L-273: Capire quando è il momento di passare l’aspirapolvere

Il laboratorio Kibo della ISS. Fonte: NASA
Il laboratorio Kibo della ISS. Fonte: NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Tsukuba Space Center (Tsukuba, Giappone), 24 febbraio 2014—Questa settimana sono in Giappone per l’addestramento alla Japanese Space and Exploration Agency (JAXA, l’agenzia spaziale giapponese), in particolare presso le strutture situate a Tsukuba, una città universitaria e scientifica non distante da Tokyo.

Come certamente sapete, la JAXA è un importante partner del programma ISS. Nella foto potete vedere il contributo significativo della JAXA alla Stazione: il laboratorio giapponese JEM, conosciuto anche come Kibo, con attaccato il modulo di stivaggio più piccolo JLP. JEM ha anche un magnifico balcone, la JEM Exposed Facility (JEF, struttura esposta di JEM) e perfino un suo braccio robotico, il JEMRMS (JEM Robotic Manipulator System, sistema manipolatore robotico di JEM).

Terry e io siamo qui per completare il nostro percorso di addestramento sui sistemi di JEM e JEMRMS e per prepararci come i backup della Expedition 40/41, cioè Alex e Reid. Questo include l’addestramento al loro complesso di esperimenti, ma non comprende l’addestramento su HTV, visto che non è in programma che il veicolo cargo giapponese sia sulla ISS durante il loro incremento. Chi lo sa, potremmo ancora avere un HTV nel nostro incremento primario. In quel caso riceveremmo l’addestramento la prossima estate, quando saremo di ritorno per un viaggio conclusivo in Giappone.

La giornata di addestramento di oggi è stata principalmente dedicata a un ripasso dei sistemi di JEM, di cui avevo un gran bisogno dal momento che ho ricevuto il mio addestramento iniziale su JEM nell’agosto del 2012. Ho seguito anche alcuni corsi aggiuntivi sui compiti ECLSS—si tratta dell’Environmental Control and Life Support System (sistema di controllo ambientale e supporto vitale).

Alcuni di quei compiti potrebbero sembrare banali, ma è vitale svolgerli accuratamente se vogliamo mantenere un buon ambiente abitativo sulla Stazione. Uno dei compiti in cui certamente non volete fare pasticci in orbita, per esempio, è misurare la velocità dell’aria che scorre attraverso le griglie di ingresso e uscita nel sistema di ventilazione. Lo facciamo periodicamente con uno strumento dedicato di misura del flusso dell’aria. Perché? Beh, i controllori di volo a terra hanno modelli dell’aspetto che quel campo di velocità dovrebbe avere. Se la velocità del flusso diventa significativamente più bassa, c’è un problema di intasamento nei condotti di ventilazione ed è necessario… beh… usare l’aspirapolvere. L’aspirazione delle griglie esposte è un compito di pulizia settimanale. Ma basandosi sulle misurazioni di velocità il controllo a terra potrebbe pianificare un’attività di aspirazione che vi richiede di aprire dei pannelli o inclinare i rack. A seconda della posizione interessata, quello più diventare un compito laborioso, e certamente non attraente. Ma è così che manteniamo il corretto flusso d’aria nei condotti di ventilazione sulla Stazione.

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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