Contatto perso con il coronografo di Proba-3

Rappresentazione artistica di Proba-3 prima della separazione dei due satelliti. Crediti: ESA
Rappresentazione artistica di Proba-3 prima della separazione dei due satelliti. Crediti: ESA

Un’anomalia tecnica ha interrotto le comunicazioni con uno dei due satelliti della missione Proba-3, il progetto dell’Agenzia spaziale europea (ESA) realizzato allo scopo di studiare la corona del Sole attraverso eclissi artificiali create nello spazio.

Il problema riguarda la sonda chiamata Proba-3 Coronagraph, che opera insieme al satellite gemello Proba-3 Occulter in un sistema di volo in formazione estremamente preciso. Durante il fine settimana del 14 e 15 febbraio 2026 si è verificata un’anomalia a bordo del coronografo che ha provocato una serie di effetti a catena che ha fatto perdere al satellite il proprio assetto, una condizione fondamentale per mantenere attivi i sistemi di bordo e comunicare con la Terra.

La perdita di orientamento ha impedito al veicolo di entrare nella modalità di sicurezza normalmente utilizzata in caso di emergenza. Inoltre, il pannello solare non è più riuscito a mantenere l’allineamento con il Sole, riducendo drasticamente la produzione di energia. Di conseguenza, la batteria di bordo ha iniziato a scaricarsi rapidamente, fino al passaggio automatico alla modalità di sopravvivenza, in cui restano attivi solo i sistemi essenziali e le comunicazioni vengono sospese. Questo ha portato alla perdita del contatto con il centro di controllo a Terra.

I tecnici dell’ESA stanno ora analizzando le possibili cause dell’anomalia e lavorano per tentare di ristabilire la comunicazione con il veicolo. Tra le soluzioni allo studio c’è anche l’impiego dell’altro satellite della missione. L’Occulter, infatti, continua a funzionare regolarmente e potrebbe avvicinarsi al coronografo per osservare la sua posizione e il suo orientamento nello spazio, fornendo informazioni utili.

Il satellite coronografo e l’occultatore in un’immagine artistica che li raffigura nella loro complessa formazione di volo. Crediti: ESA

Una missione tecnologica alla scoperta del Sole

La missione Proba-3 è stata lanciata il 5 dicembre 2024 dallo spazioporto indiano di Sriharikota grazie a un razzo PSLV-XL. Dopo il lancio, i due satelliti sono stati immessi in un’orbita altamente ellittica che può estendersi fino a oltre 60.000 chilometri dalla superficie terrestre.

Il progetto rappresenta una delle dimostrazioni tecnologiche più ambiziose dell’ESA nel campo delle operazioni autonome nello spazio. I due veicoli spaziali sono progettati per volare separati ma perfettamente coordinati, mantenendo una distanza di circa 150 metri con una precisione elevatissima.

Eclissi artificiali e osservazione della corona solare

Durante le operazioni scientifiche, l’Occulter proietta un’ombra controllata sul coronografo, bloccando la luce diretta del Sole. In questo modo è possibile osservare la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella, normalmente difficile da studiare perché oscurata dalla luminosità del disco solare.

La corona è una regione di grande importanza per la fisica del Sole. È infatti la fonte del vento solare e del cosiddetto meteo spaziale, fenomeni che possono influenzare satelliti, sistemi di comunicazione e infrastrutture tecnologiche sulla Terra. Grazie alle eclissi artificiali prodotte in orbita, Proba-3 è in grado di osservare una zona della corona che finora risultava difficile da studiare con gli strumenti disponibili.

Prima dell’anomalia, la missione aveva già raggiunto importanti risultati. I due satelliti avevano eseguito più di sessanta orbite di volo in formazione estremamente precise, raccogliendo ore di dati scientifici a ogni passaggio.

L’ESA ha spiegato che ulteriori aggiornamenti verranno diffusi non appena emergeranno nuove informazioni sulle condizioni del coronografo e sulle possibilità di recuperare il satellite. Nel frattempo, il team di missione continua a monitorare la situazione e a valutare tutte le opzioni disponibili per riportare il veicolo sotto controllo.

Fonte: ESA

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Luca Ambrosini

Dopo una laurea triennale in Fisica e una magistrale in Matematica modellistico-applicativa, ho intrapreso un percorso professionale nel settore aerospaziale. Da sempre appassionato di spazio e astronomia, ho la fortuna di poter lavorare in un ambito che coincide con la mia passione: mi occupo infatti di design di software e algoritmi per Star Tracker.

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