Nuova missione lunare per la Cina

Partirà entro la fine dell’anno la prossima missione robotica lunare cinese. Non si tratta di una missione scientifica ma di un dimostratore tecnologico che testerà una versione scalata della capsula di rientro per la missione di raccolta campioni lunari Chang’e 5.

Secondo le pochissime notizie filtrate dall’agenzia spaziale cinese (CNSA) la capsula sarà montata su un modulo di servizio derivato dalle precedenti sonde Chang’e 1 e 2 e servirà per sperimentare il rientro atmosferico ad alta velocità. Fino ad ora si pensava ad una missione che prevedesse il sorvolo lunare con una traiettoria di ritorno libero, la stessa ad esempio utilizzata dalle missioni sovietiche Zond o dallo sfortunato Apollo 13. Da un recente comunicato dell’agenzia di stampa Xinhua sembra però che la sonda possa effettivamente entrare in orbita lunare prima di rientrare a Terra, anche se la notizia non è confermata e potrebbe derivare da un utilizzo non corretto della parola “orbiter” nella traduzione in inglese.

Il possibile upgrade della missione ha comunque alimentato le speculazioni di alcuni analisti, come ad esempio Morris Jones su SpaceDaily.com, il quale ha ipotizzato che l’obiettivo della missione sia in realtà la sperimentazione di tecnologie per un futuro allunaggio cinese con equipaggio. La capsula di questa missione ricorda infatti molto da vicino una versione in scala del modulo di rientro della Shenzhou. La capsula in orbita lunare per diversi giorni, o anche per settimane, potrebbe ospitare numerosi esperimenti scientifici, specialmente biologici, che potrebbero essere utili in ottica futura.

Il programma lunare cinese, come del resto quello spaziale umano, sta procedendo in maniera progressiva e senza grandi accelerazioni. Dopo il primo orbiter lunare Chang’e 1, lanciato il 24 ottobre 2007 per una missione durata più di un anno è stata infatti la volta della sonda di backup Chang’e 2, nel 2010. Ques’ultima ha superato di gran lunga i traguardi della prima missione e, dopo alcuni mesi in orbita lunare e il rilascio di una mappa 3D della Luna la sonda è stata inviata in una nuova missione, prima verso il punto lagrangiano Terra-Sole L2, quindi a sorvolare l’asteroide 4179 Toutatis. Chang’e 2 è tutt’ora attiva in orbita eliocentrica e viene utilizzata dai tecnici cinesi per testare le comunicazioni a lunga distanza.

A dicembre del 2013 è stata poi la volta della splendida missione Chang’e 3, che comprendeva un lander ed un rover (Yutu). Sia il lander che il rover sono ancora attivi, anche se Yutu non può più muoversi, ed hanno conquistato il record di aver riportato un robot sulla superficie lunare dopo più di 37 anni. Secondo le poche notizie filtrate dall’agenzia spaziale cinese, nel 2015 dovrebbe essere il turno di Chang’e 4, la missione di backup per Chang’e 3, che quindi si comporrà anch’essa di un lander ed un rover, anche se probabilmente monterà strumenti diversi e testerà tecnologie necessarie alla missione successiva. Chang’e 5 è prevista per il 2017 con l’obiettivo di prelevare dei campioni dal suolo lunare e riportarli a Terra.

Secondo alcuni osservatori il lancio di questa missione preparatoria, da alcuni battezzata Chang’e 5-T1, dovrebbe avvenire verso la fine di ottobre.

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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