Grassohopper conclude i test con un volo a 744m

SpaceX ha annunciato di aver compiuto l’ultimo test utilizzando il velivolo sperimentale Grasshopper, un primo stadio modificato con l’aggiunta di zampe a un primo stadio del lanciatore Falcon 9.
Il volo, effettuato lo scorso 7 Ottobre, ha toccato l’altezza di 744m, stabilendo un nuovo record nel proprio ruolino di marcia verso lo sviluppo di un primo stadio riutilizzabile per il lanciatore della società Californiana.

Questo è stato l’ultimo volo del Grasshopper, i prossimi test vedranno coinvolto un più completo “Falcon 9 Reusable”, ovvero il più recente primo stadio del Falcon 9 v1.1 con le “zampe” installate. I prossimi test si svolgeranno ancora in Texas e a bassa quota per i limiti imposti dall’autorità aeronautica, mentre i successivi ad alta quota e in regime supersonico, avverranno nel New Mexico.

Le prossime fasi di sviluppo del Falcon 9, miranti all’ottenimento della riutilizzabilità del primo stadio, vedranno però coinvolti anche i voli commerciali già programmati. Durante il primo lancio del vettore in versione 1.1 della scorsa settimana, è stata tentata una riaccensione di 3 dei 9 propulsori, dopo la separazione del primo stadio, in modo da testarne il comportamento in regime supersonico. Questo serviva a validare e tentare le manovre necessarie nella fase di rientro, per il quale occorreranno in totale due accensioni oltre a quella per il lancio.
Il test è stato un parziale successo in quanto lo stadio è sopravvissuto al rientro atmosferico dopo la prima accensione di 3 propulsori, al momento della seconda accensione però, di uno solo dei propulsori, lo stadio ha iniziato a ruotare su se stesso. La rotazione ha provocato, nel vano tentativo di controllarne il moto, l’esaurimento del propellente prima dell’impatto con l’acqua, impedendo il recupero in buone condizioni dello stadio, distrutto nel violento impatto.

Il prossimo tentativo di effettuare tale manovra, portando ad un impatto più dolce con l’oceano, non avverrà però nei prossimi due voli del lanciatore, in quanto il peso dei satelliti dei clienti a contratto non permettono il margine necessario di propellente per effettuare il rientro.
Il prossimo test di sviluppo per il recupero avverrà quindi con il terzo volo di rifornimento della ISS con la capsula Dragon, il CRS-3, nel Febbraio 2014. In quel volo potrebbero essere montate, per la prima volta, anche le zampe che permetteranno in futuro l’atterraggio controllato. L’utilizzo già in quel volo del sistema di atterraggio però dipenderà dallo sviluppo delle stesse, in quanto non è pensabile di posporre il lancio verso la ISS se queste non saranno pronte. Se verranno installate non è comunque ancora stato deciso se l’atterraggio avverrà in acqua o su terra.
Dopo tale lancio, l’obiettivo sarà quello di recuperare tutti gli stadi, riservando in fase contrattuale un margine di peso maggiore con i clienti e arrivare, nella migliore delle ipotesi, a riutilizzare per la prima volta uno stadio entro fine del 2014.
Musk ha inoltre dichiarato per la prima volta a nasaspacegflight.com a quanto ammonta il margine di prestazioni necessario per svolgere tale manovra, stimandolo in una riduzione del 30% del payload per un rientro completo a terra.
Tutte le prossime fasi sono inoltre ancora vincolate all’autorizzazione dell’FAA (Federal Aviation Administration) per la localizzazione dei siti di atterraggio, vincolati dalla necessità di divieto di sorvolo di aree abitate entro un certo numero di km dall’ellisse di rientro.

Qui di seguito il video dell’ultimo volo.

Fonte: SpaceX, nasaspaceflight.com

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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