L’acqua degli astronauti continuerà ad essere “made in Torino”

E’ un dettaglio poco conosciuto, come tanti relativi al coinvolgimento italiano al programma ISS, ma pochi sanno che da Torino, oltre a provenire più del 50% dei moduli pressurizzati della parte internazionale della ISS, arriva anche tutta l’acqua che gli astronauti, Russi, Americani e di tutti i Paesi coinvolti, bevono e consumano a bordo della ISS.
E’ infatti dall’inizio del programma della ISS che tutta l’acqua inviata, sia dalla NASA che dall’Agenzia Russa sulla ISS, proviene da Torino ed è fornita dall’azienda del capoluogo Piemontese che gestisce la fornitura pubblica.
E se l’acqua non è sempre la stessa acqua nel mondo, nemmeno a Torino l’acqua è semplicemente acqua. Le due più grandi agenzie coinvolte nel programma hanno infatti negli anni effettuato scelte radicalmente diverse per i propri astronauti sulla ISS. Mentre l’Agenzia Russa invia in orbita l’acqua della Centrale Regina Margherita, prelevata dai pozzi di Corso Marche, la NASA utilizza l’acqua che sgorga da Pian della Mussa e raccolta nella Centrale di Venaria. Nel complesso, a partire dal 2008 sono stati prodotti per le forniture spaziali circa 12 mila litri di acqua “made in Torino”.
La differenza è nella durezza, l’acqua scelta dai russi è decisamente più mineralizzata rispetto a quella più leggera proveniente da Pian della Mussa. E’ inoltre differente il metodo di stoccaggio e disinfezione utilizzando iodio per gli americani e argento e sali di fluoro per i russi.
Sulla scia di questa ormai “tradizione” la stessa “Smat” (Società Metropolitana Acque Torino), insieme a Aerosekur, Thales Alenia Space e il Consiglio nazionale delle Ricerche, si è aggiudicata un bando emesso dall’Agenzia Europea dal nome “Biocide Management for Long Term Storage” per lo studio di metodi di disinfezione e stoccaggio dell’acqua per voli spaziali di lunga durata, almeno 3 anni di volo.
Il bando, dal valore di 200 mila euro, è stato emesso in vista dei futuri sviluppi per l’esplorazione spaziale internazionale e mirerà principalmente allo studio approfondito di un nuovo biocida, disinfettante, che serve a prevenire la contaminazione e la ricrescita di batteri, oltre a nuovi contenitori di stoccaggio ed erogatori per l’equipaggio.
Ci saranno quindi ottime possibilità che l’acqua che verrà bevuta dagli astronauti di tutto il mondo, nelle future missioni al di fuori dell’orbita terrestre, continuerà a provenire da Torino e dall’Italia.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

2 Risposte

  1. Graziella Cherubin ha detto:

    meno male che l’italia qualosa di buono ha!!!!!!!!!!!!!

    • Paolo Amoroso ha detto:

      In campo spaziale l’Italia non ha di buono solo l’acqua. Metà della sezione internazionale della Stazione Spaziale Internazionale è stata costruita nel nostro paese, così come parte dei veicoli automatici di rifornimento ATV, dell’Agenzia Spaziale Europea, e Cygnus, dell’azienda spaziale privata americana Orbital Sciences.

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