Modificato il sistema di fuga dalla rampa dell’ARES I

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Sono state portate alcune importanti modifiche al sistema di fuga dalla rampa per il vettore Ares I, denominato a "montagne russe".
La gran parte delle modifiche sono state provocate dall'alto numero di G che il precedente design produceva sugli uomini a bordo.
Dopo una riunione fra gli ingegneri NASA, quelli della ditta appaltatrice RS&H e esperti in fattore umano e sopportazione dei G della Disney.
A differenza del precedente design ora la struttura principale rimarrà sul pad e non verrà più agganciata alla piattaforma mobile, ad esclusione di una piccola parte nella zona superiore.
Questo era necessario per poter irrobustire la struttura e per "arrotondare" il percorso che la cabina seguirà in caso di fuga.
Ora rimarrà sempre tutta la rotaia sul pad e si unirà con la parte superiore, agganciata alla torre mobile solo al raggiungimento di questa sul pad 39B.
Cambierà molto anche il panorama della rampa quando non sarà presente la torre di lancio, precedentemente doveva essere completamente sgombro ad esclusione delle tre torri parafulmine, mentre ora rimarrà anche il sistema di fuga.
Con il precedente disegno si sarebbero raggiunti i 5G durante la discesa mentre con l'attuale sistema solamente 2G.
La richiesta di revisione era venuta anche dall'ufficio astronauti ma si è pensato soprattutto ai lavoratori che dovranno potersene servire in caso di fuga e che non sono certamente addestrati come gli astronauti a sopportare alti valori di accelerazione.
Durante il meeting sono stati valutati tre sistemi, il "Path A" che è il vincitore, il "Path C" che consisteva nel progetto originale, ovvero in una caduta libera per tutta l'altezza della rampa e poi un tracciato quasi orizzontale di decelerazione, e il "Path B" che consisteva in un percorso di discesa a spirale lungo la rampa in cui gran parte della rotaia rimaneva ancorata alla torre.
La scelta è ricaduta sul Path A in quanto offriva il minor numero di G fra i tre e comunque il più veloce tempo di evacuazione fra quelli valutati.
Un altro vantaggio valutato è il fatto che questo sistema a differenza degli altri non avrebbe richiesto modifiche al VAB, mentre con gli altri sistemi o si modificava la porta del VAB o si riduceva il sistema di fuga.
Rimane ancora da studiare il bunker che riceverà i veicoli che saranno 2 o 3, ognuno in grado di trasportare dalle 6 alle 9 persone.
Per quanto riguarda la sistemazione delle persone sono state valutate diverse ipotesi di distribuzione dei sedili, oppure l'assenza di sedili con sistemi di ritegno sulle pareti laterali in modo da velocizzare la fuga e in modo da lasciare libero il pavimento in caso di personale ferito e non in grado di muoversi con lesioni gravi da lasciare sdraiato, e alla fine ha prevalso di gran lunga quest'ultima ipotesi, valutata da tutti come la più veloce e sicura.
Per quanto riguarda la forma del mezzo, si è valutato un mezzo chiuso, aperto e semi-aperto, si è subito scartata l'ipotesi di un mezzo completamente aperto e sono rimaste utilizzabili le versioni semi-aperte, o completamente chiuse, con queste ultime che richiedono un sistema di ventilazione aggiuntivo.
Si è poi passati ai sistemi più tecnici come il lancio delle navette, per cui si è deciso che sarà un sistema a molle e a gravità, con la possibilità che se le molle non funzionassero la gravità possa da sola far partire le navette che saranno ancorate con un cavo tagliabile e già inclinate per la partenza.
Il sistema di partenza sarà meccanico, azionabile con una leva da un solo uomo sulla parte frontale del mezzo e non dovrà essere azionabile accidentalmente durante l'imbarco.
Sarà richiesto un addestramento periodico per queste operazioni a tutto il personale USA che lavorerà sulla rampa.
I sistemi di ritenzione per il personale saranno dei semplici braccioli su cui appoggiarsi, ancorati alle pareti mentre per le persone sdraiate non serviranno ritegni.
Il percorso sarà più arrotondato di quello inizialmente previsto con una prima fase più lenta ma un periodo di decelerazione più corto.
La discesa durerà circa 20sec. e la rotaia porterà la navetta direttamente all'interno del bunker, il quale funzionerà anche da garage per quando i mezzi non saranno sul pad e al cui interno saranno anche protetti dal meteo.
La costruzione è ora più complessa di quella prevista e le prime installazioni avverranno già nei prossimi mesi, come il sistema di franata che sarà il primo ad essere costruito e tutta l'infrastruttora comincerà ad essere eretta nei primi mesi dell'anno prossimo appena dopo l'inizio della costruzione delle torri parafulmine.
 

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.