Buon compleanno ISS!

La Stazione Spaziale Internazionale celebra oggi il compleanno, 15 anni da quando, nel 1998, è stato lanciato il primo modulo.

La Stazione Spaziale è il più grande progetto di cooperazione mai portato avanti nel mondo scientifico, e coinvogle NASA, ESA, Roscosmos, l’Agenzia Spaziale Canadese CSA e l’Agenzia per l’Esplorazione Aerospaziale Giapponese JAXA.

Il 20 novembre 1998 un razzo russo Proton è stato lanciato dal centro spaziale di Baikonour in Kazakistan con a bordo Zarya, il primo componente della Stazione. Tre settimane dopo, il 4 dicembre, lo Space Shuttle ha consegnato Unity, il secondo modulo della Stazione, che è stato collegato a Zarya il 6 dicembre.

In primo piano, Columbus fotografato all'esterno della ISS, durante una passeggiata spaziale della missione STS-135

In primo piano, Columbus fotografato all’esterno della ISS, durante una passeggiata spaziale della missione STS-135

Includendo l’equipaggio dell’attuale Spedizione 38, 211 persone hanno visitato e lavorato sulla Stazione effettuando centinaia di voli spaziali. Astronauti europei provenienti da Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Svezia si sono uniti a quelli russi, americani, canadesi, giapponesi ed altri ancora per spingere ulteriormente avanti la frontiera dell’esplorazione umana.

“La storia della Stazione Spaziale Internazionale – ha commentato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese – è un esempio di grande impegno dell’uomo in un campo di elevata tecnologia. E l’Italia vi ha contribuito con una partecipazione ad ampio raggio: realizzazioni industriali di eccellenza tecnologica, esperimenti e astronauti”.
L’assemblaggio completo della Stazione ha richiesto più di 40 missioni.

” Questo anniversario – ha ricordato ancora Saggese – arriva a pochi giorni dal rientro di Luca Parmitano, che ha concluso la prima missione di lunga durata dell’ASI e che in questi mesi ha rappresentato l’elemento di punta di quello che il nostro Paese ha saputo e sa fare in campo spaziale. Con la prossima missione sulla ISS, che vedrà il coinvolgimento della prima italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti, confermeremo ancor di più questo risultato”.

Il primo modulo è stato Zarya, l’ultimo l’italiano Permanent Multipurpose Module Leonardo, nel 2011. È previsto un altro modulo pressurizzato da collegare alla Stazione nel 2014, il russo Nauka Multipurpose Laboratory Module.

L’idea di costruire una “stazione spaziale con equipaggio permanente” risale già al 1984, quando l’allora presidente USA Ronald Reagan lanciò la proposta di una cooperazione internazionale per dare vita a questo ambizioso progetto. L’anno successivo, Giappone, Europa e Canada decidono di partecipare al programma. STS-129_Composite_ISS_Space_Station_

Nel 1988 viene avviata la fase di sviluppo con la firma del primo accordo intergovernativo tra Stati Uniti, Giappone, Canada e 9 paesi europei Stati membri dell’ESA. Nel 1993 si unisce al progetto anche la Russia, facendo della ISS l’esempio della prima grande pacifica forma di collaborazione mondiale.

Passano cinque anni e un secondo accordo intergovernativo tra USA, Giappone, Canada, 11 paesi europei Stati membri dell’ESA e la Federazione Russa, apre la strada al lancio da parte russa del primo modulo Zarya e da parte statunitense del primo nodo, Unity.

Il primo equipaggio a vivere sulla Stazione, la Spedizione 1, arrivò il 2 novembre 2000. Da allora, la Stazione è stata continuamente occupata per 13 anni, la più lunga e continuativa presenza umana nello spazio ed il solo laboratorio permanente in micro gravità.
La vera e propria ricerca scientifica prende inizio nel 2001, con il lancio del modulo statunitense Destiny Laboratory e di Leonardo, il primo modulo di supporto logistico per la stazione, MPLM – Multi-Purpose Logistics Module, sviluppato dall’Italia, trasportati fino alla ISS nella stiva dello Shuttle.

Con Leonardo l’Italia è così diventata la terza nazione, dopo Russia e Stati Uniti, ad inviare in orbita un elemento della ISS. È la volta poi del Nodo 2 “Harmony” di costruzione italiana e successivamente del modulo dell’ESA Columbus e con i laboratori giapponesi Kibo nel 2008.

