SpaceX rivela alcuni dettagli dell’ultimo lancio del Falcon 1

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Elon Musk, direttore di SpaceX ha fatto alcune dichiarazioni sulla missione che ha visto impegnata la sua azienda con il Falcon 1.
Ha innanzitutto confermato la collisione fra il primo stadio e l’ugello del secondo al momento della separazione. Un problema che dovrà essere risolto in vista delle prossime missioni, ha però confermato che non ci sono stati danni a seguito dello scontro proprio perchè per la costruzione dell’ugello era stato utilizzato niobio per le sue doti di flessibilità, e non carbon-carbon che sarebbe stato più rigido e fragile.
Commentando anche, che se ci fosse stata una "boffa" nell’ugello, a seguito dell’accensione la superficie sarebbe ritornata liscia a causa della pressione dei gas espulsi e della deformabilità del metallo.
L’anello che invece è stato perso dall’ugello del primo stadio durante le prime fasi del volo era un anello protettivo per le manovre a terra che era stato studiato apposta per essere perso durante le prime fasi di volo.
Musk ha poi sottolineato che la temperatura dell’ugello del secondo stadio, visualizzata dal colore rosso del metallo incandescente, era molto più bassa del previsto, evidenziando che gli strati termici protettivi sull’ugello erano più di quelli necessari.
Ha poi rivelato che non è stato possibile recuperare il primo stadio a causa di un malfunzionamente del GPS che non ne ha permesso la sua localizzazione, il localizzatore era già non funzionante prima del lancio e non essendo "critico" per la missione si è deciso di lanciare comunque sapendo della possibilità di non poter recuperare il primo stage.
Le procedure di recupero sono diverse da quelle dello Shuttle, la nave addetta sosta molto più lontano dal punto di recupero, per cui alcune ore dopo, quando la nave ha raggiunto il punto prestabilito non è riuscita a localizzare il primo stadio, per cui ad ora non si conosce neanche se i paracaduti si sono aperti regolarmente o no. Musk sottolinea però che il mezzo non è recuperabile quindi non inciderà economicamente sul bilancio questa perdita che serviva esclusivamente per un’analisi dei materiali a seguito del lancio.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.