Nuovi test ai paracadute di Orion


Lo scorso 1 maggio è stata eseguita una nuova prova del funzionamento dei paracadute della capsula Orion.

Il test che doveva simulare due diversi problemi ai paracadute è stato condotto a Yuma, sopra il deserto dell’Arizona: la capsula Orion è stata rilasciata da un C-17 alla velocità di circa 400 km/h ad un’altezza di 7.5 km. Si tratta della velocità più alta simulata fino ad ora con questa capsula.

La capsula di prova nella stiva del C-17.

L’inizio del test.

Per quanto riguarda le problematiche simulate, gli ingegneri hanno fatto in modo che uno dei due paracadute di guida non si aprisse e hanno simulato un problema nella prima fase di dispiegamento di uno dei tre paracadute principali.
I paracadute di guida vengono utilizzati per rallentare e riorientare nell’assetto corretto la capsula prima dell’apertura dei tre paracadute primari che si dispiegano in tre fasi per rallentare più gradualmente la capsula mentre prosegue nella discesa e permettendo all’equipaggio di ammarare serenamente nell’Oceano Pacifico.

Quello del 1 maggio è stato uno degli scenari più difficili simulati fino ad ora, i test eseguiti forniranno dati molto importanti per procedere con le certificazioni del sistema dei paracadute. Le simulazioni diventano via via più complicate e ogni sistema della capsula deve dimostrare un certa affidabilità e un certo grado di tolleranza.
I test servono per intervenire dove possibile nella modifica dei componenti in esame inoltre sono utili per prendere confidenza e bilanciare i rischi a cui potrebbe andare incontro l’equipaggio.

Il sistema di paracadute di Orion è il più grande mai costruito per un veicolo spaziale adibito al trasporto di equipaggio. I tre paracadute primari potrebbero coprire un intero campo da calcio.

Il paracadute primario centrale ha saltato una fase del dispiegamento.

La fase finale della simulazione.

Le simulazioni permettono di verificare che i paracadute risultino affidabili e funzionino adeguatamente anche quando qualche cosa va storto, inoltre forniscono dati per migliorare i modelli usati per la progettazione dei sistemi della capsula e del veicolo stesso.
A partire dai dati raccolti nelle simulazioni precedenti sono già stati apportati dei cambiamenti e delle modifiche a tutto il sottosistema dei paracadute di Orion. Inoltre altri progetti che utilizzano sistemi similari possono beneficiare dei risultati di queste simulazioni. E’ da mettere in conto anche che il processo di dispiegamento dei paracadute è intrinsecamente un po’ caotico e non facile da prevedere, per questo è importante avere buoni modelli e molti dati.

Il prossimo test dei paracadute di Orion è previsto per luglio, quando la capsula verrà rilasciata da un’altezza di 10 km, la più alta fino ad ora.
Il primo vero e proprio test operativo dei paracadute avverrà però nel 2014 durante l’Exploration Flight Test-1.

Fonte: NASA.

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Filippo Magni

Appassionato di spazio, studente di ingegneria aerospaziale presso il Politecnico di Milano. Collabora all'amministrazione del forum come "Operations Officer". Scrive su AstronautiNEWS da maggio 2009.

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