Aggiornamenti dal sistema solare: ottobre 2013

Il mese di settembre si è concluso con due buone notizie ed una cattiva. La sonda LADEE è stata lanciata con successo a inizio mese, ed ha compiuto con successo il suo avvicinamento verso la Luna, che sarà completato nei prossimi giorni. Notizie eccezionali anche per quel che riguarda una delle sonde veterane del sistema solare: Voyager 1, lanciata nel lontano 1977, dopo aver visitato Giove e Saturno, si trova ormai da circa un anno al di fuori dell’eliosfera e quindi è a tutti gli effetti il primo oggetto costruito dall’uomo ad addentrarsi nello spazio interstellare. La cattiva notizia arriva da un’altra sonda con alle spalle già un paio di missioni: si sono persi infatti i contatti con Deep Impact.

Il mese di ottobre si prospetta pieno di eventi: oltre al già citato inserimento in orbita lunare da parte di LADEE, i primi giorni di ottobre vedranno anche il sorvolo della Terra da parte della sonda Juno, nel suo lungo viaggio verso Giove. A fine mese si aprirà la finestra di lancio per le sonde dirette verso Marte. Meteo permettendo, entro fine mese dovremmo vedere il tentativo dell’agenzia spaziale indiana, che lancerà la sua prima missione verso Marte.

Purtroppo in questi giorni la notizia principale non arriva direttamente dai nostri emissari robotici nel sistema solare. Il governo federale americano è infatti in fase di shutdown: tutte le agenzie e gli uffici governativi non essenziali sono chiusi per il mancato accordo sul budget tra il Congresso e la casa bianca. Tra questi anche la NASA. Per fortuna molte delle missioni scientifiche nel sistema solare non sono gestite direttamente da NASA ma appaltate al Jet Propulsion Laboratory (JPL) o all’Applied Physics Laboratory (APL) che fanno capo, rispettivamente, al California Institute of Technology (CalTech) e alla Johns Hopkins University, che sono enti privati. Il JPL gestisce anche il Deep Space Network, la rete di antenne utilizzata per le comunicazioni con le sonde. La situazione potrebbe cambiare, comunque, nel caso lo shutdown dovesse protrarsi per molto tempo, essendo le attività di ricerca scientifica comunque finanziate dalla NASA.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 3

L’agenzia spaziale indiana, ISRO, si prepara a lanciare la propria Mars Orbiter Mission (MOM). Il satellite è stato trasportato al sito di lancio di Sriharikota nei giorni scorsi ed il lancio è previsto, per ora, per il prossimo 28 ottobre. La finestra di lancio durerà fino al 18 novembre. Si spera che il meteo collabori, visto che a Sriharikota siamo in piena stagione dei cicloni. Se la prima finestra dovesse saltare, l’ISRO avrà un’altra possibilità all’inizio di dicembre, dopo di che dovrà aspettare il prossimo allineamento tra Terra e Marte, fra più di due anni.

Proseguono, nonostante lo shutdown del governo americano, i preparativi per il lancio dell’orbiter americano MAVEN. La sonda avrà un permesso speciale “d’emergenza” per proseguire i lavori dato che, nel caso si salti la finestra di lancio, la prossima data disponibile sarà all’inizio del 2016.  La finestra di lancio si aprirà il 18 novembre e durerà una ventina di giorni.

A dicembre sarà poi il turno di una missione lunare cinese. Chang’E 3 sarà composta da un lander da 1200 kg e da un piccolo rover. Se tutto andrà bene sarà il primo atterraggio sulla superficie del nostro satellite dopo 37 anni. Pur non essendo ancora stata ufficializzata, sembra che la data prevista per il lancio sia il prossimo 1 dicembre alle 18:00 CET.

Missioni Operative: 16

La sonda WIND, di NASA, si trova attualmente in orbita intorno al punto lagrangiano L1 Terra-Sole; la sua missione di osservazione della nostra stella dura ormai dal 1994. A farle compagnia in L1 c’è la missione congiunta ESA/NASA Solar and Heliospheric Observatory (SoHO) e l’orbiter americano ACE (Advanced Composition Explorer).

