USV "Polluce" pronto al volo

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Polluce, il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota del Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali) è di nuovo pronto al volo.

Lo ha annunciato il presidente del Centro, Enrico Saggese, nel corso dell’evento organizzato dal Cira per illustrare alla comunità scientifica e alla stampa i dettagli e gli obiettivi della prossima missione, in programma a febbraio dalla base di lancio dell’aeroporto di Arbatax–Tortolì in Sardegna. Il giorno preciso del lancio con pallone stratosferico dipenderà, come sempre, dalle condizioni atmosferiche e dai limiti operativi imposti da Enac e Enav per la salvaguardia del traffico aereo.

Tra gli ospiti della manifestazione: Giuseppe Morsillo, capo dell’Ufficio politiche strategiche del direttore generale dell’agenzia spaziale europea, che ha parlato dei programmi Esa riguardanti lo sviluppo di lanciatori e sistemi di rientro per l’esplorazione spaziale ed ha candidato il Cira ad ospitare un prossimo workshop proprio sul programma di esplorazione che Esa ed Unione europea stanno mettendo a punto; e il senatore Sergio Vetrella, che ha sottolineato l’importanza strategica per il Sistema Italia del programma USV (Unmanned Space Vehcicle), programma concepito e in parte sviluppato proprio negli anni della sua presidenza al Cira.

Il Program Manager di USV, Gennaro Russo, ha illustrato obiettivi, tecnologie ed esperimenti di volo dell’intero programma che mira a investigare il campo dell’ipersonica, sia per il rientro atmosferico che per il volo transatmosferico. Mentre, in collegamento diretto con il team USV da Arbatax guidato da Pier Paolo De Matteis, sono state descritte fasi ed obiettivi della prossima missione che vedrà come protagonista il velivolo “Polluce”, progettato dal Cira e realizzato con il contributo di importanti industrie nazionali del settore come il gemello 'Castore'.

Pur essendo molto simile a "Castore", il velivolo che a febbraio 2007 ha compiuto con successo la sua missione raggiungendo l’80% degli obiettivi prefissati, “Polluce” è in realtà molto più sofisticato.

L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come l'elaborazione dei dati raccolti hanno consentito, infatti, di realizzare un velivolo tecnologicamente più avanzato e di progettare una missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da raggiungere, che delle manovre da effettuare durante il volo.

Il prossimo lancio sarà caratterizzato da una quota di sgancio del velivolo dal pallone stratosferico di 24 km contro i 20 km del primo; oltre ad una manovra di richiamata più lunga, il velivolo compirà anche una manovra di “alfa-sweep”, tale, cioè, da variare l’angolo d’attacco mantenendo costante la velocità, e due virate con manovra di “bank”; la velocità massima raggiunta sarà di Mach 1,2 (circa 1500 km/h) contro i Mach 1,07 del primo volo. Terminata la fase sperimentale, le manovre porteranno al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima a Mach 0,2 (circa 250 km/h), che consentirà l'utilizzo di un paracadute convenzionale prima della fase di ammaraggio. La durata di questo secondo volo sperimentale sarà di circa 140 secondi contro i 47 del primo.

Il velivolo, la cui funzione è quella di laboratorio volante servirà ad estendere le conoscenze già acquisite nei settori di aerodinamica e strutture e a testare l’affidabilità delle tecnologie e delle leggi di controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica ed in parte autonoma. Nelle ultime fasi di preparazione al volo, sarà completata l’istallazione a bordo di due esperimenti passeggeri: uno proposto da una PMI campana, Strago Ricerche, basato sull’uso di tecnologia Mems (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo fino all’ammaraggio; l’altro, un esperimento didattico di fisica dell’atmosfera denominato IRIS, finalizzato alla rilevazione dell’opacità dell’atmosfera collegata alla presenza di aerosol ed ideato da alcune scuole medie superiori della Puglia.

Anche in futuro (un terzo volo è già previsto tra circa un anno per raggiungere Mach 1,8), Polluce sarà a disposizione di quanti, tra aziende, enti di ricerca, università, rispondendo all’Announcement of Opportunity lanciato da Cira a livello mondiale, vorranno sfruttare i voli dell’USV per condurre esperimenti, sia sulla base delle apparecchiature già esistenti a bordo, sia imbarcando proprie strumentazioni in uno spazio appositamente progettato.

La realizzazione della prossima missione vedrà ancora una volta il coinvolgimento di enti e istituzioni come l’ASI (Agenzia spaziale italiana), per il supporto alle operazioni di lancio; l’Aeronautica militare, per il controllo in sicurezza della missione; l’Esa per l’utilizzo del sistema satellitare Artemis; la Marina militare, per le operazioni di recupero del velivolo dopo l’ammaraggio; l’Enav per l’autorizzazione al volo e la gestione delle interferenze con il traffico aereo.

Obiettivo di questa missione e di quelle in programma è l'acquisizione di dati relativi al volo transonico e supersonico con la prospettiva di investigare, nel prossimo futuro, anche le complesse fasi del volo ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che consentiranno alle nostre imprese di sviluppare i futuri velivoli spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo di collegamento tra diversi continenti".

Fonte: Avionews-WAPA

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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