Uno studio per estendere la vita operativa dello shuttle fino al 2015

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Secondo quanto riportato da Shannon, responsabile del programma Shuttle, sarebbe iniziato questa settimana uno studio su larga scala per la valutazione dei costi e delle possibilità di estendere la vita operativa della navetta americana fino al 2015.
La ragione principale è ovviamente la necessità di un accesso allo spazio e in particolare alla ISS nel periodo 2010-15 attualmente "scoperto" da parte americana ed eventualmente coperto da parte Russa con voli Soyuz.
A causa degli ultimi ritardi nella Preliminary Design Review (PDR) di Orion e soprattutto l'inasprimento delle relazioni internazionali fra Russia e USA per le ragioni ormai conosciute da tutti negli ultimi giorni che avrebbero fatto perdere favore alla possibilità di effettuare un'ulteriore deroga al trattato di non proliferazione Iran/North Korea/Syria per l'acquisto di Soyuz nel periodo interessato.
L'ipotesi di estendere la vita della navetta americana, vista la complessità e l'estrema onerosità dell'eventualità, non è l'unica ipotesi in valutazione per evitare la deroga e fra queste ipotesi c'è quella di utilizzare il programma COTS anche per la parte manned dei rifornimenti alla ISS.
Per quanto riguarda la navetta gli interrogativi sono molti, dalla possibilità di far volare la flotta in piena sicurezza e con capacità limitata a soli voli taxi, gli ingenti finanziamenti necessari per poter continuare in parallelo lo sviluppo del programma Constellation e la possibilità di continuare le operazioni di manutenzione nelle OPF in piena sicurezza.
"Il problema" dichiara Shannon " è che lo shuttle non è stato progettato per fare da taxi per il solo equipaggio, per questi compiti sono necessari mezzi come la Soyuz".
Le restrizioni applicate allo studio impongono comunque che qualsiasi decisione non debba intaccare il programma Constellation e che per ora si tralasci l'aspetto economico dell'eventuale estensione con due navette e due voli all'anno.
Sarà valutata in particolare la criticità nelle fasi manutentive, in particolare le Orbiter Maintenance Down Period (OMDP), con la soluzione "ibrida" applicata ad Atlantis che prevede l'estensione per sole due missioni della vita operativa della navetta dopo STS-125 e che potrebbe essere applicata alle due navette prescelte per poterle far volare fino al 2015.
Il problema più grosso per l'ipotesi, che per ora è esclusivamente uno studio di valutazione o un "piano B", rimarrebbe comunque il budget necessario per una simile operazione, tutt'altro che irrisorio per i bilanci attuali NASA.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.