Xihe-2: il nuovo occhio sul Sole
Prevedere il meteo spaziale oggi è come cercare di ricostruire la dinamica di un’esplosione osservandone solo i detriti che ci colpiscono in pieno volto. Le nostre attuali sentinelle, ancorate nel punto lagrangiano L1, si trovano lungo la linea retta Sole-Terra: una posizione privilegiata per il monitoraggio dell’ultimo minuto, ma che ci condanna a una prospettiva frontale dove la profondità e l’evoluzione tridimensionale delle espulsioni di massa coronale non possono essere analizzate completamente. Ci sono altre sonde che analizzano il Sole da punti diversi e in modo molto approfondito, come Parker Solar Probe e Solar Orbiter, ma i dati vengono acquisiti, scaricati, elaborati a settimane di distanza dall’evento, utilissimi per fare ricerca sulle dinamiche solari, ma non poi tanto per fare previsioni a pochi giorni.
La missione Xihe-2, prevista per il 2028, si prepara a risolvere questo problema. Scegliendo una dimora orbitale mai presidiata prima, la sonda cinese osserverà un lembo solare non visibile dalla Terra. A causa della rotazione del Sole su sé stesso, che completa un giro in circa 27 giorni terrestri, le zone di instabilità magnetica che generano i brillamenti ruotano verso la Terra sorgendo da est. Posizionarsi in L5, ovvero nella stessa orbita della Terra ma con 60° di differenza, significa trovarsi dal lato del Sole i cui eventi diventano visibili da Terra solo 4-5 giorni dopo.
Xihe-2 non sarà la prima sonda a osservare il Sole di fianco. In passato le sonde statunitensi STEREO A e STEREO B erano posizione nella stessa orbita della Terra attorno al Sole, ma sfasate, una in avanti (Ahead) e una indietro (Behind) rispetto alla Terra stessa, il che gli permetteva di avere una visione tridimensionale del Sole. Le sonde STEREO non erano in un punto stabile però, osservando nel corso della missione il Sole da diversi punti dello spazio. Xihe-2 starà fissa in L5, osservando la nostra stella solamente da un punto, ma che è quello utile per aiutare le previsioni meteo spaziali.
Questo punto lagrangiano si trova abbastanza lontano, è equidistante 150 milioni di chilometri sia dal Sole sia dalla Terra, un’unità astronomica, formando così un triangolo equilatero tra Xihe-2, Sole e Terra. La distanza mette in difficoltà le comunicazioni. Per poter funzionare tutto il sistema, è richiesto che delle antenne dedicate allo spazio profondo siano sempre in comunicazione con la sonda, per fornire dati quasi in tempo reale, considerando gli 8 minuti luce di distanza.

La sonda partirà a bordo di un vettore Lunga Marcia 3C dallo spazioporto di Xichang, con una finestra di lancio compresa tra novembre 2028 e luglio 2029. Al momento del lancio avrà una massa di circa 1.600 kg, con 240 kg di carico utile. Impiegherà circa 16 mesi ad arrivare a destinazione. Una volta iniziata la fase operativa, ci si aspetta che il volume di dati scientifici inviato a Terra sia di almeno 230 gigabyte al giorno.
Nella mitologia cinese antica, Xihe è la divinità solare. La Cina aveva già dato questo nome alla prima sonda Xihe, lanciata nel 2021, aggiungendo l’acronimo CHASE, Chinese H-alpha Solar Explorer. La prima Xihe è ancora operativa e si trova in orbita terrestre. Xihe-2 sarà la prima sonda in assoluto in L5. In futuro, anche altre agenzie spaziali pianificano di inviare sonde di eliofisica in questo punto lagrangiano, come Vigil di ESA, anch’essa dedicata al meteo spaziale.
Fonti:
- Global Times
- Aerospace Shanghai, Edizione 41, anno 2024, Numero 3
- CASC
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