Da quando Columbus è stato agganciato alla Stazione 5 anni fa, oltre 110 esperimenti guidati dall’ESA e che hanno coinvolto circa 500 scienziati vi sono stati condotti, abbracciando vari temi: fisica dei fluidi, materiale scientifico, fisica delle radiazioni, il Sole, il corpo umano, biologia e astrobiologia.

Negli ultimi anni l’Italia ha consolidato sempre di più la sua presenza sulla Stazione Spaziale, con il Nodo 3 “Tranquillity” e la Cupola nel 2010: una vera e propria ‘terrazza’ sullo Spazio e forse l’elemento più appariscente e rappresentativo del contributo italiano. Completato con il PMM-Permanent Multipurpose Module Leonardo che dopo numerosi viaggi diviene elemento permanente nel 2011.

Chris Hadfield esegue una Periodic Fitness Assessment (PFE) sulla ISS. Fonte: NASA

Chris Hadfield esegue una Periodic Fitness Assessment (PFE) sulla ISS. Fonte: NASA


La Stazione è più che un laboratorio e un osservatorio – è anche un porto spaziale internazionale che riceve navicelle come le russe Soyuz e Progress, la giapponese HTV, navette commerciali quali Dragon e Cygnus, ed i Veicoli Europei di Trasferimento Automatico (ATV).

ESA ha inviato quattro ATV colmi di provviste e di esperimenti che si sono agganciati alla Stazione Spaziale. Il quinto, Georges Lemaître, dovrebbe essere lanciato il prossimo anno.

La ISS è aperta a tutti i ricercatori degli Stati partecipanti impegnati a studiare gli effetti che l’assenza di gravità ha sugli esseri umani e sui fenomeni naturali.

Acquisire conoscenze su tali processi aiuta a preparare i futuri scenari di esplorazione umana nello spazio profondo e le missioni di lunga durata, e a progettare innovazioni scientifiche e tecnologiche per migliorare la qualità della vita sulla Terra, dalla salute alla tutela dell’ambiente, dalla produzione e gestione dell’energia a nuovi prodotti e processi industriali.

L’Italia ha realizzato circa metà della parte abitativa della Stazione; è nel nostro Paese infatti che sono stati costruiti i Nodi 2 e 3, la unica e ineguagliabile Cupola, il PMM Leonardo, derivato modificando il modulo logistico per renderlo adatto alla permanenza in orbita, e poi le strutture del laboratorio ESA Columbus, il modulo di trasporto delle navette ATV.

Tutto nasce da un accordo bilaterale tra ASI e NASA stipulato il 9 ottobre 1997, il Memorandum of Understanding (MoU) in base al quale l’ASI ha fornito all’ente spaziale statunitense i tre moduli pressurizzati abitativi (MPLM – Multi Purpose Pressurized Module), uno dei quali è successivamente diventato il PMM (Permanent Multi Purpose Module) per la ISS.
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L’Italia inoltre è stata tra i primi Paesi europei ad aderire agli accordi intergovernativi di cooperazione per la realizzazione della ISS, e tra i principali Stati partecipanti ai programmi ESA di sviluppo e utilizzo del contributo europeo alla ISS.

Grazie all’esperienza di questa attività, l’industria italiana è protagonista anche nella realizzazione dei moduli cargo della navicella di rifornimento della ISS Cygnus, sistema di trasporto commerciale dell’azienda american Orbital Sciences.

In occasione del 15° anniversario della Stazione Spaziale Internazionale la NASA ha organizzato, allo Space Center di Houston, una celebrazione aperta a tutti coloro che vogliono unirsi all’evento, ripercorrere le tappe iniziali della storia della ISS, incontrare gli astronauti e quanti, con il loro lavoro, hanno reso possibile l’impresa.

Anche l’agenzia spaziale russa, Federal Space Agency – Roscosmos, celebrerà l’anniversario con un evento a Mosca, presso il Khrunichev Space Center, nei primi giorni di dicembre.

Fonte: ESA, ASI

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

Una risposta

  1. koki ha detto:

    ho scoperto che si può vedere cosa combinano dentro la ISS direttamente online su http://www.n2yo.com/space-station/ magari qualcuno non lo sa

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