Nuova tappa significativa nello sviluppo di IXV

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
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Il progetto ESA per l’Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) è stato presentato dettagliatamente a Saint Cloud, in Francia, dalla Dassault Aviation nel corso di uno specifico Workshop.

Thales Alenia Space ei suoi principali partner industriali hanno mostrato un progetto dettagliato sullo stato attuale dell’hardware di sviluppo del programma; contestualmente si sono discusse le prospettive a breve e lungo termine che tale veicolo sperimentale può sviluppare.

La Critical Design Review inizierà negli ultimi mesi del 2010. L’avvio della produzione è programmato nel 2011, il processo di verifica e di qualificazione nel 2012; l’assemblaggio finale e l’integrazione è prevista nel 2013.

Il “Director of Launchers” ESA Antonio Fabrizi ha dichiarato di essere sempre piacevolmente colpito dall’entusiasmo posto delle industrie e dagli enti di ricerca quando si tratta di rendere realizzabile un nuovo ed impegnativo progetto.

IXV nasce nel contesto del Future Launchers Preparatory Programme (FLPP) dell’ESA, ed è la naturale evoluzione del progetto Atmospheric Reentry Demonstrator che aveva compiuto il suo volo nel 1998.

Gli obiettivi del progetto Intermediate eXperimental Vehicle sono la progettazione, lo sviluppo, la produzione e successivo volo di un sistema di rientro a terra dall’orbita terrestre autonomamente condotto dall’Agenzia Spaziale Europea; tale sistema deve poter soddisfare le richieste di rientro controllato, altamente flessibile e manovrabile.
Tra le criticità, particolare attenzione è stata rivolta a:
1) strumentazione dedicata per l’aerodinamica e aero-termodinamica;
2) protezione termica e ricerca di soluzioni al riscaldamento delle
strutture;
3) guida, navigazione e controllo del volo attraverso una
combinazione di propulsori e flap aerodinamici;

Il sistema  è previsto essere posto in orbita bassa da un lanciatore Vega nel 2013 nel contesto del VERTA (Vega Research and Technology Accompaniment). Dopo un volo orbitale il sistema rientrerà nell’atmosfera terrestre; l’attrito lo frenerà ad una velocità di 7.5 km/s; durante l’attraversamento dell’atmosfera saranno condotte delle manovre utili nello studio del comportamento delle strutture. La fase finale sarà rallentata da un paracadute e IXV si poserà nell’Oceano Pacifico; la durata complessiva della missione sarà di due ore.

Giorgio Tumino, IXV Project Manager, ha dichiarato: “Il programma IXV serve anche per creare una robusta comunità industriale europea, motivata e impegnata per il successo della missione. Questo progetto ha lo scopo di consolidare il know-how europeo nello studio del rientro atmosferico allo scopo di ridurre sia i costi che i rischi.”

Ricordiamo che IXV usa un corpo portante senza ali, con due flap che si possono muovere per controllare il volo di rientro a Terra.
Il rientro aviene mantenendo il muso alto, esattamente come per lo Space Shuttle, mentre la fase di finale è compiuta con paracadute espulso dalla parte alta del veicolo. Il veicolo è supportato in orbita da un modulo di manovra di sostegno simile al Resource Module progettato per Hermes.

Fonte ESA

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