La missione NASA STEREO (Solar and TErrestrial RElations Observatory) si compone, invece, di due sonde, Stereo A e Stereo B che condividono l’orbita della Terra intorno al Sole, rispettivamente, precedendo e seguendo il nostro pianeta, permettendo così osservazioni stereoscopiche. Le sonde si allontanano lentamente dalla Terra e fra di loro ad ogni orbita ed hanno sorpassato nel 2009 i punti lagrangiani L4 ed L5.

La sonda Messenger, di NASA, ha completato la prima estensione della propria missione in orbita intorno a Mercurio lo scorso 17 marzo. NASA sta attualmente continuando ad utilizzare gli strumenti della sonda, in attesa di una decisione formale su una eventuale seconda estensione di missione. Un po’ più lontana dal Sole, Venus Express, di ESA, continua lo studio di Venere dalla sua orbita. La missione durerà almeno fino al 2014.

Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), della NASA, continua la sua missione di mappatura ad alta risoluzione della Luna. Sempre intorno al nostro satellite, le due sonde della missione Artemis stanno studiando il debole campo magnetico lunare per una lunga missione che dovrebbe durare almeno sette anni.

Dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, la sonda cinese Chang’E 2 continua il suo allontanamento dalla Terra nella sua orbita eliocentrica. La sonda ha ormai passato il traguardo dei 50 milioni di km di distanza e viene utilizzata dagli ingegneri cinesi per testare le comunicazioni spaziali di lunga distanza nello spazio profondo.

Sulla superficie di Marte siamo arrivati al sol 415 per Curiosity/Mars Science Laboratory (MSL) ed il rover ha ormai superato i 3 km percorsi sul pianeta rosso, lungo la strada che dal sito di Glenelg, dove ha passato la prima parte dell’anno, lo porterà sulle pendici del monte Sharp. Lungo la via, il rover si è fermato per studiare alcune rocce affioranti, soprannominate “Darwin”. Dopo una sosta durata alcuni giorni Curiosity ha ripreso il lungo cammino verso la montagna al centro del cratere Gale.

È invece il sol numero 3448 per l’altro rover della NASA Opportunity. Il Mars Exploration Rover (MER) superstite ha completato il viaggio verso Solander point, sempre sul bordo del cratere Endeavour, dove trascorrerà il prossimo inverno nell’emisfero sud marziano. Il rover ha ormai superato i 38 km percorsi sulla superficie di Marte e presto comincerà a scalare il promontorio di Solander point.

La sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) continua la sua missione di osservazione del pianeta rosso, e nei giorni scorsi ha puntato le sue fotocamere verso la cometa ISON, che sta sorvolando Marte proprio in questi giorni. A fare compagnia ad MRO in orbita intorno a Marte ci sono, inoltre, la sonda americana Mars Odyssey e quella europea Mars Express. Anche la sonda dell’ESA è stata impegnata nella campagna di osservazione della cometa ISON.

La missione NASA/ESA/ASI Cassini ha cominciato la sua orbita Rev 198 intorno a Saturno, in una fase definita “inclinata” della Solstice Mission. La sonda ha effettuato il sorvolo pianificato numero 94 del satellite Titano lo scorso 12 settembre, in un flyby dedicato all’osservazione delle regioni intorno al polo nord. Ad ottobre, precisamente il giorno 14, Cassini effettuerà il flyby T95 del satellite, con un massimo avvicinamento nelle regioni equatoriali alla quota di 961 km.

Le sonde americane Voyager 1 e 2 sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Dopo aver atteso circa un anno, gli scenziati al lavoro sui dati provenienti da Voyager 1 hanno finalmente annunciato il mese scorso che la sonda ha lasciato l’eliosfera ed è il primo oggetto creato dall’uomo a raggiungere lo spazio interstellare. La sonda si trova attualmente a circa 126 UA dalla Terra (17 ore e 28 minuti-luce dal Sole), mentre Voyager 2 è a circa 103 UA dalla Terra e 14 ore e 15 minuti-luce dal Sole.

