Bio-Test pre e post EVA

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Durante la EVA1, condotta dagli astronauti Steve Swanson e Richard Arnold, di settimana scorsa è stato testata per la prima volta una procedura che, in futuro, servirà a prevenire la contaminazione di altri pianeti.

Il test è stato condotto dalla collega Sandy Magnus che ha preso dei tamponi dai guanti dei due Spacewalkers prima e dopo le sei ore passate all'esterno della ISS.
Tali tamponi sono stati quindi analizzati usando il LOCAD-PTS (Lab-On-A-Chip Application Development Portable Test System) per la ricerca di microbi.
Per eseguire la procedura si impiegano meno di 10 secondi per la tamponatura dei guanti ed in 15 minuti il LOCAD è in grado di dare già i risultati dell'analisi.

La necessità di questo test è quella di stabilire degli standard di contaminazione biologica in previsioni delle atività esterne che i futuri esploratori compiranno sulla superficie della Luna e di Marte, senza contaminare con batteri terrestri l'ambiente ospite.
Un'altro aspetto potrebbe essere la scoperta di materiale biologico proprio del pianeta, che non era presente sui tamponi prima dell'uscita all'esterno.

Il progetto era già stato avviato nei mesi scorsi quando i responsabili del progetto Jake Maule e Karissa West, del Charles River Laboratories, avevano testato il modulo S6 mentre era ancora nel Space Station Processing Facility al KSC.

I loro risultati hanno mostrato l'assenza di batteri trovando però tracce di Glucani nei tessuti vicino ai corrimani sulla struttura, i Glucani sono polisaccaridi ed indicano la presenza di funghi.

Dal momento che per ora i tamponi non possono essere portati all'esterno della ISS, si è deciso di prelevare i campioni dai guanti degli astronauti, monitorando anche quali corrimani sono stati toccati durante le EVA.

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.