Aggiornamenti dal sistema solare: marzo 2017

Mentre Cassini continua a regalarci sorprese e immagini fantastiche da Saturno anche dopo 13 anni dall’inizio della missione, è la Luna a prendere il centro del palcoscenico delle notizie del mese appena passato. Elon Musk annuncia che SpaceX manderà due turisti spaziali intorno alla luna nel 2018, mentre Jeff Bezos controbatte con Blue Origin che pare stia preparando un sistema di trasporto cargo verso il nostro satellite naturale. Anche nel nuovo corso della NASA con l’amministrazione Trump pare ci sia un rinnovato interesse per la Luna: si sta valutando la fattibilità di effettuare la prima missione intorno alla Luna di Orion, posticipandola al 2019, con la presenza di un equipaggio. Sempre riguardo alle missioni future, ritardo annunciato per la prima missione commerciale marziana, che vedrà come protagonista sempre SpaceX, che ha rimandato al 2020 la missione Red Dragon.

Tra le missioni correnti e quelle passate, invece, da segnalare la recente scoperta di ben sette pianeti di tipo terrestre orbitanti intorno alla stella TRAPPIST-1 da parte dell’osservatorio spaziale Spitzer, mentre la NASA è riuscita a utilizzare dei radar da terra per localizzare con precisione la sonda Chandrayaan, in orbita intorno alla Luna, non più attiva dal 2009 e di cui non si conosceva l’orbita esatta.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

L’unica missione governativa attualmente programmata per il 2017 è la cinese Chang’e 5, che raccoglierà dei campioni di roccia lunare per riportarli a Terra. Il lancio dovrebbe avvenire a novembre e le operazioni di preparazione pare stiano procedendo secondo i piani.

Nel campo privato, siamo tutti curiosi di vedere come andrà a concludersi il Google Lunar X-Prize. Solo 5 team sono rimasti ufficialmente in gara per atterrare sulla Luna entro il 31 dicembre: Moon Express, SpaceIL, Synergy Moon (con il suo rover Tesla Surveyor, Team Indus (lander HHK-1 e rover ECA) e Hakuto (rover Moonraker che condividerà il passaggio con Team Indus).

Sulla Luna

In attesa dell’arrivo di Chang’e 5, delle compagnie private del Google Lunar X-Prize e di tutte le missioni annunciate nell’ultimo periodo, proseguono senza particolari aggiornamenti le due missioni lunari della NASA: Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e le due sonde ARTEMIS, che da diversi anni studiano silenziosamente il campo magnetico nei pressi del nostro satellite.

Sulla superficie, non si sa molto riguardo allo stato del rover cinese Yutu e del lander Chang’e 3, che lo scorso dicembre risultava ancora attivo dopo oltre tre anni di operazioni. Tornando in orbita, invece, non si hanno notizie di Chang’e 5-T1, missione preparatoria a quella di quest’anno.

Nei dintorni dell’orbita della Terra

OSIRIS-REx è diretta verso l’asteroide Bennu per riportarne a Terra un campione. Adesso mancano 194 giorni al flyby con assist gravitazionale della Terra, mentre la sonda raggiungerà Bennu nel 2018.

Quattro sonde della NASA condividono l’orbita eliocentrica con il nostro pianeta. Le due sonde della missione STEREO (Stereo A e Stereo B, anche se i contatti con quest’ultima si sono persi da diverso tempo) continuano a studiare il sole.

La sonda caccia-esopianeti, Kepler, durante la sua missione estesa K2 ha raggiunto il conteggio di ben 520 pianeti extra-solari candidati e 147 confermati. Durante la missione principale Kepler ha invece contribuito con 4696 nuovi esopianeti candidati e 2331 confermati, di cui 21 nella zona abitabile del sistema e di dimensioni comparabili a quelle della Terra. Nell’ultimo periodo il satellite ha anche compiuto osservazioni del sistema di TRAPPIST-1, recentemente salito alla ribalta per la scoperta di ben 7 pianeti orbitanti di tipo terrestre.

Quest’ultima scoperta si deve proprio alla quarta sonda NASA che condivide l’orbita della Terra, il telescopio spaziale Spitzer. La sonda ha terminato la propria missione principale di osservazione del cosmo all’infrarosso nel 2009, quando ha terminato le riserve di elio liquido che permettevano di raffreddare gli strumenti a temperature criogeniche. La missione corrente, denominata “warm mission” procede con le parti dei vari strumenti che hanno la possibilità di funzionare anche senza il raffreddamento.

Presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole ci sono invece numerose sonde, tra cui le missioni di osservazione solare WIND (NASA), ACE (NASA) e SoHO (NASA/ESA), la missione di studio del clima terrestre DSCOVR (NASA/NOAA) e il dimostratore tecnologico LISA Pathfinder (ESA). Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole, intorno al punto lagrangiano L2, c’è invece la sonda Gaia (ESA), che si occupa di mappare la nostra galassia e quelle limitrofe.

Hayabusa 2, dell’agenzia spaziale giapponese (JAXA), è in viaggio verso l’asteroide Ryugu per riportarne a terra un campione. L’arrivo su Ryugu è previsto per il luglio del 2018, mentre il campione dovrebbe tornare a Terra nel dicembre del 2020.

