Lanciata con successo la nuova versione del Falcon 9 da Vandenberg

La nuova versione del lanciatore Falcon 9 di SpaceX è stata lanciata con successo ieri, 29 settembre 2013, dalla base di lancio dell’US Air Force di Vandenberg, in California. Il lancio è avvenuto alle 18:00 CEST ed ha permesso di mettere in orbita il satellite canadese CASSIOPE e altri payload secondari.

Il lancio di ieri è un successo molto importante per SpaceX, per diverse ragioni. Per prima cosa il nuovo vettore, il Falcon 9 v1.1, è una versione migliorata e più potente del precedente lanciatore, grazie soprattutto ai nuovi propulsori, i Merlin 1D, e alla nuova configurazione ad ottagono dei motori stessi. La nuova versione del razzo, oltre ad essere ben 13,5 metri più lunga della precedente (portando l’altezza totale a ben 68,4 m), ha permesso di incrementare la capacità di lancio in orbita bassa da 10450 kg a 13150 kg.

Tra le novità di questo lancio anche il primo utilizzo da parte del Falcon 9 della carenatura di protezione per il payload, del diametro di 5,2 m. Nei 5 lanci precedenti, infatti, il payload principale era sempre stato una capsula Dragon (o un suo simulacro), che non richiede carenatura.

La serie di novità di questo lancio non si ferma, comunque, al solo lanciatore. Si è trattato, infatti, del primo lancio di un Falcon 9 dalla base californiana di Vandenberg, dopo i primi cinque voli effettuati da Cape Canaveral, in Florida. Il vettore è partito dalla nuova rampa di lancio costruita appositamente per i lanci di SpaceX allo Space Launch Complex 4E. Dopo 2 minuti e 43 secondi di spinta, i motori del primo stadio si sono spenti ed è avvenuta, correttamente dopo 7 secondi, la separazione. Successivamente si è acceso anche il secondo stadio del lanciatore (propulso da un solo motore Merlin). Dopo 40 secondi si è sganciata correttamente la carenatura e i motori hanno continuato a spingere fino al cut off finale, avvenuto dopo 5 minuti e 57 secondi dall’accensione.

La missione primaria si concludeva qualche minuto dopo con la separazione del payload primario, CASSIOPE, e dei piccoli satelliti POPACS 1, 2 e 3, CUSat 1 e 2 e DANDE. Tutti i satelliti sono stati immessi nelle orbite previste.

Nel frattempo si stava tentando un nuovo esperimento con il primo stadio del vettore, sganciato pochi minuti prima. Il Falcon 9 v1.1 rappresenta infatti il primo passo verso una versione completamente ri-utilizzabile del lanciatore, il Falcon 9-R. In questo volo si sarebbe dovuta testare la riaccensione del primo stadio, dopo la separazione, per compiere un ammaraggio “dolce”, primo passo verso l’obiettivo finale di un atterraggio completo. Due accensioni di tre dei nove propulsori sono avvenute correttamente, ma durante la seconda accensione si sono sviluppate delle instabilità che hanno causato lo spegnimento anticipato dei propulsori. È stato quindi possibile solo il recupero di alcune parti del primo stadio, ma si sono comunque prodotti dati importanti per gli sviluppi futuri del lanciatore. Elon Musk, fondatore, amministratore delegato e ingegnere capo di SpaceX, ha infatti dichiarato poco dopo: “Tra i test condotti in questo volo e quelli nei voli del Grasshoppers, pensiamo di avere tutti i pezzi del puzzle per riportare a casa il lanciatore”.

Anche un altro obiettivo secondario, stavolta un test sul secondo stadio, non si è concluso con pieno successo. Dopo la separazione del payload, infatti, il secondo stadio avrebbe dovuto riaccendersi. Durante la riaccensione, però, i sensori hanno rilevato un problema ed hanno fatto abortire il propulsore. Sempre secondo SpaceX, comunque, i tecnici dell’azienda americana hanno già individuato il problema che sarà risolto prima del prossimo lancio, per il quale servirà appunto una seconda accensione del secondo stadio per immettere il satellite in orbita geostazionaria.

Il payload principale del lancio di ieri era il satellite CALLIOPE, dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), costruito dalla MDA Corporation. Il satellite è un dimostratore tecnologico e verrà utilizzato anche a scopi di ricerca scientifica per lo studio della ionosfera.

Il lancio ha rappresentato il 15imo lancio orbitale americano del 2013 ed il quarto dei cinque vettori di quest’anno ad essere lanciati dalla base di Vandenberg. Si tratta, inoltre, del secondo lancio del 2013 per SpaceX, ed il primo di una serie di lanci piuttosto ravvicinati per l’azienda americana. Ad ottobre è previsto infatti il lancio in orbita geostazionaria del satellite per telecomunicazioni SES-8, mentre tra novembre e dicembre verrà lanciato Thaicom-6, altro satellite geostazionario per telecomunicazioni, seguito (a febbraio del 2014) dalla missione CRS-3 di Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Tutti questi lanci avverranno su un Falcon 9 v1.1 dalla base di Cape Canaveral.

 

 

Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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