fino al prossimo anno mentre andremo, insieme alla cometa, verso il Sole, passando il perielio, o il punto più vicino, il 13 di agosto del 2015, alla distanza di 186 milioni di km dalla nostra stella”.

Il 16 novembre il team di controllori di volo si è trasferito dalla grande Sala di Controllo Principale presso lo Space Operation Centre di ESA a Darmstadt, in Germania, dove sono state gestite le operazioni critiche durante l’atterraggio, ad una sala controllo dedicata più piccola, dove vengono normalmente svolte le operazioni di controllo della sonda.

La traiettoria di Rosetta dopo il 12 novembre 2014 (credit: ESA)

La traiettoria di Rosetta dopo il 12 novembre 2014 (credit: ESA)

Da allora Rosetta ha eseguito una serie di manovre utilizzando i propri motori in maniera tale da ottimizzare l’orbita attorno alla cometa per i propri 11 strumenti scientifici. L’ultima manovra verrà eseguita il 26 novembre, portando l’orbita ad una quota di circa 30 km dalla superficie della cometa. Da questo momento in poi l’orbita di Rosetta verrà selezionata e pianificata in base alle necessità delle osservazioni scientifiche. Dopo l’arrivo alla cometa il 6 agosto, l’orbita era stata tracciata per venire incontro alle necessità del lander.

Il 3 dicembre la sonda si abbasserà nuovamente alla quota di 20 km per circa una decina di giorni, dopodiché tornerà a 30 km. “Il desiderio è di posizionare la sonda più vicino possibile alla cometa prima che diventi troppo attiva per mantenere un’orbita così bassa”, ha dichiarato Lawrence O’Rourke del Rosetta Science Operations Centre di Madrid, in Spagna. “Ques’orbita a 20 km sarà utilizzata dai team scientifici per mappare una vasta area del nucleo ad alta risoluzione e per rilevare gas, polveri e plasma mentre l’attività della cometa andrà aumentando”.

La pianificazione delle orbite scientifiche comprenderà due diverse traiettorie: “preferita” e “alta attività”. Mentre l’intenzione sarebbe di volare sempre lungo la traiettoria preferita, Rosetta si sposterà sul percorso “alta attività” nel caso in cui la cometa diventi troppo attiva.

“La scienza prenderà ora un posto in prima fila in questa grande missione. È il motivo per cui siamo qui!”, ha dichiarato Matt Taylor, del team scientifico di Rosetta. “I team di scienziati hanno lavorato intensamente negli ultimi anni con il centro operativo scientifico per preparare la doppia pianificazione in questa fase”.

Quando il calore del sole attiva il gas congelato sulla superficie e sotto di essa, i vapori e le particelle che fuoriescono creano un’atmosfera intorno al nucleo, conosciuta come “chioma”. Rosetta diventerà la prima sonda ad essere testimone ravvicinata dello sviluppo di una chioma cometaria e il seguente flusso che creerà la coda per milioni di chilometri di distanza. Quando questo avverrà Rosetta dovrà orbitare ad una distanza maggiore per evitare che la chioma disturbi la propria orbita.

Inoltre, quando la cometa si avvicinerà al sole, l’illuminazione sulla sua superficie aumenterà. Questo potrebbe dare a Philae, attualmente in ibernazione, sufficiente energia per riattivarsi, anche se al momento non ci sono certezze. All’inizio del 2015 Rosetta verrà messa in ascolto periodico di eventuali segnali provenienti dalla superficie della cometa.

Fonte: ESA

 

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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