Come per altre missioni cinesi la cui fase principale è terminata da tempo, non si hanno notizie di Chang’e 2, che dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, è attualmente in orbita eliocentrica.

Nel sistema solare interno

La sonda giapponese Akatsuki continua le sue osservazioni in orbita intorno a Venere. Giunta circa a metà della sua missione di due anni, l’agenzia spaziale giapponese JAXA ha reso noto che nei giorni scorsi due delle cinque fotocamere di bordo sono state temporaneamente disattivate. Le due camere ad infrarossi erano in avaria dallo scorso dicembre e i tecnici giapponesi hanno deciso di disattivarle per non compromettere ulteriormente la sonda e poter pensare con calma ad un recupero. È probabile che le due fotocamere abbiano risentito più del previsto della notevole dose di radiazione ricevuta durante un passaggio troppo ravvicinato del sole, a causa della mancata prima inserzione orbitale del 2010.

Esplorando Marte

La sonda Trace Gas Orbiter, della missione ESA/Roscosmos Exomars 2016, ha compiuto nei giorni scorsi alcune calibrazioni degli strumenti scientifici in preparazione della missione scientifica vera e propria che comincerà il prossimo anno. Tra pochi giorni, il 15 marzo, partirà la lunga campagna di aerobraking, durante la quale TGO utilizzerà l’attrito dell’atmosfera marziana per circolarizzare la propria orbita ad una quota di circa 400 km.

Oltre a TGO ci sono altri cinque emissari robotici in orbita intorno al pianeta rosso: Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Mars Express (ESA), Mars Odyssey (NASA), MAVEN (NASA) e Mars Orbiter Mission (ISRO). L’ultima arrivata delle sonde americane, MAVEN, ha dovuto recentemente compiere una manovra imprevista per evitare una possibile collisione con una delle due lune di Marte, Phobos.

Sulla superficie di Marte siamo arrivati al sol 1634 per Curiosity/Mars Science Laboratory (MSL). In questi giorni il rover sta continuando il cammino verso sud studiando di tanto in tanto alcune formazioni rocciose interessanti. Una buona notizia è arrivata dalla copertura anti polvere della fotocamera MAHLI, che ha ripreso a funzionare correttamente dopo alcuni problemi.

È invece il sol numero 4577 per l’altro rover marziano della NASA, Opportunity. Il Mars Exploration Rover (MER) superstite continua a dirigersi verso sud sul bordo del cratere Endeavour e sta per raggiungere il suo prossimo obiettivo scientifico, un piccolo canale probabilmente scavato dall’acqua nel lontano passato.

Sulla fascia degli asteroidi

La sonda americana Dawn è sempre in orbita intorno al pianeta nano Cerere. La sonda si sta trasferendo su una nuova orbita, la XMO4, dalla quale sarà in grado di compiere interessanti osservazioni durante la fase di opposizione. Nel frattempo i dati provenienti dalla sonda hanno permesso di identificare l’età della macchia chiara all’interno del cratere Occator.

La macchia chiara all’interno del cratere Occatore. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI

Sui giganti gassosi

La sonda della NASA Juno si sta preparando al suo quinto flyby di Giove (PJ5) nella sua orbita fortemente ellittica, che avverrà il prossimo 27 marzo. Il mese scorso i responsabili della missione della NASA hanno deciso di lasciare la sonda per tutta la missione sull’orbita corrente di circa 53 giorni. Secondo il team scientifico, Juno riuscirà a raggiungere pienamente gli obiettivi anche senza raggiungere l’orbita prevista inizialmente di 14 giorni. Un problema ai motori di manovra aveva fatto propendere per la cautela e la manovra era stata rimandata a data da destinarsi.

La sonda NASA/ESA/ASI Cassini, in orbita intorno a Saturno, ha cominciato il gran finale di missione. Il 29 novembre scorso, infatti, si è spostata sulla nuova orbita, detta “F-ring”, che la porterà ripetutamente a meno di 10000 km di distanza dal sottile anello F. La sonda ha appena cominciato l’orbita Rev-265, la quattordicesima delle 20 orbite della fase F-ring e, tra le incredibili immagini che stanno arrivando in questa fase ci sono anche alcune lune di Saturno meno conosciute, come Pan, dalla forma stranissima. Questa fase terminerà ad aprile, quando la sonda si avvicinerà ancora di più all’atmosfera di Saturno.

Pan, piccolo satellite di Saturno, ripreso dalla sonda Cassini. Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Nel sistema solare esterno

La sonda americana New Horizons è in viaggio verso 2014 MU69, che raggiungerà tra 661 giorni. La sonda ha compiuto a fine gennaio una piccola manovra correttiva della traiettoria prima di riprendere l’osservazione a distanza di alcuni oggetti della fascia di Kuiper.

Infine, le sonde americane Voyager 1 e 2, lanciate nel 1977, dopo aver sorvolato Giove, Saturno e, nel caso di Voyager 2 anche Urano e Nettuno, sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Voyager 1 si trova attualmente a circa 138 UA dalla Terra (19 ore e 6 minuti-luce). Voyager 2 è invece a circa 114 UA dalla Terra (15 ore e 50 minuti-luce).

Sommario missioni

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 6

Missioni operative nella fase principale o estesa: 28

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 3

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.