Scimmie verso Marte

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

L'agenzia spaziale Russa Roskosmos ha avviato un programma per la selezione di un gruppo di macachi destinati a svolgere una missione verso Marte con lo scopo principale di studiare gli effetti delle radiazioni per il periodo di percorrenza.
Non ci saranno atterraggi sul pianeta ne inserimenti in orbita ma la missione prevederà un semplice flyby con il pianeta rosso, in quanto l'interesse fondamentale è nel capire le dosi assorbite e gli effetti nel viaggio di andata e ritorno.
Per le selezioni e lo studio è stato incaricato il Sochi Institute of Medical Primatology con un glorioso passato agli albori dell'era spaziale.
La scelta dei macachi è portata dalle forte somiglianza biologica e dei sistemi vitali fra l'uomo e questa specie con sensibilità quasi identica alle radiazioni.
Per questo motivo sono già state scartate molte altre specie come cani o altri animali.
La prima fase prevede uno studio di 2 anni per selezionare un gruppo di 40 macachi utilizzabili per questa missione.
La selezione si svolgerà in contemporanea con il progetto Mars-500 in cui alcuni volontari simuleranno, all'interno di un mockup di possibile nave marziana, la possibile missione, dalla durata di 17 mesi, per raggiungere Marte e tornare sulla Terra.
Riguardo all'esperimento sui macachi si fornirà particolare attenzione alla dieta somministrata per valutarne gli effetti, dovendo fornire alla scimmia frutta e verdura per tutto il periodo.
Il viaggio per un essere umano non durerà probabilmente meno di 520 giorni con 250 giorni per andata e per ritorno e un mese circa di soggiorno sul Pianeta.
Si è già scatenato un acceso dibattito sulla reale necessità di inviare un essere vivente per sperimentare le condizioni di vita per tale viaggio con Andrei Zbarsky del WWF che ha dichiarato: "Gli uomini sacrificano oltre 100 milioni di animali l'anno per esperimenti sulla salute e per la bellezza, è tempo di trovare un'alternativa a questa prassi", "sono sicuro che gli scienziati ripeteranno la storia di Laika, oggi non è più un segreto che il cane morì per stress nervoso immediatamente dopo il lancio e il suo corpo morto orbitò per circa 2 settimane".
Boris Lapin, direttore dell'Istituto Sochi ha ammesso di aver ricevuto alcune obiezioni da colleghi Europei dubbiosi sull'utilizzo di animali a scopo scientifico.
Anaida Shaginyan, ricercatore dell'istituto: "Certamente mi spiace per l'animale, potrebbe morire, ma l'esperimento è necessario per proteggere la vita dei cosmonauti che un giorno dovranno compiere questo viaggio".
I macachi non saranno catturati allo stato brado ma proverranno da allevamenti e saranno quindi già nati in cattività. La Russia ha già inviato nello spazio 12 scimmie in passato, le prime due furono nel 1983, Abrek e Bion che orbitarono per 5 giorni.
Successivamente Verny e Gordy per 7 giorni, Dryoma e Yerosha per 2 settimane e altre 6 scimmie sempre per 2 settimane nel '89, '92 e '96.
Nel 1996 il programma fu interrotto per mancanza di fondi e gli studi proseguirono a terra in condizioni di gravità simulata.
La star dell'istituto è Krosh, ha volato nel '92 e alla veneranda età di 16 anni (circa 60 rapportati alla vita di un uomo) continua ad essere in ottima forma e a rivaleggiare con le altre femmine con cui vive.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.