Il sogno di “Ingenuity” è realtà. Un elicottero vola su Marte

Il volo di Ingenuity Mars. Credit: NASA

Il 19 aprile 2021 verrà ricordato perché per la prima volta un mezzo progettato dall’uomo è decollato e atterrato su un pianeta che non sia la Terra. Si tratta senza alcun dubbio di una nuova pietra miliare nella storia dell’esplorazione dello spazio. Il drone-elicottero Ingenuity della NASA è diventato il primo veicolo a compiere un volo controllato e motorizzato su un altro pianeta. Dopo aver ricevuto i primi dati dall’elicottero tramite il rover Perseverance della NASA, il team di specialisti del Jet Propulsion Laboratory ha confermato che il volo è stato un successo.

«Così come l’X-15 è stato un precursore dello Space Shuttle, Mars Pathfinder e il suo rover Sojourner hanno fatto lo stesso per tre generazioni di rover su Marte. Non sappiamo esattamente dove ci porterà Ingenuity, ma i risultati di oggi indicano che il cielo, almeno su Marte, potrebbe non essere il limite» questa la dichiarazione di Steve Jurczyk, amministratore provvisorio della NASA.

L’elicottero, alimentato da energia solare, è decollato alle 9:34 ora italiana, le 12:33 local mean solar time (ora di Marte), nel momento in cui il team di Ingenuity ha stabilito che avrebbe avuto energia sufficiente e trovato condizioni di volo ottimali. I dati dell’altimetro hanno indicato che Ingenuity è salito a un’altitudine di 10 piedi (3 metri), ha mantenuto un volo stazionario stabile per 30 secondi per poi discendere, toccando nuovamente la superficie di Marte dopo 39,1 secondi. Nelle prossime ore i tecnici della NASA analizzeranno i dati per approfondire altri dettagli del volo.

Altimetria del volo dell’elicottero. Credit: NASA

Poiché l’invio e la ricezione di qualsiasi comunicazione da e per Marte impiega parecchio tempo, Ingenuity non può essere pilotato da remoto con un joystick, e per questo stesso motivo il suo volo non è stato osservabile in tempo reale dalla Terra. I dati di Ingenuity vengono trasmessi al rover Perseverance che a sua volta li ritrasmette ai satelliti in orbita intorno alla Terra e quindi alle antenne del Deep Space Network. L’elicottero ha volato in totale autonomia, governato dai sistemi di guida, navigazione e controllo di bordo che eseguivano algoritmi sviluppati dagli specialisti del JPL.

Thomas Zurbuchen, amministratore associato della NASA per la scienza, ha annunciato il nome dell’aeroporto marziano su cui è avvenuto il volo. «Ora, 117 anni dopo che i fratelli Wright sono riusciti a fare il primo volo sul nostro pianeta, l’elicottero Ingenuity della NASA è riuscito a compiere questa straordinaria impresa su un altro mondo. Sebbene questi due eventi chiave nella storia dell’aviazione possano essere separati dal tempo e da centinaia di milioni di chilometri, ora saranno collegati per sempre. In omaggio ai due innovatori produttori di biciclette di Dayton [i fratelli Wright, N.d.R.], questo primo aeroporto su un altro mondo sarà ora conosciuto come Wright Brothers Field, come riconoscimento dell’ingegnosità e dell’innovazione che continuano a spingere l’esplorazione».

Il capo pilota di Ingenuity, Håvard Grip, ha annunciato che l’International Civil Aviation Organization (ICAO), l’agenzia internazionale per l’aviazione civile, ha presentato alla NASA e alla Federal Aviation Administration il codice “IGY” a Ingenuity, proprio come se si trassasse di una compagnia aerea terrestre. Questi dettagli saranno inclusi ufficialmente nella prossima edizione della pubblicazione ICAO, la Designators for Aircraft Operating Agencies, Aeronautical Authorities and Services che includerà anche la designazione “JZRO” per il cratere Jezero, quale luogo di atterraggio.

Mars Helicopter. Credit: NASA

Occorre ricordare che Ingenuity è un dimostratore tecnologico poiché il suo scopo è quello di verificare se la futura esplorazione del Pianeta Rosso possa includere anche una prospettiva aerea. Infatti l’elicottero-drone, lungo 49 cm e pesante 1,8 kg, non contiene strumenti scientifici. Questo primo volo era pieno di incognite. Il Pianeta Rosso ha una gravità significativamente inferiore a quella della Terra, circa un terzo, e un’atmosfera estremamente rarefatta con una pressione al suolo che è circa l’1% di quella del nostro pianeta. Ciò significa che ci sono relativamente poche molecole d’aria con cui le pale del rotore di Ingenuity lunghe 1,2 m possono interagire per raggiungere un assetto di volo. L’elicottero contiene componenti unici, oltre a parti commerciali standard, molte provenienti dall’industria degli smartphone, che sono state collaudate nello spazio profondo per la prima volta con questa missione.

Il progetto Mars Helicopter è passato in poco più di sei anni dallo studio di fattibilità a un concetto ingegneristico e, infine, alla realizzazione del veicolo. Parcheggiato a circa 65 m di distanza da Van Zyl Overlook, il rover Perseverance non solo ha agito da ponte radio per le comunicazioni tra l’elicottero e la Terra, ma ha anche documentato le operazioni di volo con le proprie telecamere. Le immagini delle Mastcam-Z e Navcam del rover forniranno dettagli aggiuntivi sul volo dell’elicottero.

Luogo da cui il rover Perseverance ha osservato il volo. Credit: NASA

Perseverance è atterrato con Ingenuity attaccato al ventre lo scorso 18 febbraio. Il 3 aprile l’elicottero è stato rilasciato sulla superficie del cratere Jezero. Ingenuity ha effettuato il suo volo al 16º sol (giorno marziano) della finestra di 30 sol precedentemente stabilita. Nel corso dei prossimi tre sol, gli specialisti a Terra riceveranno e analizzeranno tutti i dati e le immagini del volo e formuleranno un piano per il secondo volo di collaudo, previsto non prima del 22 aprile. Se l’elicottero sopravvivrà al secondo volo, il team a Terra valuterà il modo migliore per espandere il profilo di volo di Ingenuity.

Ecco, infine, il video della conferenza stampa trasmessa in streaming la sera del 19 aprile, con molte immagini e dettagli tecnici aggiuntivi.

Fonte: NASA/JPL

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.