Cygnus: possibile l’attracco domenica 29 settembre

La nuova capsula di Orbital Sciences potrebbe avere il “go” per un nuovo tentativo di attracco nella giornata di domani.
Come si ricorderà, il precedente avvicinamento di una settimana fa era stato interrotto quando i sistemi di Cygnus avevano segnalato una discrepanza nei valori delle letture GPS ricevute dalla stazione spaziale.
Il problema è stato immediatamente individuato, e la sua risoluzione ha richiesto non più di una riga di codice da inserire nel software del veicolo. Per capire cosa è accaduto, occorre sapere che nel sistema GPS il tempo è indicato usando un numero per la settimana in corso; questo numero a 10 bits varia da 0 a 1023. Nel 1999 il valore incrementale ha raggiunto, appunto, 1023, e pertanto la settimana successiva si è ripartiti da zero. In questo modo, evidentemente, si assegnano a settimane appartenenti a diversi anni gli stessi numeri identificativi, con cicli di 19 anni circa. Per fare una analogia un poco più famigliare, è come quando indichiamo un anno con due sole cifre (“nell’88 sono andato in vacanza…”), e, da un punto di vista strettamente formale, non vi è modo di capire se ci stiamo riferendo al 1988, o al 1888, e così via.
Ovviamente, gli uomini sono abbastanza intelligenti da capire immediatamente a quale dei numerosi “anni 88” ci si vuole ricollegare, ed anche i sistemi GPS, per la verità, se conoscono la data approssimata possono ricondurre il numero a dieci bits della settimana al corretto “insieme” di cui fa parte. Per fare ciò, vengono aggiunti 3 ulteriori bits, portando il totale ad una stringa di 13 caratteri. Purtroppo, mentre Cygnus opera con questa stringa estesa a 13 cifre, il sistema giapponese PROX sulla stazione spaziale usa il formato “corto” a 10 bits, e quando il cargo ha ricevuto dati sulla posizione del suo bersaglio risalenti a quelli che sembravano quasi 20 anni prima, li ha respinti, provocando l’abort dell’avvicinamento.
Come detto, il problema, che non si poteva rilevare nelle simulazioni a terra, è stato facilmente identificato e risolto. Tuttavia, è stato necessario resettare i sistemi della navetta per acquisire la nuova riga di codice, e questo è dovuto avvenire a distanza di sicurezza dalla ISS; inoltre i tecnici hanno voluto eseguire dei tests per assicurarsi che quella che a tutta prima pareva essere una modifica assolutamente di poco conto non avesse altri effetti indesiderati ed imprevedibili sul comportamento della capsula cargo.
Tutto è andato per il meglio, ed ora i vertici NASA stanno valutando insieme ad Orbital le migliori opzioni per il nuovo tentativo di attracco, con una finestra che si aprirebbe già nella mattinata di domenica 29 settembre. La decisione dovrebbe arrivare a breve.

Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.