L-350: Come la tuta Sokol può salvarvi la vita

L'equipaggio della Soyuz TMA-15M in tuta Sokol per una simulazione a Star City. Fonte: Gagarin Cosmonaut Training Center
L'equipaggio della Sojuz TMA-15M in tuta Sokol per una simulazione a Star City. Fonte: Gagarin Cosmonaut Training Center

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Star City (Mosca, Russia), 10 dicembre 2013—Oggi abbiamo finalmente avuto la nostra prima simulazione con il nostro equipaggio completo! Terry si è unito ad Anton e me per un pomeriggio piuttosto avventuroso, in cui abbiamo dovuto fare pratica nel combattere per le nostre vite quando il fumo ha iniziato a riempire il piccolo volume del modulo di discesa, appena dopo l’inserimento in orbita simulato.

In situazioni come questa, i vostri migliori amici sono il coordinamento dell’equipaggio e la vostra tuta pressurizzata!

Normalmente l’aria dalla cabina viene fatta circolare attraverso la tuta. In caso di fumo, tuttavia, chiuderemmo immediatamente i caschi, spegneremmo la ventilazione e attiveremmo invece un flusso di ossigeno puro nella tuta dai serbatoi dell’ossigeno. Il flusso continuo di ossigeno puro previene l’appannamento del casco, ma significa anche che stiamo introducendo ossigeno nella cabina attraverso la valvola di sfogo della tuta.

Mentre aumenta la concentrazione dell’ossigeno nel modulo di discesa, aumenta anche l’infiammabilità dell’atmosfera. Non oltre la concentrazione del 40% vogliamo depressurizzare completamente, espellendo tutta l’atmosfera nello spazio. A quel punto ci affidiamo totalmente alle nostre tute per tenerci in vita: sono progettate per mantenere una pressione di 0,4 atmosfere, abbastanza da evitare i sintomi della malattia da decompressione, ma anche da rendere la tuta molto rigida.

In uno scenario di incendio dobbiamo agire molto rapidamente: prima di poter depressurizzare dobbiamo verificare la tenuta stagna delle tute per assicurarci che non stiamo per uccidere un membro dell’equipaggio quando espelliamo l’atmosfera. E in parallelo dobbiamo iniziare la sequenza che ci condurrà a un’accensione di deorbitazione in tempo e un rientro in sicurezza. È stata una simulazione molto molto impegnativa e molto divertente! E inoltre, visto che ci piace scherzare, una sauna gratis: con il casco chiuso, la ventilazione spenta e solo il flusso (ridotto) di ossigeno, inizia presto a fare caldo nella Sokol!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

  © 2006-2021 Associazione ISAA - Alcuni diritti sono riservati.

Samantha Cristoforetti

Ingegnere ed ex ufficiale dell'Aeronautica Militare, dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Ha volato nello spazio per 199 giorni, dal 23 novembre 2014 all'11 giugno 2015 per la missione Futura, svoltasi a cavallo tra Expedition 42 ed Expedition 43.