STS-119 primi dettagli missione

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Comincia a definirsi la prima missione del 2009, con la PCRB che è terminata nei giorni scorsi e che ha cominciato a definire i primi dettagli per la missione che completerà il sistema di approvigionamento energetico della ISS con l'ultimo set di array solari.
Nella riunione appena conclusa sono stati fissati i primi passi importanti per l'avvicinamento alla partenza, per ora prevista il 12 Febbraio.
Il rollover per Discovery è previsto prima delle feste Natalizie ma può essere rimandato fino al 5 Gennaio.
Definiti anche i tre SSME che equipaggeranno la navetta, saranno gli stessi tre che hanno volato nella scorsa missione, STS-124.
Nella missione è anche prevista l'installazione dell'esperimento sullo scudo termico chiamato "Boundary Layer Transition" e precedentemente previsto per STS-126, consistente in una speciale piastrella con uno scalino per simulare un sollevamento dell'isolamento fra le piastrelle.
Previste nelle prossime settimane la sostituzione e riparazione di una Power Distribution Unit su un flap, un attuatore russo, la rimozione di alcuni pannelli RCC sul bordo d'attacco e probabilmente una Power Drive Unit sul portello di connessione dell'ET.
Nell'ultima riunione è anche cambiato il peso massimo disponibile per il payload portato da una definizione dei piani di missione, in tutto un guadagno di 400kg.
Sono stati inoltre presi in considerazione i pesi massimi di atterraggio per ogni fase del volo, fra cui un RTLS (Return to Launch Site), un TAL (Trans-oceanic Abort Landing) e un AOA (Abort Once Around) oltre ovviamente al termine della missione nominale. I valori sono tutti nei limiti tranne per ora il caso di AOA per cui il peso è eccessivo.
Ci sono inoltre tre modifiche in corso di discussione alla navetta possibili per la missione. La prima è l'applicazione di un pannello aggiuntivo di lexan nella paratia intorno all'airlock nel middeck per proteggere la struttura primaria in caso di urti accidentali con oggetti a bordo. La seconda modifica riguarda una connessione delle APU per evitare i problemi avuti nella missione STS-123 con perdita di azoto e di pressione, mentre la terza riguarda un sistema per prevenire il distacco delle clip sui freni della deriva come avvenuto nella STS-124.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.