Swift rileva un enorme brillamento.

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il satellite Swift della NASA ha rilevato il più grande brillamento stellare mai registrato su una normale stella che non sia il nostro Sole.
Questo rilascio esplosivo di energia è stato catalogato il 25 aprile e se fosse stato possibile, sarebbe brillata nella notte rendendosi visibile ad occhio nudo.
Questa stella è EV Lacertæ, una nana rossa, quindi fra le più diffuse nell’Universo, è posta a 16 anni luce da noi, perciò molto vicina al Sistema Solare. La sua massa è circa un terzo del Sole e genera solo l’1 percento della luce solare.
Rachel Osten, membro del team di Hubble alla University of Maryland dice: “Una Stella così piccola e fredda che produce un mostro di questo tipo è una situazione eccezionale. Brillamenti così devastanti sono in grado di spazzar via l’atmosfera di qualsiasi pianeta con forme di vita, sterilizzandone completamente la superficie.”
Il brillamento è stato dapprima rilevato dallo strumento russo Konus montato sul satellite Wind della NASA. Meno di 2 minuti dopo il telescopio a raggi X di Swift lo rilevava a sua volta e comandava un rapido riorientamento del telescopio Ottico/UV. Terminato il puntamento, l’immagine che arrivava da EV Lacertæ era talmente luminosa da comandare lo spegnimento di sicurezza dello strumento. Ai raggi X la stella ha impiegato 8 ore a tornare normale.
Questa stellina può essere paragonata ad un bambino ribelle con frequenti scatti d’ira. È relativamente giovane con un’età stimata di alcune centinaia di milioni d’anni. Ruota su se stessa ad un’alta velocità, 4 giorni rispetto alle 4 settimane del nostro Sole, e questo provoca dei campi magnetici localizzati estremamente potenti, anche 100 volte superiori a quelli solari. L’energia accumulata in questi campi si sfoga con dei giganteschi brillamenti.
La costellazione della Lucertola è visibile in primavera per poche ore nell’emisfero boreale e se fosse stata visibile nel momento del brillamento probabilmente la stella EV sarebbe stata visibile per una o due ore ad occhio nudo.
L’incredibile luminosità di questo brillamento ha permesso a Swift di eseguire misurazioni dettagliate. “Questo ci permette di avere un’occasione d’oro per studiare i brillamenti stellari sulla base temporale del singolo secondo per seguirne l’evoluzione” ha detto Stephen Drake del centro NASA di Goddard.
Dato che EV Lacertæ è almeno 15 volte più giovane del Sole, ci permette di dare uno sguardo a come poteva essere la nostra Stella all’inizio della sua vita. Nel suo primo miliardo di anni potrebbe anche lui aver lanciato dei brillamenti potentissimi e di conseguenza potrebbe aver influenzato l’evoluzione terrestre.
Questi lampi energetici coprono quasi tutto lo spettro elettromagnetico, ma i plasma ad altissima temperatura producono picchi energetici che possono essere studiati dagli strumenti per le alte energie presenti su Swift. Inoltre l’ampio campo visivo e le capacità di puntamento molto veloce sono pensati per studiare le esplosioni di raggi gamma, ma diventano anche ideali per i brillamenti stellari. Tutti gli osservatori a raggi X hanno il problema del ristretto campo visivo per cui dovrebbero essere molto fortunati per cogliere un evento come questo.
Eric Feigelson della Penn State University ha detto: "Incredibile che un satellite pensato per rilevare la nascita esplosiva di buchi neri in lontane galassie possa essere utilizzato per studiare esplosioni in stelle nelle immediate vicinanze del Sole."

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Luigi Morielli

Luigi ha collaborato con AstronautiNEWS fino al luglio 2010. Da allora si e' trasferito in pianta stabile sul suo blog personale Astrogation - http://astrogation.blogspot.com - e cura la rubrica di Astronautica sulla rivista Coelum.