MRO osserva ghiaccio d’acqua su Marte

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

La sonda della NASA Mars Reconaissance Orbiter ha scoperto la presenza di acqua ghiacciata appena al di sotto della superficie, alle medie latitudini di Marte. I rilevi sono stati effettuati dall'orbita, dopo che dei meteoriti hanno scavato dei nuovi crateri sul Pianeta Rosso.

Gli scienziati ai comandi della strumentazione scientifica dell'orbiter hanno scoperto del ghiaccio luminoso, affiorare da cinque siti marziani, in cui sono comparsi dei nuovi crateri, profondi da mezzo metro a 2,5 metri, che non esistevano nelle immagini precedentemente acquisite nei medesimi siti. Queste chiazze chiare, si sono via via scurite nelle settimane seguenti la loro scoperta, quando il ghiaccio esposto all'atmosfera marziana ha incominciato a sublimare. Fortunatamente, uno dei nuovi crateri conteneva una chiazza chiara sufficientemente grande da essere riconosciuta da uno degli strumenti di MRO, come  ghiaccio d'acqua.
Questa scoperta dimostra che il ghiaccio d'acqua è presente al di sotto della superficie marziana, a metà strada fra il Polo Nord e l'equatore, a latitudini più basse rispetto alle zone in cui sarebbe lecito  attendersene presenza, in base al clima del Pianeta Rosso.

Shane Byrne dell' University of Arizona, ha spiegato che questo ghiaccio rappresenta una sorta di reliquia proveniente da un periodo forse anche di solo alcune migliaia di anni fa, in cui il clima era più umido. Byrne è un membro del team che controlla l'High Resolution Imaging Science Experiment, o HiRISE camera, che ha catturato queste nuove immagini. “Ora sappiamo che possiamo utilizzare i nuovi siti di impatto per ricercare il ghiaccio presente a modeste profondità.” Ha dichiarato Megan Kennedy, della Malin Space Science Systems di San Diego, membro del team di controllo della camera Context.
Nell'arco di una tipica settimana di lavoro, la Context camera  riprende oltre 200 immagini di Marte, che ricoprono in totale, un'area grande quanto la California. Il team di scienziati quindi esamina queste immagini ad una ad una, trovando, qualche volta, le macchie scure che sono prodotte dalla presenza di nuovi e piccoli crateri sul terreno ricoperto dalla polvere. Confrontando queste immagini con quelle precedentemente scattate nelle medesime zone è possibile capire se i crateri sono veramente nuovi. Il team ha trovato cosi, più di 100 nuovi siti di impatto, di cui la maggior parte situata più vicino all'equatore di quelli che hanno rivelato la presenza di ghiaccio.
Un immagine del 10 Agosto 2008, confrontata con un'omologa ripresa 67 giorni prima, aveva evidenziato una nuova craterizzazione. L'opportunità di studiare questi nuovi crateri, ha causato l'impiego della camera ad alta risoluzione dell'orbiter, che il 12 Settembre 2009 ha confermato l'esistenza di un gruppo di piccoli crateri. “Abbiamo notato qualcosa di strano” ha detto Byrne. “Abbiamo osservato del materiale chiaro nel fondo di questi crateri, con un colore molto evidente. Sembrava ghiaccio.” L'area coperta da questo materiale non era sufficientemente estesa da permettere l'analisi dello spettrometro di MRO. Del resto, un'immagine del 18 Settembre 2008 di un sito differente, ha mostrato un cratere che non esisteva otto mesi prima. Questo cratere, al contrario, aveva una grossa area di materiale chiaro. “Eravamo eccitati per questa scoperta, quindi abbiamo svolto una veloce osservazione,” ha illustrato Kim Seelos del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory di Laurel, Maryland, “Tutti abbiamo pensato si trattasse di ghiaccio d'acqua, ma era importante avere la conferma di ciò dal suo spettro.”
Il Mars Orbiter è stato progettato per facilitare il coordinamento ed i veloci responsi dai teams scientifici, rendendo possibile rilevare e comprendere le rapide mutazioni delle caratteristiche della superficie di Marte. Il giaccio affiorato a causa dei nuovi impatti, suggerisce l'idea che se il lander Viking 2 della NASA, atterrato nel 1976 nelle medie latitudini marziane, avesse scavato 10 centimetri più in profondità, avrebbe potuto trovare il ghiaccio.

I risultati di queste nuove scoperte verranno pubblicati nel numero del 25 Settembre di una nota rivista scientifica americana.
Il MRO è gestito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA per conto del Science Mission Directorate della NASA, sito in Washington. Lo spacecraft è stato costruito dalla Lockheed Martin di Denver ed è partito alla volta di Marte il 12 Agosto 2005, a bordo di un vettore Atlas V dallo Space Launch Complex 41 presso la Cape Canaveral Air Force Station, Florida

Le immagini sono © di JPL/NASA

1) Il liftoff.

2) Le immagini dello stesso cratere, scattate a qualche mese di distanza l'una dall'altra, mostrano la sublimazione del ghiaccio nell'atmosfera marziana.

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)