Aggiunto un nuovo asteroide alla missione di Lucy

Rappresentazione artistica della sonda Lucy nelle vicinanze di due asteroidi. Credits: NASA

La missione della sonda NASA che nei prossimi anni visiterà alcuni asteroidi nelle vicinanze di Giove è stata recentemente ampliata con l’aggiunta di un nono asteroide alla lista di quelli precedentemente selezionati. Il tutto mentre continuano i tentativi di aprire completamente e bloccare uno dei due grandi moduli fotovoltaici circolari.

Lanciata lo scorso ottobre da Cape Canaveral in Florida, Lucy sarà la prima sonda che esplorerà da vicino gli asteroidi troiani di Giove, due famiglie di piccoli corpi celesti che stabilmente precedono e seguono il gigante gassoso nei punti lagrangiani L₄ ed L₅ del sistema Sole-Giove.

Giove (arancione) preceduto e seguito dagli asteroidi troiani. Il Sole è al centro, Mercurio è pianeta marrone, Venere quello bianco, la Terra è in azzurro, Marte in rosso

Intrappolati da miliardi di anni in queste due posizioni, al riparo dall’influenza gravitazionale di Giove, che solitamente disperde nello spazio o attira a sé gli oggetti che gli si avvicinano troppo, questi asteroidi sono reperti unici risalenti alla formazione del Sistema Solare e probabilmente della stessa composizione del nucleo del grande pianeta.
Lucy inizierà l’esplorazione dei troiani nell’estate del 2027, preceduta nel 2025 dal passaggio ravvicinato di un corpo della fascia degli asteroidi all’esterno dell’orbita di Marte e si protrarrà fino al 2033 quando la missione principale verrà conclusa. A quel punto, però, la sonda avrà raggiunto una traiettoria stabile che le consentirà ciclicamente di fare la spola tra entrambi i gruppi, il che consentirà eventualmente un’ulteriore estensione della missione.

Al momento del lancio il programma di esplorazione di Lucy prevedeva la visita di 6 asteroidi, di cui uno composto da un sistema binario e uno con un piccolo satellite. Tuttavia, recentemente, grazie all’osservazione dell’asteroide 15094 Polymele avvenuta durante un’occultazione con una stella, è stato scoperto un oggetto più piccolo che gli orbita attorno a circa 200 km di distanza in un’orbita equatoriale. Dato che in greco antico Polymele (Πολυμήλη) significa “molte pecore”, il satellite è stato temporaneamente chiamato Shaun, dal nome del personaggio della serie animata per bambini nota in Italia come “Shaun, vita da pecora”.
L’esplorazione di Polymele diventa quindi sempre più interessante anche alla luce della scoperta della sua particolare forma molto schiacciata ai poli (27 × 13 km) e non sferica come si era ipotizzato in precedenza. Questa particolare forma suggerisce che la genesi di Polymele non sia dovuta ad accrescimento da urti con altri corpi, bensì si tratti di un oggetto integro immutato, risalente ai primordi del sistema solare.

Aprile 2021, nello stabilimento Lockheed Martin in Colorado viene testata l’apertura dei moduli UltraFlex. Credit: Lockheed Martin

I moduli fotovoltaici

Dopo un lancio perfetto seguito dalla conferma che tutti i sistemi di bordo funzionavano correttamente, l’unico problema che ancora rimane da risolvere dopo questi mesi di missione è quello della non completa apertura di uno dei due grandi moduli fotovoltaici della sonda.

Negli ultimi mesi, inviando da Terra comandi per effettuare piccoli incrementi al motore primario e di backup del modulo, qualche progresso è stato raggiunto. Il modulo cosiddetto UltraFlex, che si apre a soffietto come un ventaglio a formare un cerchio, ha quasi raggiunto la completa apertura, pari al 96%, ma ancora non si è bloccato nella posizione definitiva.
L’ipotesi più plausibile sulle cause di questo malfunzionamento è quella in cui il cavetto che permette l’apertura del modulo abbia perso tensione o sia uscito da una delle pulegge durante le prime fasi dell’apertura, lo scorso ottobre.
NASA rimane comunque ottimista sul prosieguo della missione in quanto la produzione attuale di energia rimane al 90% della piena potenza nonostante l’intoppo.
In queste condizioni, quando Lucy avrà raggiunto l’orbita di Giove, i due moduli UltraFlex saranno in grado di fornire 500 watt di potenza, considerati più che sufficienti per alimentare gli strumenti di bordo e i sistemi vitali della sonda.

Il primo grande evento della missione avverrà il prossimo 16 ottobre quando Lucy effettuerà una manovra di gravity assist con la Terra passandole a soli 300 km di distanza. Questo le permetterà di acquistare abbastanza energia cinetica per un’ulteriore manovra, prevista per il dicembre 2024, che le permetterà di essere definitivamente proiettata verso l’orbita di Giove.

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi e il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 e il 2013.