Modificati i guanti EMU

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Debuttera' con STS 126 l'ultima modifica adottata per impedire il danneggiamento dei guanti EMU, un fenomeno che ha cominciato a manifestarsi con STS 116 e che da allora tiene impegnati gli ingegneri NASA.

La nuova modifica apportata al TMG (Thermal and Micrometeoroid Garment, Copertura Termica e Micrometeroritica), che e' la diretta evoluzione del "sopra-guanto" (Overglove), prevede l'applicazione di una ulteriore toppa in "Turtleskin" ("pelle di tartaruga"), al fine di aumentare la resistenza ai tagli.
Essa e' stata inserita tra il palmo sagomato e la copertura RTV di pollice ed indice; inoltre, la stessa RTV e' stata migliorata per offrire una maggiore presa.
Lo strato "turtleskin" copre ora ogni singola area identificata come problematica sino ad oggi.

I nuovi guanti sono stati testati a fondo nella vasca di addestramento dagli astronauti Piper, Bowen e Kimbrough, con un totale equivalente di 34 EVA. Le analisi hanno riscontrato una minima esfogliazione alla base del pollice ed una usura regolare nelle altre zone.
Un'altra serie di test, condotta a White Sands, ha avuto lo scopo di simulare gli impatti meteorici sulle superfici dell'ISS al fine di valutare l'aumentata resistenza dei guanti. In questi esperimenti, si e' dimostrato che l'unico modo per tagliare il nuovo guanto e' usarlo in modo non conforme con le normali attivita' orbitali.
Ad esempio, un movimento molto veloce e vigoroso su un mancorrente danneggiato "ad hoc" e' stato in grado di tagliare lo strato di Vectran, ma non il "turtleskin", se non dopo 50 tentativi ripetuti.

Il crescente numero di eventi che hanno coinvolto i guanti durante le EVA a partire da STS 116 e' attribuito alla pioggia di micrometeoriti sull'ISS, che puo' rendere taglienti zone ritenute invece sicure, come, appunto,  i mancorrenti. In un caso (STS 117, terza EVA), e' stato necessario far rientrare l'astronauta a scopo precauzionale.
In seguito a cio', il rischio relativo per gli astronauti in EVA era stato classificato come "Infrequente/Catastrofico", ma con le ultime migliorie esso e' stato ufficialmente declassato a "Remoto/Catastrofico".

Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.