Effettuata una manovra per evitare la collisione tra MAVEN e Phobos

La luna marziana Phobos. Credit: NASA

La sonda MAVEN ha effettuato, nei giorni scorsi, una manovra non prevista per evitare una collisione con la luna di Marte, Phobos.

La sonda Mars Atmosphere and VolatileEvolutioN (MAVEN) è in orbita intorno a Marte da poco più di due anni, per studiare l’alta atmosfera del pianeta rosso, la sua ionosfera e le interazioni con il sole ed il vento solare. Lo scorso martedì la sonda ha acceso i suoi motori i quali l’hanno fatta accelerare fino a 0.4 m/s.

Immagine artistica di MAVEN in orbita attorno a Marte. Credit: Lockheed Martin

Una piccola correzione ma che è stata sufficiente per evitare, da lì ad una settimana, che la sonda andasse a collidere contro la luna del pianeta rosso. Grazie alla manovra la sonda e il satellite passeranno a circa 2,5 minuti di distanza l’una dall’altra senza sfiorarsi.

Quella effettuata è stata la prima manovra di correzione per MAVEN, fatta, appunto, per farle evitare, come detto, Phobos.

MAVEN orbita ellitticamente intorno a Marte e questa sua traiettoria attraversa quella di altre sonde e della luna del pianeta diverse volte nel corso di un anno. L’incrocio di orbite può causare la collisione tra due oggetti se entrambi arrivano all’intersezione nello stesso istante. Questi scenari sono ben noti con un certo anticipo e sono monitorati molto attentamente dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA che ha sede a Pasadena, in California. Proprio il JPL ha lanciato l’allarme sulla possibile collisione.

Lo studio delle orbite ha permesso agli ingegneri della NASA di prevedere che, se non si fosse fatto nulla, MAVEN e Phobos avrebbero potuto collidere il prossimo 6 Marzo. Infatti, prima della manovra correttiva, i due corpi avevano solo 7 secondi di scarto e tenendo in considerazione anche la mole della luna, la quale negli studi è stata modellata come una sfera di 30 km, un po’ più grande delle reali dimensioni per essere conservatori, le probabilità di collisione erano molto alte.

Il Principal Investigator di MAVEN, Bruce Jakosky dell’Università del Colorado, ha dichiarato:

“Complimenti al team di navigazione e tracking del JPL per tenere sotto controllo, ogni giorno dell’anno, l’orbita di MAVEN per evitare collisioni, e complimenti al team della sonda per aver svolto la manovra in maniera impeccabile”.

Bruce Jakosky. Credit: NASA

 

 

 

 

 

 

Il Principal Investigator di MAVEN si trova presso il Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell’Università del Colorado a Bouden. L’università ha fornito due strumenti scientifici e conduce operazioni scientifiche, così come si occupa dell’educazione e della sensibilizzazione del pubblico nei confronti della missione.

Il Goddard Space Flight Center della NASA nel Maryland gestisce il progetto MAVEN ed ha fornito altri due strumenti scientifici. La Lockheed Martin ha costruito la sonda ed è la responsabile per le operazioni di missione. L’Università della California tramite lo Space Sciences Laboratory di Barkeley ha fornito altri quattro strumenti. Il JPL della NASA si occupa della navigazione e del supporto al Deep Space Network, così come dell’hardware dell’Electra telecomunications relay.

Per maggiori informazioni sulla missione, vi invitiamo a visitare la pagina NASA dedicata a MAVEN.

Fonte: NASA

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Mauro Giaffreda

Da sempre affascinato dallo spazio e da tutto ciò che lo circonda. Si laurea in ingegneria aerospaziale presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, cercando un modo per trasformare una passione in un lavoro.

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