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 6

La sonda LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer), della NASA, è stata lanciata con successo lo scorso 7 settembre. Nelle scorse settimane la sonda ha effettuato una lunga fase di controllo della strumentazione di bordo, seguita da un laborioso aggiustamento dell’orbita. L’avvicinamento al nostro satellite sta avvenendo, infatti, utilizzando una lunga serie di piccole accensioni del propulsore. Le manovre hanno richiesto molto tempo, ma hanno permesso di risparmiare molto propellente rispetto ad una traiettoria diretta verso la Luna. Nei prossimi giorni (6, 7, 9 e 12 ottobre) avverranno le accensioni del propulsore che permetteranno alla sonda di immettersi in orbita lunare. Dopo alcune settimane di ulteriori test e verifiche sugli strumenti scientifici, dovrebbe cominciare la missione vera e propria, della durata di circa 100 giorni.

La sonda ESA Rosetta è nel suo ultimo tratto di viaggio verso la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. È in fase di ibernazione dal giugno del 2011 e verrà risvegliata a gennaio del 2014. L’immissione in orbita intorno alla cometa è previsto per maggio 2014.

La sonda americana Dawn, dopo più di un anno passato a studiare l’asteroide Vesta, è ora in viaggio verso la sua destinazione finale, il pianeta nano Cerere, distante ancora circa 43,1 milioni di km (0,29 UA). L’incontro con l’oggetto più grande della fascia degli asteroidi è previsto per il 2015.

New Horizons, anch’essa di NASA, ha ancora 5,1 UA da percorrere per raggiungere Plutone nel 2015. Adesso mancano 646 giorni all’incontro ravvicinato. La sonda ha effettuato nei mesi scorsi diversi aggiornamenti software, test della strumentazione e una prova generale dell’incontro col pianeta nano, prima di tornare in ibernazione durante il mese di agosto. È in fase di studio anche la possibilità di proseguire la missione verso altri oggetti della fascia di Kuiper.

La sonda giapponese Akatsuki è in orbita eliocentrica in attesa di incontrare Venere per la seconda volta, dopo la fallita inserzione in orbita nel 2010. Il prossimo incontro con Venere avverrà nel novembre del 2015.

La sonda NASA Juno è in viaggio verso il gigante del sistema solare, Giove. Dopo aver superato ampiamente l’orbita di Marte, adesso la sonda sta tornando verso il sistema solare interno e sorvolerà nuovamente la Terra fra pochi giorni, il 9 ottobre. L’assist gravitazionale permetterà alla sonda di arrivare a Giove nel luglio del 2016.

Sonde operative senza una missione: 1

L’International Cometary Explorer, lanciata da NASA nel 1978 come International Sun/Earth Explorer 3, rimane in orbita eliocentrica ed effettuerà un incontro ravvicinato del nostro pianeta nell’agosto del 2014. Dopo tale data ICE potrà essere ri-immessa in orbita intorno al punto lagrangiano Terra-Sole L1, oppure potrà utilizzare assist gravitazionali multipli della Terra per il flyby della cometa Wirtanen quando sarà nel suo massimo avvicinamento al nostro pianeta nel dicembre del 2018.

Si è conclusa, invece, la missione della sonda della NASA Deep Impact. Dopo aver visitato le comete Tempel 1, nel 2005, e Hartley 2, nel 2010 (missione EPOXI), la sonda era in orbita eliocentrica e si pensava ad un possibile reindirizzamento verso una terza destinazione, l’asteroide 2002-GT, nel 2020. Purtroppo ad agosto si sono persi i contatti con Deep Impact e, dopo alcune settimane di tentativi di recuperare le comunicazioni con la sonda, la missione è stata dichiarata conclusa.

Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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