Primo test per il sistema propulsivo di Gaganyaan

Il System Demonstration Model (SDM) in fase di rifinitura Credits: ISRO

L‘Indian Space Research Organization (ISRO), lo scorso 28 agosto, ha svolto il primo test di accensione del sistema propulsivo del modulo di servizio della capsula Gaganyaan (termine sanscrito traducibile in “vascello celeste”) destinata a portare gli astronauti indiani nello spazio.

Si è trattata della prima accensione del System Demonstration Model (SDM) del sistema propulsivo della capsula indiana Gaganyaan, da non confondersi con il test di accensione svolto lo scorso 14 luglio, sul motore Vikas destinato allo stadio centrale L110 a propellente liquido del vettore GSLV MkIII destinato al volo umano, sempre nell’ambito del processo di qualifica del programma Gaganyaan.

Il test si è svolto presso lISRO Propulsion Complex (IPC), posto nella regione montuosa di Mahendragiri situata nella zona meridionale dello stato del Tamil Nadu. Le autorità indiane hanno dichiarato che l’accensione è durata 450 secondi e che la performance dell’intero sistema ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Prossimamente verranno eseguite delle altre prove per simulare le varie condizioni della missione, comprese quelle non nominali.

Il System Demonstration Model presso il test stand. Credits: ISRO

Il modulo di servizio del peso di 2,9 tonnellate è parte del Gaganyaan Orbital Module ed è posizionato sotto al modulo dell’equipaggio, al quale rimarrà connesso fino al momento del rientro atmosferico.

Il sistema propulsivo del modulo di servizio è costituito da un sistema bipropellente ipergolico unificato che alimenta 5 ugelli da 440 N e 16 ugelli da 100 N; con questi ultimi che vanno a comporre il Reaction Control System (RCS) della capsula indiana. Il combustibile è Mono Metil Idrazina (MMH) mentre il comburente è una miscela di ossidi di azoto (MON-3). Nel System Demonstration Model impiegato per questo test, sono stati usati 5 propulsori da 440 N e 8 motori da 100 N.

Il modulo dell’equipaggio, del peso di 5,3 tonnellate, è progettato per accogliere un equipaggio formato da 3 astronauti volando in maniera autonoma per missioni della durata massima di sette giorni. La capsula indiana sarà ovviamente dotata dei sistemi di supporto vitale, di controllo ambientale e dei sistemi di abort della missione.

Dopo due missioni orbitali senza equipaggio, la prima Gaganyaan con a bordo verosimilmente un solo astronauta dovrebbe volare non prima del 2023 partendo dal Satish Dhawan Space Centre di Sriharikota; 16 minuti dopo il liftoff il vettore rilascerà la capsula in orbita. Al momento del rientro verranno sganciati il modulo di servizio e i pannelli solari e la capsula abitata ammarerà nel Golfo del Bengala appesa al suo paracadute.

Addestramento in Russia

L’obiettivo del programma Gagayaan, è quello di dimostrare la capacità di inviare esseri umani in orbita terrestre bassa a bordo del più potente lanciatore indiano, il GSLV Mk3 e di riportarli sulla Terra. Il vettore collocherà la capsula abitata del peso complessivo di 8,2 tonnellate in un’orbita di 170 × 400 km, saranno poi i propulsori principali di Gaganyaan a circolarizzare la quota di volo a 400 km di altitudine.

A tale scopo, sono stati selezionati quattro piloti dell’Indian Air Force (IAF) per prendere parte a queste missioni. Essi hanno partecipato a un periodo di addestramento durato un anno, con l’agenzia spaziale russa Roskosmos, presso le strutture della Città delle Stelle di Zvëzdnyj gorodok, nei pressi di Mosca, nell’ambito del contratto siglato dall’ISRO e il fornitore russo di servizi di lancio Glavkosmos nel giugno del 2019. L’addestramento è incominciato il 10 febbraio 2020 ma ha subito interruzioni a causa della pandemia da COVID-19.

D.B. Venkatesh Varma, Ambasciatore indiano in Russia, ha dichiarato al quotidiano The Hindu che gli astronauti indiani dovranno ritornare in Russia per specifici motivi oltre all’addestramento, come le operazioni per la rilevazione delle loro misure corporee, necessarie per la progettazione delle tute spaziali, che verranno realizzate dalla Zvezda per mezzo del contratto fra la Glavkosmos e l’Human Spaceflight Centre (HSC) dell’agenzia spaziale indiana.

Nel corso del loro addestramento in Russia, i gaganauti (così l’ISRO chiama i propri astronauti) hanno partecipato al training spaziale generico e al training con i sistemi della capsula Sojuz MS, oltre a imparare la lingua russa.

Di seguito, dopo l’addestramento in Russia, gli ufficiali dell’aeronautica indiana si sono sottoposti al training specifico per la capsula spaziale indiana.

Infografica sulla capsula Gaganyaan esposta alla sesta Space Expo di Bangalore del 6-8 settembre 2018. Credits: Wikipedia/Dean Sumith

Il PSLV costruito dai privati

Il vettore indiano PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle), è stato spesso definito il “cavallo di battaglia” dell’agenzia indiana, a causa del suo cospicuo impiego per i lanci di satelliti in orbita bassa terrestre.

Secondo quanto riferito dai media del subcontinente indiano, alcune compagnie private avrebbero manifestato l’intenzione di costruire completamente il vettore, in tutti i suoi componenti. Si tratterebbe di un primato; infatti non è mai successo nella storia dell’astronautica indiana che un’impresa privata e non una compagnia guidata dall’agenzia andasse a costruire un vettore per l’ISRO.

Sebbene siano state cinque le compagnie a manifestare interesse per l’impresa, solamente tre hanno presentato delle offerte. Si tratta di due consorzi guidati rispettivamente da Adani e L&T e da una ditta individuale. Il contratto, che dovrebbe essere assegnato entro la fine dell’anno, prevede la costruzione di cinque unità del vettore PSLV.

Fonti: Hindustan Times; TECH2; Wikipedia; ISRO;

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio, basket e birra. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)