ISS Daily Report – Martedì 09 Giugno 2009

ISS Daily Report  Martedì 09 Giugno 2009

Un’altro giorno definito corto, dovuto all’orario di avvio di EVA-23 all’interno di PkhO del modulo SM.

Gennady e Mike a distanza di pochi giorni si ritrovano a verificare ed analizzare la timeline per l’EVA-23 di domani 10 Giugno. Secondo la tabella di marcia sono previsti circa 37 min. di attività da svolgere all’interno di PkhO depressurizzato, per la sostituzione del portellone opposto alla porta nadir con un modello adeguato all’aggancio del prossimo modulo Minilab MRM-2.

Per l’occasione, si sono preparati:
* una serie di attrezzi per la posa e/o rispristino delle guarnizioni e ritegni.
* le procedure per l’assicurazione della tenuta delle guarnizioni
* le procedure sul da farsi in caso di perdite di aria dalla nuova guarnitura.
* preparazione dei dosimetri “Pille-MKS” e kit medico.

Wakata da parte sua, continua la preparazione dei materiali all’interno dell’Airlock US, ispezionando svariato materiale e completando la “parte-1” che riguarda la configurazione degli attrezzi da lavoro per la Mission2J/A e l’immagazzinamento dei tools rientrati dopo EVA-22, e che ora non servono.

Dato che in giornata è stata eseguita la seconda parte di prove e movimentazione del braccio robotico SSRMS, nelle vicinze del campo visivo del modulo Destiny, Bob Thirsk ha chiuso per sicurezza le coperture degli oblò, disattivando per l’occasione l’esperimento AgCam.

Con la prima sessione di valutazione di ICV (Integrated Cardiovascular), più un’altra sessione dell’esperimento CCISS (Cardiovascular Control on Return from the ISS), Thrisk e DeWinne hanno ripassato i protocolli e si sono attivati con i materiali, nei rispettivi ruoli (Bob come soggetto e DeWinne come operatore). La prima sessione ICV comprende echo e monitoraggio ambulatoriale. L’obiettivo di ICV è quello di quantificare la portata (nel tempo) della atrofia cardiaca ed, individuare i suoi meccanismi. Quello di CCISS è invece di massimizzare le informazioni, sui cambiamenti cardiovascolari e cerebrovascolari (che in qualche modo possono compromettere la capacità degli astronauti nei rientri a Terra a seguito di una lunga permanenza nello spazio).

Braccio robotico:
sempre da remoto è stata eseguita la “parte-2” delle prove di funzionamento del braccio robotico SSRMS e del suo manipolatore SPDM Dextre, che è stato parcheggiato sul fissaggio del Nodo-2.

Situazione OGE (Oxygen Generator System):
Questo dispositivo presente in Destiny (US Lab) ha presentato un aumento del delta-pressione del gruppo pompa. Il limite per la funzione di blocco/spegnimento è di 25psi e i dati hanno un andamento esponenziale.
I tecnici stanno lavorando alle procedure che prevedono la pulizia del filtro (nel caso Endeavour non venga lanciato il 13 Giugno, a bordo infatti verranno sistemati i ricambi di pompa e filtro). Se lanciato in tempo in ogni caso il piano prevede la sola sostituzione del filtro, e riportare a Terra quello vecchio. La pompa non sembra essere implicata nel problema, pertanto se la sostituzione del filtro non andasse a buon fine, il guaio potrebbe essere nell’unità ORU  (Orbit Replaceable Unit) dell’acqua.
C’è comunque un ricambio per ORU a bordo ma la sostituzione di questa unità a molto più “intrusiva” rispetto alla pompa e filtro. Da Terra verrà data l’indicazione di spegnere OGE prima che vengano raggiunti i 25 psi. Nel frattempo il problema e passato anche per Mosca, con la quale si sta discutendo su come bilanciare le risorse.

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Marino Favorido

Marino ha collaborato con AstronautiNEWS fino al settembre 2011.