La NASA valuta l’ipotesi Bigelow per l’ISS

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
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Secondo quanto riportato dall'articolo di Pete Harding di NASASpaceflight.com, i responsabili del programma dell'International Space Station della NASA, hanno tenuto una “due giorni” presso il Johnson Space Center per discutere la prospettiva di aggiungere un modulo gonfiabile della Bigelow Aerospace all'ISS. Il Technical Interchange Meeting è avvenuto Mercoledì 12 e Giovedì 13 Gennaio.

Il modulo gonfiabile destinato all'ISS sarebbe essenzialmente un modulo logistico, con una capacità volumetrica limitata, e con delle finalità molto simili a quelle del modulo logistico giapponese JPM (Japanese Pressurised Module) allegato al grande laboratorio nipponico agganciato all'International Space Station. Il modulo gonfiabile dovrebbe avere un tempo di vita orbitale certificato di due anni.

I managers statunitensi prevedono che questo nuovo modulo logistico debba scaturire da una collaborazione fra l'ente spaziale americano e la società privata Bigelow Aerospace dietro finanziamento del quartier generale della NASA e con il management diretto dall'ISS National Laboratory Program. Sempre la NASA dovrebbe fornire il resto dell'equipaggiamento (GFE – Government Furnished Equipent) che comprende il Passive Common Berthing Mechanism (PCBM), il Flight Releasable Grapple Fixture (FRGF), i detectors per il fumo, i fan, e le luci di emergenza.
Dal canto suo la Bigelow dovrebbe fornire la struttura gonfiabile con la sua struttura interna del modulo e dovrebbe svolgere tutte le necessarie analisi per il volo.

E' forse il caso di ricordare che il modulo gonfiabile di Bigelow è dotato di una struttura interna rigida nella quale viene posizionato l'equipaggiamento, e dove il tessuto gonfiabile viene collocato per il lancio. Dopo  il lancio, il modulo viene gonfiato diventando sostanzialmente un guscio esterno in tessuto pressurizzato.

Nonostante il fatto che il loro guscio esterno sia relativamente morbido, i moduli gonfiabili della Bigelow sono molto più resistenti alle collisioni con i Micro Meteroid Orbital Debris (MMOD) dei moduli con gusci metallici che attualmente compongono la Stazione Spaziale. Ciò è anche dovuto al fatto che la tecnologia Bigelow impiega dei multipli strati di Vectran, un materiale che ha il doppio della resistenza del Kevlar. Nei tests svolti al suolo, i MMOD che penetrano le  chiglie dei moduli dell'ISS, si fermano solamente alla metà dello spessore delle pareti di un modulo gonfiabile.

Al NASA's Exploration Enterprise Workshop tenutosi nel Maggio del 2010 a Galveston, Texas, è stato proposto l'invio sull'ISS di un modulo gonfiabile. Esso raggiungerebbe la Stazione Spaziale Internazionale dopo il 2013 con un Expendable Launch Vehicle ed effettuerebbe il rendezvous con l'ISS tramite un Advanced Rendezvous & Docking Vehicle (ARDV) attualmente non ancora finanziato.
Vista la necessità di tre portelli Common Berthing Mechanism (CBM) dell'ISS per i veicoli di rifornimento, o cargo resupply Visiting Vehicles (Vvs), e di almeno due boccaporti International Docking System Standard (IDSS) per i Visiting Vehicles legati alla rotazione degli equipaggi, è molto probabile che il modulo gonfiabile della Bigelow debba essere agganciato ad un Nodo 4 per il momento anch'esso non ancora finanziato.

Questo Nodo 4, altrimenti noto come Docking Hub System (DHS), verrebbe probabilmente lanciato sempre dopo il 2013 e sempre con un ELV. Anch'esso raggiungerebbe l'ISS con un ARDV. Il Nodo 4 verrebbe unito al CBM anteriore del Nodo 2. Il modulo gonfiabile proposto al Workshop di Galveston implicherebbe anche l'esistenza di un Nodo 4 con due boccaporti IDSS e quattro CBM.
Nella proposta, il modulo gonfiabile verrebbe agganciato indifferentemente al boccaporto lato Terra o a quello rivolto verso lo spazio del Nodo 4. Al momento quindi, non è ancora stata decisa la posizione finale del modulo della Bigelow.

Le ricerche sulle tecnologie gonfiabili sono incluse nel programma Flagship Technology Demonstration (FTD) della NASA, ed il loro finanziamento è stato inserito nella proposta di budget  dell'ente spaziale americano del 22 Febbraio 2010.

La Bigelow Aerospace è stata fondata nel 1998 da Robert Bigelow ed è un'azienda leader nel campo dei moduli spaziali gonfiabili.
Dopo la cancellazione del progetto del modulo gonfiabile per l'ISS TransHab, nel 1999 per problemi di budget e di programmazione, la società privata americana ha rilevato dalla NASA le tecnologie legate allo sviluppo di questa tipologia di moduli tramite degli Space Act Agreements.
Nel corso dei seguenti 10 anni, la Bigelow ha investito pesantemente nella ricerca sulle tecnologie gonfiabili, con un occhio di riguardo al mercato privato con l'intento di sviluppare degli hotel orbitali.
Ad oggi la Bigelow Aerospace ha lanciato con successo due piccoli moduli gonfiabili dimostrativi non abitati: Genesis I, il 12 Luglio 2006 e Genesis II, il 28 Giugno 2007.

Va da sé che sia la NASA che la Bigelow Aerospace avrebbero molto da guadagnare nel collocare un modulo gonfiabile sull'ISS. Infatti, per la NASA i moduli gonfiabili potrebbero avere un ruolo chiave nei veicoli spaziali interplanetari e nelle basi in superficie del futuro. Inoltre essa potrebbe sfruttare il modulo gonfiabile oltre come stiva aggiuntiva anche come supporto per strumentazione di vario genere.

Dal canto suo Bigelow potrebbe guadagnare esperienza con la gestione dei propri moduli gonfiabili in un ambiente abitato, e questo giocherebbe ulteriormente a suo favore nella prospettiva di ospitare i soggetti privati nelle proprie strutture gonfiabili orbitali.

Nell'immagine (C) di Bigelow Aerospace, Genesis I in orbita.

Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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