ESA: Annunciati i CubeSat per il volo inaugurale di Vega

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Dalle 22 proposte inviate da istituti didattici e universitari di tutta Europa sono stati scelti i 9 Cubesat (satelliti dalle dimensioni non maggiori di 10x10x10 cm e 1kg di peso) che voleranno come payload del primo lancio del nuovo vettore Italo-Europeo a fine 2008 o inizio 2009.
Il payload è stato scelto cercando di coprire e non sovrapporre diversi campi e metodi di ricerca studiati da 9 differenti università ai cui progetti lavorano decine di studenti.
I satelliti verranno montati su 3 P-POD, il meccanismo di rilascio controllato per 3 cubesat ciascuno, sopra l'upper stage AVUM.
I satelliti verranno posti su un'orbita molto inclinata e si pensa potranno operare per almeno un anno gestiti da singole stazioni di controllo nelle rispettive università.
La proposta iniziale di ESA prevedeva solo 6 satelliti da lanciare ma dato il grande successo che ha avuto l'iniziativa si è decisono di aggiungere ulteriori 3 "posti" per aumentare le possibilità di inserimento.
Insieme ai 9 selezionati sono stati scelti anche 2 riserve, le quali se non voleranno con il Vega si cercherà di inserirle presto in una successiva missione.

I 9 selezionati sono:
– SwissCube (École Polytechnique Fédérale de Lausanne, Svizzera): una missione per caratterizzare i bagliori dell'atmosfera terrestre;
– Xatcobeo (Università di Vigo e INTA, Spagna): una missione per dimostrare nuove tecnologie software di apertura per pannelli solari e antenne.
– UNICubeSAT (Università di Roma, Italia): un satellite per la misura della densità atmosferica utilizzando una Bilancia di Broglio;
– Robusta (Università di Montpellier 2, Francia): una missione per testare e valutare gli effetti delle radiazioni su elettroniche a transistor bipolari;
– AtmoCube (Università di Trieste, Italia): monitoraggio dell'ambiente spaziale con parametri quali i flussi di radiazioni, il campo magnetico e la densità atmosferica;
– e-st@r (Politecnico di Torino, Italia): dimostrazione di un sistema di controllo attivo di assetto su 3 assi con un sistema di misurazione inerziale;
– OUFTI-1 (Università di Liegi, Belgio): una missione per testare l'uso del protocollo di trasmissione radio digitale amatoriale D-STAR nello spazio;
– Goliat (Università di Bucarest, Romania): cattura di immagini della terra con una camera digitale e misurazione delle radiazioni e del flusso di micrometeoriti;
– PW-Sat (Università della Tecnologia di Varsavia, Polonia): una missione per testare un sistema espandibile per aumentare nella manniera desiderata la resistenza atmosferica per il rientro controllato dei satelliti.

I due backup sono invece:
– UWE-3 (Università di Wuerzburg, Germania): dimostrazione di un sistema di controllo d'assetto su tre assi utilizzando dei "magnetotorquer";
– HiNCube (Università di Narvik, Norvegia): ripresa di immagini della Terra utilizzando una camera digitale.

Le tappe di avvicinamento saranno le seguenti:
a -14 settimane dal lancio dovranno essere fornite le "casse" dei satelliti per le prove di integrazione con il dispenser;
a -12 settimane ci sarà la CubeSat Flight Acceptance Reviews;
a -10 settimane tutto l'hardware verrà spedito a Kourou per l'integrazione finale.

ESA offrirà per il lancio i P-POD, costruiti da CalPoly (USA), l'integrazione, un team di tecnici per aiutare i gruppi universitari nelle ultime fasi eventuali test aggiuntivi richiesti dal gestore del lancio e il viaggio per il supporto al lancio per tre studenti per ogni team.
 

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.