Dream Chaser completa la serie di test su pista

Il Dream Chaser prima dei Drop Test. Credit: NASA/Ken Ulbrich.
Il Dream Chaser prima dei Drop Test. Credit: NASA/Ken Ulbrich.

Il Dream Chaser, velivolo riutilizzabile manned di prossima generazione della Sierra Nevada Corporation, ha completato la serie di test ai sistemi di atterraggio sulla storica pista del Dryden Flight Research Center.

I tecnici hanno effettuato una serie di corse sulla pista di atteraggio alla velocità di circa 96 km/h.

Nell’arco di due mesi i test sul Dream Chaser sono stati effettuati e velocità sempre maggiori (16; 32; 64 ed infine 96 km/h circa) trainando il mezzo con un pick-up per testare non solo il comportamento dei carrelli e del sistema di frenaggio, ma anche la compatibilità con i sistemi di traino e l’integrità di tutto il sistema durante le fasi di rollout.

Particolarità di questa astronave è il pattino anteriore al posto del più comune ruotino.

Cherril McPhilips, incaricato NASA alla collaborazione con Sierra Nevada Corporation nell’ambito del programma CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability) ha dichiarato: “Il Team del Dream Chaser ha effettuato dei test esaurienti con l’astronave per l’integrazione con la pista, le rampe e gli hangar dello storico sito della California (il Dryden Flighr Research Center, ndr) in preparazione dei prossimi voli programmati.”

Gli accordi tra NASA e le società coinvolte nello sviluppo di nuovi mezzi per trasportare astronauti nello spazio con astronavi lanciate dal suolo americano, prevedono non solo l’utilizzo della pista e delle strutture del Dryden Flight Research Center, ma anche il supporto di personale altamente qualificato. David McBride, direttore della struttura incaricato NASA dice: “Siamo felici di poter contribuire allo sviluppo  ed alla ricerca su questo progetto. Dryden ha una ricca storia di test sin dai primi concept di Lifting Body, passando per lo Space Shuttle, ed ora con questa nuova generazione di astronavi con equipaggio.”

Sono tante le prove che dovrà superare il Dream Chaser: computer ed i software di volo, gli attuatori delle superfici aerodinamiche, le dinamiche del carrello, la possibilità di un controllo remoto, le fasi di controllo missione. E questo giusto per citarne alcune.

McPhillip inoltre dichiara: “Spero di vedere questa meraviglia atterrare sulla pista che fu dello Shuttle per questo inverno, Sierra Nevada Corporation e gli altri partners stanno lavorando diligentemente per rendere capace questo Paese di far volare in sicurezza i propri equipaggi da e per il suolo degli Stati Uniti D’America.”

 

 

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Raffaele Di Palma

Raffaele collabora con AstronautiNEWS dal giugno 2013.

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