Lanciato il vettore H-IIA con la sonda Akatsuki e altri dimostratori tecnologici

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

L’Agenzia spaziale giapponese JAXA ha lanciato con successo, alle ore 21:58 GTM, il vettore H-IIA dal poligono di Tanegashima.

Il carico è formato dalla sonda Akatsuki, dalla vela solare Ikaros e da quattro minisatelliti tecnologici.

La sonda Akatsuki (in giapponese Alba), anche conosciuta come Planet-C o Venus Climate Orbiter, si è correttamente separata dal vettore 27 minuti e 29 secondi dopo il decollo.

Diretta verso Venere, si porrà in orbita nel mese di Dicembre prossimo venturo, e per mezzo di sei strumenti di rilevazione scientifica compierà importanti studi sulla metereologia della “Stella del Mattino”. Le attività di Akatsuki saranno effettuate in stretta collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea per mezzo di Venus Express.
Il raggio orbitale varierà tra 300 e 80 mila km con una inclinazione di 172°.
Le attività scientifiche sono ambiziose, si vuole studiare la dinamica dei forti venti che muovono i caratteristici sistemi nuvolosi e confermare la presenda di scariche elettriche simili ai nostri fulmini; per mezzo di due apparecchiature a infrarossi si vuole indagare la presenza di vulcani attivi.
Una speciale videocamera riprenderà il lato oscuro del pianeta, infine un radiometro catalogherà la temperatura e la densità di vapore dell’atmosfera.

Ikaros, acronimo di “Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation of the Sun”, delle dimensioni di 14×14 metri e del costo di 16 milioni di Dollari, sottile come un capello umano, e sfrutta, per funzionare la pressione delle particelle del vento solare; è anche rivestita da sottilissimi pannelli solari per generare energia elettrica.

Lo scopo di tale dispositivo è puramente tecnologico, si vuole dimostrare sul campo la fattibilità di tale sistema propulsivo per muoversi in un’orbita eliocentrica.

Gli altri quattro minisatelliti sono dimostratori tecnologici sviluppati da Università giapponesi; per cronaca ecco i loro nomi: WASEDA-SAT2, KSAT, UNITEC-1, NEGAI.

Fonte: JAXA